L’intervista sarà pubblicata solo domenica nel supplemento del quotidiano Yedioth Ahronoth, ma comincia già a fare molto rumore. Panorama.it ne ha avuto un’anticipazione. A parlare è Shaul Mofaz, vice primo ministro e ministro dei Trasporti del governo israeliano. “Se l’Iran continua il suo programma per sviluppare armi nucleari, noi l’attaccheremo. La finestra di opportunità si è chiusa. Le sanzioni non sono efficaci. Non ci sarà alternativa se non attaccare l’Iran in modo da fermare il programma nucleare”. Mofaz è sì un falco, ma è anche un esponente di primo piano del partito di maggioranza governativa Kadima, lo stesso del premier Ehud Olmert. Già capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, Mofaz è oggi incaricato anche del “dialogo strategico con gli Stati Uniti”. Nella stessa intervista, il vice primo ministro aggiunge che l’attacco militare contro l’Iran sarà realizzato “con l’accordo, con la comprensione e con l’appoggio degli Stati Uniti”. Lui stesso è reduce da un viaggio a Washington, dove ha trattato ai massimi livelli la questione della bomba atomica iraniana.
Quando il giornalista israeliano ha chiesto a Mofaz cosa pensasse delle dichiarazioni rilasciate a Roma, durante il vertice della Fao, dal presidente Mahmoud Ahmadinejad, e cioè che “Israele sarà cancellato dalla mappa”, l’ex generale prestato alla politica ha risposto senza battere ciglio: “Lui scomparirà prima di Israele”.
Sono dichiarazioni pesanti e preoccupanti. E’ vero che Mofaz punta a ottenere la leadership del partito Kadima, ora che si sta per chiudere la carriera politica di Olmert, invischiato in uno scandalo per corruzione, in alternativa al ministro degli Esteri Tzippi Livni. Ma è anche vero che per la prima volta in Israele si parla apertamente di attaccare l’Iran dopo mille smentite. Negli apparati di sicurezza i piani militari sono praticamente ultimati. L’esercito e l’aeronautica li hanno già consegnati al ministro della Difesa Ehud Barak e allo stesso Olmert.
Seppure una’anatra azzoppata, il premier per la prima volta ha parlato ufficialmente dell’imminenza dell’ora X. Lo ha fatto a Washington al termine di un colloquio di un’ora con il presidente George W. Bush. “Ogni giorno che passa, ci avviciniamo sempre di più a fermare il programma nucleare iraniano”.
Ad ascoltare i consiglieri politico-militari del primo ministro, la nuova accelerazione, decisa di comune accordo con la Casa Bianca, non è legata alla crisi politica in Israele, ma è dettata da notizie sempre più allarmanti che provengono da Teheran e dai paesi vicini. Dopo l’ultimo rapporto dell’Aiea (l’agenzia dell’Onu anti-proliferazione atomica, con sede a Vienna), insolitamente duro contro le ambiguità e i sotterfugi della leadership iraniana, si sono aggiunti alcuni episodi assai gravi. Panorama.it è in grado di rivelare che sia la Turchia sia l’Azerbaijan hanno recentemente fermato due convogli separati di Tir provenienti dalla Russia e diretti alla centrale atomica iraniana di Busher. Durante i controlli- certamente non di routine, ma dettati da soffiate di 007- le autorità doganali hanno scoperto che all’interno del carico registrato regolarmente c’erano apparecchiature e sostanze irregolari, dirette probabilmente ai siti atomici clandestini all’interno dell’Iran. I due convogli sono ancora fermi alle frontiere della Turchia e dell’Azerbaijan. Sia l’azienda russa Atomstroyexport, incaricata della spedizione, sia il governo di Ahmadinejad hanno protestato, ma finora con scarso successo.
Di fronte all’inasprirsi della crisi internazionale qualcosa però sembra muoversi a Teheran. Il 28 maggio scorso Ali Larijani, l’ex capo negoziatore sul nucleare e avversario di Ahmadinejad, ha ottenuto la presidenza del parlamento con 232 voti su 290. La vittoria del fronte conservatore più pragmatico, che si oppone a quello fondamentalista, ha portato subito alla richiesta di coinvolgere anche i deputati nel negoziato sottraendolo in parte alla presidenza della repubblica. Sarebbe un modo per allontanare la resa dei conti con Israele e con gli Stati Uniti. Ma basterà? E soprattutto l’abile Larijani farà ancora in tempo a evitare lo show-down militare che avrebbe conseguenze catastrofiche nel Golfo Persico e anche in Afghanistan?
