Tv pubblica senza spot? In Francia si può, anzi si deve. Il presidente Nicolas Sarkozy ha deciso, nel gennaio scorso, che la televisione di Stato dovrà presto fare a meno della pubblicità. Detto, fatto. I “consigli per gli acquisti” spariranno dalla programmazione serale dal 1° settembre 2009 e saranno soppressi del tutto dal 1° gennaio 2012. France Télévisions, l’azienda pubblica che gestisce 5 canali, tra cui France 2 e France 3, perderà così 800 milioni di euro l’anno. Per compensare i mancati introiti, sono possibili tre soluzioni. Le ha proposte qualche giorno fa l’apposita “commissione Copé”, creata per studiare la questione.
Gli scenari. La prima ipotesi prevede l’aumento del canone (che attualmente in Francia è di 116 euro l’anno). La seconda, caldeggiata dal gruppo di esperti, passa attraverso il drenaggio delle risorse dalla radio verso la tv e contemporaneamente l’imposizione di una tassa supplementare ai gestori di servizi internet e di telefonia mobile e una sui maggiori introiti delle tv commerciali. Infine, c’è l’ipotesi di introdurre una nuova tassa sull’acquisto di generi di elettronica di largo consumo.
È evidente che le maggiori reti private beneficeranno della scomparsa degli spot dalle reti di France Télévisions. In particolare, gli inserzionisti si riverseranno su TF1, la principale tv commerciale, il cui proprietario, Martin Bouygues, è un grande amico di Sarkozy. Il provvedimento del presidente ha sollevato grandi polemiche e alcuni giornali hanno addirittura ipotizzato che sia stato suggerito direttamente da Bouygues, che possiede anche la terza rete di telefonia mobile del Paese. Qualcuno lo definisce conflitto d’interessi “alla francese”.
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- Martedì 27 Maggio 2008
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Commenti
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Il 27 Maggio 2008 alle 16:31 Corrado Buccieri ha scritto:
Se ho capito in Francia si può fare, perchè il famoso
conflitto di interessi per Sarkozy,lo sfiora ma favorisce gli amici….in Italia no perchè c’è il
gran conflitto.
Il 24 Maggio 2010 alle 15:46 BTO Isola d'Elba: prima giornata | Elenafarinelli.it ha scritto:
[...] Per mostrare il distacco fra il mondo della pubblicità e i consumatori Paolo mostra questo video, molto carino. Ma Iabichino ci tiene anche a dare il giusto spazio e ruolo al mondo dell’online. Il mondo del web 2.0 non scalzerà il mondo della pubblicità tradizionale. Il problema è che i media tradizionali devono imparare le nuove dinamiche di comunicazione. Altrimenti si rischia che succeda come a San Paolo in Brasile (tolti i cartelli pubblicitari) o in Francia dove Sarkozy ha eliminato la pubblicità dalla tv pubblica. [...]
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