- Tags: Mogadiscio, ong, rapimento, Somalia, volontari-italiani
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Una foto di Giuliano Paganini, uno dei due operatori umanitari dell’organizzazione CINS sequestrato in Somalia
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Sono Iolanda Occhipinti, perito agronomo di sessantasei anni originario di Pistoia, e Giuliano Paganini, infermiera ragusana impegnata come amministratrice, i due italiani rapiti nelle prime ore di stamane in Somalia, intorno alle 5:30 locali - in Italia 4:30 -, ad Awdhegle, 65 km a sud di Mogadiscio. I due lavorano per la Cins (Cooperazione internazionale nord sud), una Ong nata nel 1988 e impegnata su un progetto cofinanziato dalla comunità europea e dalla Fao. Con loro è stato anche rapito un operatore locale umanitario, Abderahman Yusuf Arale, il responsabile della sede locale del Cins, impegnata in progetti di sviluppo agricoli nella zona dove è avvenuto il rapimento, quella del Basso Shabele, una delle più infestate da predoni e integralisti. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dato istruzione di attivare tutti i meccanismi istituzionali per prestare assistenza agli italiani rapiti in Somalia, pur nella consapevolezza di operare in un territorio dove le difficoltà sono particolarmente gravi.
Stando alle prime testimonianze, uomini armati a bordo di tre fuoristrada hanno attaccato all’alba gli uffici della Cins di Awdigle sequestrando i due cooperanti italiani e quello somalo. “I rapitori, dopo aver neutralizzato le guardie, sono entrati all’interno degli uffici dell’ong, hanno messo una benda agli occhi ai tre e li hanno portati via”, ha detto un rappresentante dell’ong. Un responsabile locale della sicurezza ha assicurato che le forze dell’ordine stanno cercando di localizzare gli ostaggi e “sapere chi sono i rapitori e dove hanno portato” i tre cooperanti. Quella dei rapimenti è una pratica tristemente diffusa in Somalia.
Una foto di Iolanda Occhipinti
Rapimenti precedenti. Si tratta di rapimento a scopo estorsivo secondo fonti ben informate dell’agenzia missionaria Misna. Di solito i sequestri si concludono con il pagamento di forti riscatti In Somalia sono ancora in corso due sequestri, non ancora risolti. Un cittadino britannico ed uno keniano rapiti in aprile (il primo sembra sia rimasto ferito nell’agguato), ed un keniano lettore presso un università somala rapito la scorsa settimana. È noto, seppur ufficiosamente, che per la loro liberazione sono stati chiesti ingenti riscatti.
I viaggi in Somalia sono sconsigliati dall’Italia e da tutti i paese Europei a causa della difficile situazione nel paese. La situazione di sicurezza in Somalia permane fortemente critica in tutto il Paese compresa la capitale Mogadiscio, a causa del conflitto tra il Governo federale transitorio di Baidoa - sostenuto dalle truppe etiopi - ed un’opposizione a sud incentrata sull’Unione delle Corti islamiche, degli atti terroristici, dell’elevato livello della criminalità e del rischio di rapimenti a danno di operatori delle Ong o Agenzie Internazionali. Da ultimo si segnalano i sequestri avvenuti nel Puntland a danno di volontari di una ONG francese.
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- Mercoledì 21 Maggio 2008

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Il 5 Agosto 2008 alle 18:39 Somalia, liberati i due cooperanti italiani » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Somalia: il giorno del rapimento [...]
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