Dopo il flop della Costituzione Europea, anche la sua versione rinnovata e alleggerita, il trattato di Lisbona, potrebbe morire senza essere mai entrato in vigore. Prevede infatti di essere ratificato da tutti e ventisette gli Stati dell’ Ue. Ma ce n’è uno in cui è stato indetto un referendum: l’Irlanda. Ieri si è votato, e oggi il “No” al trattato, secondo le prime rilevazioni, è in vantaggio sul “Sì” quasi ovunque, nei 43 distretti dell’Isola. Lo scrutinio delle schede è iniziato alle 9 di stamattina e procederà sino alle 16,30. Gli ultimi sondaggi davano timide speranze agli europeisti, ma già ieri François Fillon, primo ministro francese, ammoniva: “Se l’Irlanda vota no non ci sarà nessun trattato”. A quanto pare, è stato profetico: I contrari al documento, indicano i primi conteggi in varie zone del Paese, sembrano prevalere sui favorevoli quasi ovunque.
Il No, secondo questi primi rilevamenti, va forte nelle campagne, ma anche a Dublino: il vantaggio dei voti contrari a Lisbona e’ forte nei distretti di Mayo, Limerick, Galway, Sligo e Louth. Ma anche a Dublino, dove vive un terzo dell’elettorato, il No sembra in consistente vantaggio nei distretti operai, mentre nei quartieri di classe media il sostegno al Si’ non e’ stato massiccio come ci si attendeva.
”Le cose non si presentano bene” per il Sì, ha ammesso Dick Roche, ministro per gli Affari Europei irlandese, commentando le prime indicazioni sul voto.”Sembra proprio che il No sia in testa. A Dublino la maggior parte dei distretti operai di Northside sembrano propendere per il No”, ha fatto eco Joan Burton, deputata della capitale per il Labour, che e’ il terzo partito dell’Eire e che aveva chiesto un Si’ al Trattato, ”Il Si’ sembra forte in alcune delle aree di classe media, ma onestamente non credo che sia sufficiente a battere il No”.
L’affluenza media è stata del 50% sui tre milioni chiamati alle urne. Secondo l’ Irish Times, è stata più alta nei distretti del nord, tendenzialmente più contrari.
L’Europa intera aspetta i risultati finali, ma si registrano già alcune dichiarazioni. In Italia il ministro Calderoli, noto per la sua poca simpatia nei confronti delle istituzioni comunitarie, dice grazie “al popolo irlandese per il suo voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli stessi”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, invece, crede nella vittoria finale del “Sì”, perchè: “Se davvero lo bocciassero ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti. Per questo auspichiamo un esito positivo”.
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- Venerdì 13 Giugno 2008
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