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Suonano come una beffa, per i più convinti sostenitori dell’Unione Europea, i risultati dell’ Eurobarometro di primavera, diffusi oggi. Nonostante l’esito negativo del referendum sul Trattato di Lisbona sono gli irlandesi ad avere l’immagine più positiva dell’Europa. E’ uno dei dati, per certi versi sorprendente, messi in evidenza dal sondaggio effettuato dalla Commissione europea per monitorare le opinioni dei cittadini degli stati membri (e aspiranti tali). Va detto che il questionario non prevedeva domande relative al Trattato, ma dopo la secca vittoria del “No” di Dublino al referendum, è singolare leggere che ben il 65% degli irlandesi ha una concezione positiva dell’Unione. Più soddisfatti soltanto i rumeni (67%), ultimi arrivati, mentre la media Ue scende sotto la metà, al 48%.
Gli abitanti dell’isola del trifoglio sono anche tra i più convinti sostenitori dell’appartenenza del loro Paese all’Ue (73%). Un dato che a livello dell’Ue-27 è invece diminuito, attestandosi al 52% (-6%), cosi’ come la sensazione di aver tratto beneficio dall’appartenenza stessa (54%, con un decremento del 4%). I più critici invece sono gli austriaci (solo il 28% ha un’opinione positiva dell’Unione) e i britannici (29%).
Quanto all’Italia, la fiducia nell’Ue è calata di tre punti rispetto al sondaggio condotto nell’autunno 2007, attestandosi sul 40%.
E se il 48% dei cittadini d’Europa pensano che le cose non stiano andando per il verso giusto nella politica dei loro paesi, c’è ancora un dato che fa ben sperare gli europeisti: il 66% degli intervistati crede che l’Europa abbia forti valori identitari comuni, mentre sono in meno quelli che si riferiscono più genericamente ai “valori occidentali”.
Interessante anche la percezione dei problemi: rispetto alle ultime rilevazioni del settembre 2007, l’inflazione sale al primo posto tra le preoccupazioni dei cittadini Ue, col 37%, mentre scendono la disoccupazione (dal 40% del 2006 al 24% adesso), l’immigrazione (11%) e il terrorismo (7%). In generale, però, le istituzioni dell’Europa comunitaria riscuotono più successo dei vari governi e parlamenti nazionali (che in Italia, Belgio e Ungheria sono ai minimi storici), come dire: lontano dagli occhi, lontano dall’antipolitica.
- Martedì 24 Giugno 2008
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Commenti
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Il 25 Giugno 2008 alle 16:29 laofa ha scritto:
E’ facile addomesticare gli esiti di certe inchieste: basta preparare su misura i questionari con i quesiti da porre, per ottenere alla fine i risultati voluti.
L’Eurobarometro sembra fare il paio con l’altra inchiesta circa la violenza contro le donne, per la quale in uno dei questionari preparati per l’acquisizione dei dati erano state inserite domande sul tipo: “Suo marito la critica durante l’acquisto del vestiario?”
Ebbene, stupri, violenze domestiche e critiche banali sono state affastellate per poter continuare a propalare la fola dei milioni e milioni di donne in Italia e in Occidente stuprate e soggette a violenza o uccise e fare il gioco delle associazioni femministe per arraffare i soldi dalle finanziarie (milioni di euri, mica centesimi di lira) e continuare a dire che gli uomini sono violenti e propagandare le ideologie di genere.
Per non parlare poi (altro esempio) delle statistiche riportate dalle gentili onorevoli del partito trasversale rosa (ossia esteso a tutto l’arco parlamentare) con affermazioni tipo: “Uccide più la violenza contro le donne che il cancro!” (Intendendo proprio che ciò accade in Italia e in Occidente: lo dice pure l’ONU, quindi è CERTAMENTE vero!).
Le statistiche vere (ISTAT o EURES-ANSA) per l’Italia (anno 2002) recitano però un’altra storia: donne uccise per malattie al sistema cardiocircolatorio: circa 131.000; per cancro (seconda causa di morte) circa 70.000; per violenza subita: 159 in totale (0,05% sul numero totale di decessi femminili e figuriamoci in rapporto al totale della popolazione di 54 milioni di abitanti: altro che ecatombe maschilista!!!)
Serve forse una colletta per far recapitare alle Onorevoli una calcolatrice tascabile (basta di tipo semplice, aritmetico: al limite, un pallottoliere)? No di certo, perchè sanno benissimo che le cifre da loro sparate sono fasulle ma molto redditizie e fanno tirare l’acqua (e molta) al loro mulino che si alimenta a ideologia gender, all’insaputa dei cittadini, in buona fede e ignari della situazione reale.
Penso la cosa non cambi troppo nel caso dell’inchiesta sulla popolarità dell’UE: anzichè aggiungere voci ad hoc al questionario, questa volta sono state tolte, cioè non è stata posta la domanda riguardante gli aspetti etici e i principi non negoziabili, anche se questi aspetti rivestono direttamente governanti e cittadini europei contrari a cedere ai diktat della Commissione Europea ormai asservita alle lobbies che la spingono a imporre l’aborto libero, i “matrimoni” gay, l’eutanasia, l’abbattimento della famiglia eterosessuale, l’ateismo, l’aumento degli asili nido e dell’influenza statale nell’educazione dei bambini sessualizzandoli il prima possibile e, domani, probabilmente, la legalizzazione della pedofilia (perchè per chi non lo sapesse, anche questo edificante aspetto è già stato proposto: ci sono nomi e cognomi e date di conferenze ma, almeno finora, la cosa è stata evitata e messa a tacere, “in attesa di tempi più proficui e con maggior apertura mentale”).
Risultato finale dell’inchiesta sull’Eurobarometro? Ovvio: alle statistiche è fatto dire (e non dire) ciò che più aggrada! Credo invece che i commenti ai precedenti articoli sul tema, in questa rivista, qualche motivo di timore l’abbiano debitamente sollevato perchè fondato, altrochè!
Sarebbe allora da dire: Europa SI! Mascalzoni tra i corridoi del Palazzo a dirigerla, NO! Che siano smascherati e giudicati per quello che stanno facendo alle nostre società. Cosa che naturalmente implica una maggiore informazione sul loro conto e sui loro misfatti
Il 26 Giugno 2008 alle 12:13 commander ha scritto:
E’ incredibile e ipocrita il modo di fare politica dell’Unione Europea e della maggioranza dei paesi che ne fanno parte. Commissionano sondaggi sul gradimento e la percezione dell’Unione, ma poi, tranne rare eccezioni che hanno sempre dato risultati univoci, non si sottopongono al vaglio vero, quello di referendum pubblici e popolari. La spiegazione è semplice: i sondaggi è facile pilotarli, il voto molto meno.
A parte ciò rimane da spiegare l’anomalia dell’Irlanda, europeista convinta (ed infatti dall’Europa ha tratto vantaggi economici) che però ha rifiutato Lisbona. Volessero essere seri dovrebbero commissionare un sondaggio per capire. Non lo faranno, perchè lo sanno già bene ma ufficializzarlo potrebbe essere pericoloso. Potrebbe diffondere il virus della volontà dei popoli europei di conservare la propria identità e le proprie tradizioni culturali come unica base possibile per una vera unione, in contrasto con lo sradicamento che gli eurocrati vogliono imporre in nome della modernità.
commander
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