- Venerdì 6 Giugno 2008

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Commenti
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Il 6 Giugno 2008 alle 16:18 melloni ha scritto:
Ancora una volta, una falsa traduzione delle parole di Ahmadinejad è stata strillata dai media. Durante la visita del capo del governo iraniano a Roma, secondo Il Corriere, Ahmadinejad avrebbe detto: «Il tempo delle potenze tiranniche è finito e con la vigilanza e la solidarietà tra i popoli, gli USA e tutte le potenze sataniche se ne andranno e la giustizia arriverà». E «il regime sionista criminale e terrorista, che ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini è alla fine e verrà presto cancellato dalle carte geografiche». La deputata Nirenstein ha proclamato perciò che Ahmadinejad deve essere preso vivo e trascinato davanti ad un nuovo tribunale di Norimberga per genocidio. In realtà, come già la prima volta, la frase di Ahmadinejad non parla di «cancellazione dalle carte geografiche» di Israele, e men che meno ha detto che a cancellarlo sarà lui. Ha assicurato invece che il regime criminale che occupa Gerusalemme «deve svanire dalla pagina del tempo» (bayad az safeh-ye-ruzgar mahuy shavad), come predisse l’ayatollah Khomeini, perchè appunto «il tempo delle potenze tiranniche è alla fine». E’ un discorso religioso di risonanze apocalittiche, tipico degli sciiti.
Il 6 Giugno 2008 alle 16:58 cini ha scritto:
Ormai ne sono quasi convinto che un´attacco contro l´Iran sia ormai una questione di quando e non più di se.
I Paesi arabi confinanti stessi temono un Iran nucleare tanto quanto e forse anche di più di Israele.
Gli Stati Uniti con Israele e probabilmente con anche il tacito consenso del Kuwait, Arabia Saudita, Iraq e diversi altri paesi del Medio Oriente hanno di certo già un piano strategico d´attacco, da lanciarsi convenientemente in coincidenza di una prossima provocazione da parte di Ahmadinejad.
Il 6 Giugno 2008 alle 18:15 Corrado Buccieri ha scritto:
Ne ero convinto,e i tempi cominciano a maturare.
Dopo l’imperialismo usato contro l’Iraq,gli Usa ora
cercano una strategia nuova per attaccare l’Iran.
Le parole di Mofaz ” con l’accordo e l’appoggio degli
USA”…..vanno interpretate,,con il suggerimento USA.
Il 6 Giugno 2008 alle 19:11 vincenzoaliascontadino ha scritto:
AHMADINEJAD E KOMPAGNUZZI AVVISATI MEZZI SALVATI!
Sarebbe già accaduto, se fossimo ai tempi del Direttore CIA J. Edgar Hoover l’uomo decisionista e con le palle: l’uomo che combatté il gangsterismo e il Comunismo, eliminò John Dillinger, George Kelly e scoprì dopo quattro anni di indagini il rapitore ed uccisore di Baby Lindbergh.
In un Paese con una criminalità, negli Stati Uniti, Hoover diventò per alcuni una specie di eroe Nazionale. Verso la fine della sua carriera, tuttavia, venne accusato di violazione dei diritti civili come in Italia il condannato Bruno Contrada, senza uno straccio di prova ma prove avvalorate soltanto con testimonianze di più Mafiosi e criminali: con la famosa teoria del menga che più testimonianze di collaboratori vale di più di quelle delle Istituzioni e Militari non ritenuti credibili, per intenderci, come i punti del Supermarket Esselunga! In poche parole, siamo al punto, osservando e leggendo la tenzone Anm e l’attuale Ministro alla Giustizia Alfano. Insomma come l’ONU che crede al pazzoide di Osama Bin Latrin (Ladin, Al Qaeda) e Ahmadinejad e altri campioni come Al Assad, Al Sadr e amicuzzi degli Hezbollah e Fath Al Islam e Hamas e non alza un dito per aiutare Bush J. così le cose incancreniscono, vedi la barzelletta della fame del mondo! In poche parole, deve essere pronto il Mossad, Servizio Segreto d’Israele, avendo investigato e conosciuti luoghi ed obiettivi da colpire, questi angioletti di morte! Gli Israeliani ne hanno piene di stravaganze di Ahmadinejad, salvo se: a breve vedremo appiccato contro il muro il suo cervelletto bacato di questo piccolo, buffo, ‘na macchietta de cretinetti che vò ‘fa l’Amerikano, di sicuro sarebbe lieve salvezza per un Popolo che gli viene negata la Democrazia. Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 9 Giugno 2008 alle 14:07 vincenzo.m. ha scritto:
CONSENTITELE DI ENTRARE.
Per giungere ad una soluzione nel medio oriente è utile solcare l’unica via risolutiva la quale vede l’entrata dell’Italia nel gruppo 5+1. La dirigenza italiana è dotata delle armi fondamentali per raggiungere l’obiettivo: una dirigenza arrogante ed incapace di profferire altro che non sia un “ni” od un “so”. L’indecisione determinata dall’assoluta incapacità di assumere una decisione responsabile porrebbe le basi per una drammatica confusione comunicativa tale da riuscire ad indurre tutti verso una guerra inevitabile. Pancini fuori, palchetti addobbati, assurdità concettuali, indecisioni radicali coinvolgerebbero tutti in una insana ed assurda situazione.
Giustificata ragione delle attitudini italiane al “compromesso sbilanciato” troverebbero ampio spazio nell’analisi della propria quota negli interessi economici dipendenti dallo spazio iracheno. Si dice che il Libano sia un esempio della capacità diplomatica del “ni” e del “so” della dirigenza italiana.
Fatela entrare se per giungere al “vostro” obiettivo è necessaria la confusione comunicativa.
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