Il presidente afghano Ahmid Karzai si presenterà domani alla conferenza di Parigi dei donatori per l’Afghanistan con le idee ben chiare: chiedere ai partecipanti 50 miliardi di dollari per un piano quinquennale di ricostruzione economica che punta a promuovere il settore agricolo e disincentivare la coltivazione di oppio.
Leader debole. Sono però in molti in Europa e negli USA a nutrire dubbi sulla credibilità del piano di un presidente che in sei anni non è riuscito a imprimere una svolta né al conflitto con i talebani né alla ricostruzione del paese. Un leader da molti considerato debole come dimostra il fatto che, nonostante il piano per la lotta all’oppio, Karzai non abbia mai fatto arrestare i “signori della droga” che finanziano i talebani ma anche molti parlamentari di Kabul.
Inoltre gli USA premono su Karzai minacciando di tagliare gli aiuti economici, per convincerlo a fare di più per combattere la corruzione dilagante.
Sprechi enormi. Secondo alcune agenzie umanitarie internazionali dalla caduta dei talebani solo 15 dei 25 miliardi di aiuti sono stati spesi e secondo la Integrity Watch Afghanistan (IWA), un’Organizzazione non governativa con base a Kabul, su 100 dollari spesi in molti casi solo 20 raggiungono i destinatari afghani dell’assistenza.
Secondo il rapporto della Ong, tra il 15 e il 30% dei soldi se ne va in spese per la sicurezza delle agenzie internazionali, un altro 20% in spese per assistenza tecnica, voce che in genere copre gli stipendi a volte faraonici del personale internazionale.
I numeri del disastro. Il rapporto critica anche il fatto che il 70% dell’aiuto internazionale non passa attraverso il governo afghano, privando così lo Stato del controllo su come esso viene speso, e di conseguenza indebolendone il rapporto con la popolazione.
Non mancano però anche i segnali positivi: oltre 5 milioni di profughi sono rientrati, il governo ha distribuito 30.000 appezzamenti di terra per le famiglie bisognose, la popolazione scolastica è passata dal milione nel 2001 ai 5,7 milioni del 2007 e il 35 per cento degli iscritti sono bambine.
Il numero delle scuole è triplicato passando a 9.062 e i numero degli insegnanti é aumentato di sette volte salendo a 142.500. L’accesso ai servizi sanitari di base è passato dal 9 all’82 per cento della popolazione mentre la produzione di energia elettrica è raddoppiata rispetto al 2002 anche se soltanto il 20 per cento della popolazione ha accesso all’elettricità e soltanto per poche ore al giorno. Oltre 12.000 chilometri di strade sono stati ripristinati, migliorati o costruiti mentre il numero degli abbonati al telefono è passato da meno di 20.000 a oltre 5 milioni. Sul piano economico infine sono nate 16 banche commerciali private e quest’anno il governo ha affidato a una società pubblica cinese le prospezioni per valutare le riserve di rame: un investimento da 3 miliardi di dollari.
- Mercoledì 11 Giugno 2008

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Commenti
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Il 11 Giugno 2008 alle 23:16 alnilum ha scritto:
E cosa si pensava?
Che 1 ” PUPPET ” messo li come un Imbec………., sia qualcosa di garante?
p.s: Oggi Bush è stato accusato al Congresso degli USA per “Impeachment”.
Voi giornalisti, NON lo sapevate?
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