
Ancora una giornata di paura nel Sichuan: una scossa di assestamento ha colpito la provincia cinese già devastata il 12 maggio scorso da un terremoto. Per l’Istituto sismografico cinese (Cnsn) si tratta di un sisma di 6,4 gradi della scala Richter. Secondo un primo bilancio sono stati già accertati un morto e oltre 400 feriti. Almeno 70mila gli edifici danneggiati.
Dal 12 maggio, quando un terremoto dell’ottavo grado della scala Richter ha colpito il Sichuan, sono state oltre 8mila scosse di assestamento. Finora le vittime ritrovate dai soccorritori sono più di 62mila. Ma i danni strutturali alle costruzioni minacciano ancora la popolazione: sono state danneggiate centinaia di dighe, 69 delle quali rischiano di cedere. Il viceministro alle risorse idrauliche, E Jingping, ha dichiarato che altre 310 dighe si trovano in una situazione “molto pericolosa” e altre 1.424 sono “moderatamente” a rischio. Per far fronte alla grave minaccia le autorità hanno drenato i bacini idrici dei 69 sbarramenti più in pericolo, e ridotto il livello di altri 826.
La nuova scossa ha colpito in un momento estremamente critico, alla vigilia di un’ondata di maltempo che annuncia la stagione monsonica: i meteorologi prevedono porterà piogge intense e forte vento. in queste ore circa 1.500 soldati, ciascuno con dieci chili di esplosivi, cercano di raggiungere, per terreni impervi e a piedi a causa della fitta nebbia che impedisce l’uso di elicotteri, un lago formato dallo sbarramento di detriti di frane causate dal terremoto lungo un fiume a Tangjiashang. Un bacino che potrebbe tracimare da un momento all’altro, provocando un “secondo disastro”. I militari tenteranno di aprire una breccia nella barriera e far defluire in modo controllato il pericoloso invaso, anche se i pochi abitanti rimasti nella cittadina di Beichuan, 500 anime, pochi chilometri a valle, sono già stati sgomberati.
- Domenica 25 Maggio 2008

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Il 30 Luglio 2008 alle 15:31 Cina, maestro arrestato per le foto a scuole crollate nel terremoto » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Un anno di “Rieducazione attraverso il lavoro”. Ovvero una condanna ai lavori forzati (e al lavaggio del cervello). Il “sovversivo” condannato a questa pena è Liu Shakoun, un insegnante di Deyang, nel Sichuan, colpevole di aver fotografato alcune scuole elementari distrutte dal terremoto dello scorso 12 maggio. Accade anche questo, nella Cina che si prepara al grande evento olimpico. La denuncia viene dall’associazione Human rights in China. “Invece di investigare sui responsabili delle costruzioni di scuole fatiscenti si condanna ai lavori forzati e al silenzio chi cerca di far luce su una tragedia” dice il direttore di Hric Sharon Hom. Il forte sisma in Sichuan ha causato quasi 80mila morti e un numero altissimo di sfollati. Molte vittime anche tra i bambini che erano a scuola al momento del terremoto. Liu, un professore di scuola media, aveva scattato foto alle scuole collassate, le aveva messe online e in un’intervista si era detto “arrabbiato per lo stato degli edifici, che sembravano fatti di ‘tofu’ ( formaggio di soia, ndr)”. Tanto era bastato perché fosse arrestato il 25 giugno scorso, per “aver seminato dicerie e minato l’ordine sociale”. Le autorità avevano dichiarato alla famiglia del professore che era incriminato per “incitamento alla sovversione”. Un mese dopo il suo arresto, alla moglie è arrivata una lettera. C’erano le impronte digitali e la firma del marito. E la sua destinazione: “Rieducazione attraverso il lavoro”. [...]
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