
Sono 28 milioni in meno rispetto al 2000. Ma la cifra è comunque impressionante: in tutto il mondo sono 218 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 17 anni. È quanto riferiscono i dati (fermi ancora al 2004) presentati a Roma dall’International Labour Organization (Ilo), per la Giornata internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. L’ultimo rapporto dell’Ilo, The end of child labour: Within reach, parla di una riduzione dello sfruttamento dell’11% in quattro anni. In particolare, diminuiscono quelli coinvolti in lavori pericolosi. La regione dell’Africa Subsahariana è quella con la più forte incidenza di minori sfruttati, mentre l’America Latina e i Carabi hanno avuto la maggior riduzione del fenomeno, sceso di 2/3 punti in quattro anni.
Il problema non è certo assente nei paesi industrializzati. Una recente ricerca condotta dall’Ires Cgil e Save the Children ha stimato che in Italia lavorano tra i 480 mila e i 500 mila minori di 15 anni. Lo studio esamina le differenze esistenti tra i giovani lavoratori italiani e gli stranieri. Le esperienze dei figli di migranti sono di solito in famiglia (soprattutto tra i giovani cinesi). E la famiglia è anche il canale d’accesso principale al mondo del lavoro. Esiste poi una forte differenza tra i luoghi e la periodicità del lavori dei minori italiani e stranieri. I primi lavorano in luoghi più protetti, come negozi o bar, e con frequenza saltuaria. Mentre i figli di migranti spesso lavorano in strada come venditori ambulanti e lo fanno per tutto l’anno. La scuola sembra essere trascurata meno dai minori stranieri che continuano frequentare nonostante l’attività lavorativa, mentre gli italiani si assentano di più o interrompono il corso di studi.
È proprio sull’importanza dell’istruzione nella lotta contro le forme di sfruttamento del lavoro che si concentra quest’anno la Giornata del 12 giugno. L’istruzione obbligatoria per i minori di 14 anni ha contribuito in maniera profonda all’eliminazione del fenomeno in molti paesi, specialmente nell’America Latina e nel Sud Est asiatico.
Ma un colpo di freno all’entusiasmo per i dati positivi è arrivata dal trend dell’economia internazionale, che vede un aumento dei prezzi delle derrate di base. Questo potrebbe in prospettiva avere ripercussioni sulla riduzione del fenomeno del lavoro minorile registrata negli ultimi anni. “L’impennata dei prezzi costituisce uno shock per le famiglie più povere” ha detto Furio Rosati, professore di finanza pubblica all’Università Tor Vergata di Roma. “Il potenziale aumento della povertà nei Paesi a basso reddito potrebbe costringere le famiglie a ricorrere al lavoro dei figli minorenni in maniera crescente”.
Un documentario di www.aiutareibambini.it sul lavoro minorile in India
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- Giovedì 12 Giugno 2008
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Il 24 Giugno 2008 alle 22:55 Un giovane meccanico a Islamabad, Pakistan | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] 12 giugno 2008 - Sono 28 milioni in meno rispetto al 2000. Ma la cifra è comunque impressionante: in tutto il mondo sono 218 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 17 anni. È quanto riferiscono i dati (fermi ancora al 2004) presentati a Roma dall’International Labour Organization (Ilo), per la Giornata internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Leggi l’articolo [...]
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