Fa una pausa nella conversazione, prende la rincorsa e poi scandisce con il suo inglese fluente: “These are rubbish news“. Notizie spazzatura. Una frase, quattro parole per affossare l’ennesimo scoop sul presunto nascondiglio di Osama Bin Laden: “Ma come si fa a dire che si trovi sul K2? Una montagna dove vanno solo gli alpinisti…”. Al telefono da Islamabad, Ahmid Mir, il più noto biografo del numero uno di Al Qaeda, è molto netto.
Giornalista pakistano, autore di numerosi scoop sulla cupola dell’organizzazione terrorista, Mir è convinto che l’emiro non si trovi sulla seconda vetta più alta del mondo, come raccontato dalla televisione Al Arabiya, ma più probabilmente al confine tra il Pakistan e l’Afghanistan. Una zona, dice, più simile alla terra natale di Osama, l’Arabia Saudita. Un’area che gli americani, nonostante tutte le truppe inviate, non riescono a tenere sotto controllo.
Il servizio di Times now
L’unico che ha intervistato Osama dopo l’11/09. Mir è diventato famoso a livello globale nel 2001. Fu l’unico cronista a intervistare Osama Bin Laden dopo l’11 settembre. Un colloquio – immortalato da una fotografia che ritrae i due seduti uno accanto all’altro - che si tenne di notte, in mezzo alle montagne, durante il quale il capo del network terroristico minacciò gli Usa di attaccarli con armi chimiche e atomiche. Da allora, i reportage e le analisi di Mir hanno riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo. “Perché dovrebbe andare sul K2? Non ci sarebbe alcuna logica in questa scelta. E poi, al di là delle condizioni materiali in cui sarebbe costretto a vivere , quella montagna è sul confine cinese. E noi sappiamo quando il governo di Pechino sia ostile ad Al Qaeda”. No, ripete Hamid Mir: Osama si nasconde nell’area tribale a cavallo tra la frontiera afghana e quella pakistana dove si registra la maggiore attività bellica dei talebani. Sono i luoghi dove il governo italiano potrebbe inviare una parte del nostro contingente, attualmente posizionato nel nord del paese.
I rischi per le truppe italiane. “Sarebbe un grave errore”, dice quello che adesso è diventato il caporedattore del più importante network televisivo pakistano, Geo Television. “A sud, ci saranno sempre più attacchi contro i soldati occidentali. Gli americani, i canadesi e i britannici hanno avuto numerose perdite in quella zona. Lì, i talebani trovano terreno fertile per le loro causa. È abitata dalla popolazione di origine Pashtun, che non vuole la presenza di truppe straniere sul proprio territorio”.
Secondo Mir, con il ritorno della bella stagione, i guerriglieri di Al Qaeda lasceranno i loro campi di addestramento all’interno dei confini iraniani per riversarsi tra Halmand e Khandar e lanciare un’offensiva contro i soldati della Nato. “La situazione sarà sempre più complicata. Ci saranno attentati e battaglie. Vedrete, inoltre, che ci saranno tensioni sempre più forti tra Usa e Iran, a causa dei presunti rapporti con Al Qaeda. Ma aumenteranno le incomprensioni anche tra Washington e Islamabad sulla politica da seguire nei confronti dei talebani”.
Il nuovo governo pakistano – ora che il generale Mushraff ha dovuto cedere una parte del potere – avrebbe intenzione di dialogare con i talebani, i quali vorrebbero, in cambio di una minore iniziativa bellica la liberazione di un paio di loro capi detenuti in Pakistan. Una politica che non piace alla Casa Bianca. “La coalizione antiterrore rischia di dividersi, mentre i talebani sono molto uniti”, conclude, con una frase che assume il senso di una possibile profezia, il biografo di Osama.
- Domenica 1 Giugno 2008

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Il 2 Giugno 2008 alle 20:48 Il biografo di Bin Laden smentisce Al Arabiya: “L’emiro non è sul K2″ | Osservatorio Pakistan ha scritto:
[...] da Panorama.it [...]
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