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Nepal, fine ingloriosa del monarca più odiato

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  • Tags: Gyanendra, katmandu, Nepal
  • 2 commenti

Fine della monarchia in Nepal

“Il Nepal è una repubblica democratica indipendente, indivisibile, sovrana e laica”: 597 dei 601 membri dell’assemblea costituente hanno dunque posto fine a una delle più odiate dinastie del mondo, quella dei Shah, che ha guidato con il pugno di ferro il Paese per 239 anni. Esce quindi definitivamente di scena re Gyanendra, protagonista indiscusso degli ultimi sette anni di storia nepalese e unico sopravvissuto al massacro della famiglia reale perpetrato il 1°giugno 2001, così vuole la versione ufficiale, dal nipote Dipendra, che poco dopo si sarebbe tolto la vita spianandogli di fatto la strada all’ascesa al trono. Un’incoronazione che come ovvio è coincisa con una forte e irreparabile perdita di fiducia dei nepalesi nel sistema monarchico. Troppo radicati si fanno a quel punto, nella coscienza collettiva, i sospetti sul suo ruolo nel massacro del re e di altri sette membri della famigliare reale.

Ma c’è stato anche dell’altro a infangare irreparabilmente la reputazione dell’ultimo rappresentante dell’ultima monarchia hindu del mondo. Ed è il fatto che una manciata di mesi dopo l’investitura, decide di sospendere il parlamento democratico nel disperato tentativo di smentire la vox populi che lo accusa di essere il responsabile dello sterminio della famiglia del fratello.
Nel 2006, resosi conto della propria incapacità di sconfiggere la guerriglia maoista e di porre fine a un’ondata di violenze ininterrotte che ha fatto registrare circa 13mila morti, Gyanendra, sempre più isolato e con uno stile sfarzoso e corrotto che stride con le condizioni del suo popolo, è costretto ad accettare di reintegrare il parlamento e porre fine allo stato di emergenza in cui aveva confinato il Paese nel 2003. In queste condizioni, non stupisce che, come prima mossa, il nuovo parlamento abbia finito per ridurre drasticamente i suoi poteri: per lui e per la sua ingioiellata consorte, la regina Komal, è l’inizio della fine, il segno che mancava per ridare fiato ai partiti antimonarchici e a ridurre a un ruolo ormai ancillare la corte del sovrano. Dopo essere stato esonerato dal comando dell’esercito, e dopo aver visto approvare una riduzione della sua indennità di servizio (che si era autonomamente aumentato di ben sei volte nel 2004), il Parlamento decide di dargli l’ultimo schiaffo, provvedendo alla rimozione della sua effige dalle banconote nazionali, vessillo di una monarchia sempre più screditata. Ma le ultime e più pesanti umiliazioni Gyanendra le subisce dopo le elezioni: la maggioranza nell’Assemblea costituente va ai maoisti, che ora gli chiedono di abbandonare “entro quindici giorni” il palazzo reale di Kathmandu, senza tuttavia costringerlo all’esilio. Infine, non passano certo inosservate le manifestazioni di giubilo dei nepalesi che sperano, finalmente, nell’inizio di una nuova era. Sancita anche simbolicamente dalla bandiera repubblicana che sventola al posto di quella screditata col sigillo reale.

Le opinioni della gente comune

  • claudia astarita
  • Giovedì 29 Maggio 2008

Vedi anche:

  • Monaci tibetani in crisi di astinenza: da sigarette
Germania: primo stop a Toni, italiano truffatore e sciupafemmine »
« “Ecco come Pechino ha creato il business dei trapianti”

Commenti

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Il 5 Maggio 2009 alle 12:50 Nepal: si dimette il premier maoista Prachanda » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] La tensione resta alta a Kathmandu dopo le dimissioni di Prachanda, primo ministro e leader dei ribelli maoisti nepalesi, cui un anno fa un plebiscito elettorale ha affidato il compito di traghettare il Paese da una Monarchia assoluta a una “Repubblica democratica indipendente, indivisibile, sovrana e laica”. Appena nominato primo ministro Prachanda aveva ribadito a gran voce l’intenzione di voltare pagina, accettando i principi democratici e l’economia di mercato. Tuttavia, licenziando il capo di stato maggiore dell’esercito, il Generale Rookmangud Katawal, “reo” di essersi rifiutato di integrare gli ex guerriglieri maoisti nelle forze armate nepalesi (19,000 unità che il Generale Katawal definisce “politicamente indottrinate”, ndr) , Prachanda avrebbe dimostrato secondo l’opposizione una spiccata predisposizione a interpretare i propri poteri in maniera molto più ampia di quanto previsto dalla legge. [...]

Il 13 Gennaio 2011 alle 12:58 Nepal: introdotto ufficialmente il terzo genere sessuale | Il Sesso e L'Amore ha scritto:

[...] in Nepal, che è recentemente passato dalla monarchia alla repubblica, vi erano due categorie per indicare il genere sessuale: uomini e donne. Ora invece è stato [...]

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