Bambine cinesi “mascotte” dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 celebrano l’International Children’s Day a Pechino, 31 maggio.
“Benvenuto a Pechino” (Bei Jing Huan Ying Ni): è come se inviassero questo messaggio al mondo intero le cinque mascottes scelte dai cinesi per i Giochi Olimpici del 2008. Beibei, Jingjing, Huanhuan, Yingying e Nini (da notare: il raddoppiamento delle parole è inteso, nella lingua cinese, come forma vezzeggiativa o di cortesia) rappresentano gli animali-simbolo della Repubblica Popolare. Il pesce, il panda, la fiamma, l’antilope tibetana e la rondine, infatti, in Cina simboleggiano, rispettivamente, prosperità, felicità, passione per lo sport, armonia tra uomo e natura e fortuna. Il drago e il leone, invece, sono stati volontariamente esclusi dal Partito nel timore che la loro natura aggressiva spaventasse l’Occidente.
Un popolo superstizioso. In un Paese in cui la superstizione gioca un ruolo cruciale, molti blogger cinesi si chiedono oggi se la scelta sia stata opportuna o se, al contrario, questi animali personifichino cinque cattivi presagi. Jingjing è un panda, che ricorda ai cinesi che ve ne sono almeno due ancora dispersi nel Sichuan, la regione pesantemente colpita dal terremoto del 12 maggio. HuanHuan rappresenta la fiaccola olimpica, proprio quella che è stata contestata in ogni tappa del suo percorso nei cinque continenti. L’antilope tibetana YingYing non può non essere immediatamente collegata alle manifestazioni di protesta che hanno recentemente insanguinato il Tibet. La rondine Nini ricorda Weifang, nota anche come “città degli aquiloni”, località dove, a fine aprile, circa settanta cinesi hanno perso la vita in un tragico incidente ferroviario. Beibei, infine, è uno storione che vive solo nelle acque dello Yangtze: fiume famosissimo non solo per essere, coi i suoi 6.300 chilometri, il più lungo in Asia, ma anche per le sue frequenti esondazioni e, naturalmente, per la Diga delle Tre Gole che cerca di regolarizzarne il percorso. Recentemente lo Yangtze non ha creato problemi, e i cinesi continuano a sperare che almeno Beibei non confermi i cattivi presagi.
- Lunedì 26 Maggio 2008
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Commenti
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Il 16 Agosto 2008 alle 21:31 Fuwa Gadget: BEIbei, JINGjing, HUANhuan, YINGying e NIni. — Ciaffi ha scritto:
[...] In un Paese dove le credenze popolari e la superstizione giocano ancora, soprattutto nelle zone rurali un ruolo fondamentale, numerosi blogger cinesi si domandano se quelli che in principio avevano una valenza positiva, personifichino oggi cinque cattivi presagi. [...]
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