Da Bruxelles
Un paio di settimane fa erano stati i pescatori di mezza Europa a ribellarsi a Bruxelles contro l’impennata del costo dei carburanti. Ieri, alla vigilia di un cruciale summit europeo organizzato per discutere il “problema petrolio”, è toccato agli agricoltori, ai tassisti e ai camionisti belgi dire la loro su un’emergenza divenuta ormai globale. Nelle ultime settimane la capitale belga è diventata la città di riferimento per casseurs e manifestanti che proprio non ci stanno a vedere diminuire drasticamente il proprio potere d’acquisto. “Bruxelles sta diventando l’epicentro della crisi”, ha scritto il principale quotidiano belga in lingua francese, il Le Soir. Eh già, come dare torto ai manifestanti? E’ meglio far sentire la propria voce a Bruxelles piuttosto che a Gembloux o a Vertemate con Minoprio. Trattori, camion e taxi in piazza Per gran parte della giornata, la città che ospita le principali istituzioni europee è stata quindi semi-paralizzata dai cortei organizzati dai sindacati locali. Secondo la polizia, alla manifestazione hanno partecipato oltre 500 trattori, 170 autoarticolati e 150 “taxi chauffeurs”. Quanto basta per bloccare il centro di una metropoli che non è poi tanto grande (più o meno quanto Milano). Gli organizzatori hanno poi pensato di protestare “a macchia di leopardo”. Gli agricoltori francofoni si sono radunati al Parco del Cinquantenario (a uno sputo dal blindatissimo quartiere europeo già teatro di scontri un paio di settimane fa).
Il VIDEO
I camionisti, in gran parte fiamminghi, e i tassisti hanno invece mandato in tilt il traffico sulla circonvallazione che delimita il centro storico della capitale europea. Salvare l’agricoltura europea Intervistati da Panorama.it, gli iscritti a un sindacato locale che rappresenta gli interessi dei giovani agricoltori (la Fédération des Jeunes Agriculteurs) hanno motivato la loro decisione di scendere in piazza “sia protestare contro il caro petrolio sia per chiedere maggiore stabilità dei prezzi. Ma anche per dire no alle politiche ultraliberiste dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e della Politica Agricola Comune”. Già, la famigerata PAC dell’Unione europea, tanto criticata da molti perché ritenuta responsabile della recente impennata dei prezzi di cereali e generi alimentari di prima necessità (solo il grano, nell’ultimo anno è aumentato dell’80 percento) . La manifestazione di Bruxelles si è poi chiusa con alcune dichiarazioni del premier belga Yves Leterme, che in piazza ha promesso di fare pressioni alla Commissione europea affinché si impegni, in vista delle prossime negoziazioni dell’OMC, di non fare concessioni che potrebbero danneggiare l’agricoltura del Vecchio Continente.
- Giovedì 19 Giugno 2008

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