Il vertice Fao sulla crisi alimentare globale rischia di chiudersi senza una dichiarazione di intenti a causa di divergenze su temi marginali. Dopo tre giorni di annunci, dunque, la conferenza stampa finale di Jacques Diouf, direttore generale della Fao, prevista per le 17, slitterà ad orario da destinarsi. “La bozza di questa mattina è stata modificata e i delegati possono anche respingerla. Sarebbe molto grave se non si arrivasse ad una dichiarazione comune”, ha detto a Panorama.it un funzionario delle Nazioni Unite. E la conferma che le cose stanno andando male arriva da una frase del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che, uscendo dal palazzo della Fao, ha detto che “si profila un accordo piuttosto deludente”.
Guerra dei prezzi dei cereali. Secondo quanto appreso da Panorama.it, le divergenze non riguardano soltanto l’acceso dibattito sui biocarburanti, ma è scontro aperto tra l’Argentina e gli altri grandi esportatori sulla valutazione del prezzo dei cereali sui mercati internazionali. La contrapposizione è su due righe della bozza del documento finale. Al punto 4e si legge testualmente che è “necessario riaffermare la necessità di ridurre il ricorso a misure restrittive che potrebbero acuire la volatilità dei prezzi internazionali”. Sullo stesso comma del testo finale è in corso anche una polemica con Cuba. L’isola caraibica, che si trova in una delicata fase di transizione politica, vorrebbe che in questo paragrafo (che riguarda le misure a breve e medio termine sulla sicurezza alimentare) vi fosse un “riferimento esplicito” all’embargo, che da anni blocca la sua economia.
I punti di accordo. Altre tematiche sono state risolte e quindi un accordo di massima esiste: sì agli aiuti immediati per contrastare la crisi alimentare e via libera anche all’invito affinché i prodotti alimentari non diventino uno strumento di pressione politica. Una prima intesa è dato dallo stanziamento di 1,7 miliardi di dollari, da impiegare in un piano in sette mosse, attraverso l’aumento degli aiuti e l’incremento conseguente della produzione agricola mondiale. L’azione partirà in 20-30 paesi, dando priorità all’Africa. Per la costituzione di reti di sicurezza per gli aiuti umanitari, fornitura di sementi, fertilizzanti e infrastrutture agricole sono previsti 930 milioni di dollari, il 55 per cento del totale. Per attività di sostegno alle associazioni agricole nazionali e regionali la spesa è di 200 milioni di dollari (12 per cento), mentre il coinvolgimento del settore privato negli investimenti, specie per i piccoli agricoltori, sarà di 160 milioni di dollari, pari a 9 per cento del totale. Alla ricostituzione delle scorte mondiali vanno 305 milioni di dollari.
Stanziamenti della Banca dello Sviluppo. La Banca dello sviluppo africano ha annunciato lo stanziamento di nuovi finanziamenti, non meno di 1,5 miliardi di dollari, anche se la cifra non è stata ancora quantificata. “Non servono misure eccezionali per affrontare la crisi, la comunità internazionale sa già cosa fare – sottolinea Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale - Bastano tre interventi per fare subito la differenza: un forte impegno da parte dell’Onu, delle banche di sviluppo e degli organismi regionali per iniziare ad agire; la disponibilità di semi e fertilizzanti per la prossima stagione agricola; un accordo internazionale per eliminare i divieti alle esportazioni di cibo ed eventuali limitazioni che possono far lievitare i prezzi e colpire i più vulnerabili”.
Biocombustibili. Su molti argomenti importanti, come gli ogm e i biocombustibili, resta una visione non omogenea anche da parte dei cosiddetti esperti. Josette Sheeran, direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale (Pam), sottolinea che, in base ai dati della Fao, “i biocarburanti incidono per il 5 per cento sulla crescita dei prezzi, ma gli esperti non sono concordi su alcuna cifra e il panel degli esperti non ha definito nessuna azione concreta per contrastare questa tendenza”. “Quello sul quale sono tutti d’accordo – aggiunge la Sheeran - è che la sicurezza alimentare deve essere la prima delle priorità e che due anni fa ci siamo resi conto che i biodiesel avrebbero potuto avere degli impatti devastanti sulle coltivazioni alimentari”.
Divisioni politiche. Nel corso dei lavori della tavola rotonda i rappresentanti di Brasile e Usa hanno difeso le loro produzioni di biocarburanti (che insieme fanno 46 miliardi di litri di etanolo sui 52 complessivi prodotti nel 2007) rispettivamente da canna da zucchero e mais, mentre è emersa la volontà di fare ricerca su quelli di seconda generazione, che non derivano da derrate alimentari. Sul piatto, comunque, non ci sono proposte per creare un sistema di quote di produzione a livello regionale, analogo a quello utilizzato nella Ue per diverse colture agricole.
Emergenza clima. Nessun accordo anche per l’emergenza clima. L’India e altri paesi hanno proposto la creazione di un sistema di preallarme globale, il cosiddetto “early warning”. Il sottosegretario italiano alla Salute, Francesca Martini, chiede controlli alle frontiere, gli Usa rilanciano, invece, l’uso del biotech, come tecnologie efficaci per contrastare gli insetti infestanti e malattie degli animali. E sul fronte degli organismi geneticamente modificati, difesi a spada tratta dagli Stati Uniti, la Fao rimanda alle decisioni dei singoli stati (tirandosi in sostanza fuori dalla grande querelle). Si nota, invece, una prima apertura da parte dell’Italia. Franco Frattini si dichiara “preoccupato per le rigidità preconcette” nei loro confronti e invita a percorrere “nuovi sentieri”, anche per i biocarburanti.
La bocciatura delle Ong. Una bocciatura al vertice arriva, intanto, dalle ong del forum “Terra Preta“, riunitosi in questi giorni a poche centinaia di metri dalla sede Fao, che hanno definito inefficace la bozza di dichiarazioni finali. Due le accuse principali: quella di non essere stati coinvolti nel processo decisionale e il fatto di ripetere gli stessi impegni del passato, delegando la questione dell’emergenza cibo alla task force dell’Onu, senza quindi un coinvolgimento diretto dei governi nella gestione della crisi.
- Giovedì 5 Giugno 2008

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Commenti
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Il 5 Giugno 2008 alle 21:46 redazione ha scritto:
Con l’approvazione del documento finale è terminata la conferenza della Fao, durata tre giorni: si era aperta martedi con un messaggio del Papa e un intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti e ha sottolineato la difficoltà di dover mettere d’accordo quasi 200 delegazioni per raggiungere un compromesso. I lavori si sono chiusi con notevole ritardo per le riserve di alcuni paesi, in particolare l’Argentina, Cuba e il Venezuela. La dichiarazione finale è stata approvata per acclamazione nel Comitato plenario senza il passaggio del voto formale nell’Assemblea presieduta da Diouf.
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