I suoi toni saranno più soft, il linguaggio meno diretto. Ma nella sostanza, poco cambierà. Quasi nulla. Il vertice di Khanti-Mansisk con l’ Unione Europea, il debutto internazionale del nuovo presidente russo Dmitri Medvedev, potrebbe rivelarsi un successo per l’uomo che ha preso il posto di Vladimir Putin. Soprattutto d’immagine. Il Giovane Delfino apparirà più aperto e malleabile del suo predecessore. Più disponibile e convinto delle relazioni con i 27. Ma la barra della politica estera del Cremlino non cambierà.
Certo. Ci sarà un impulso al negoziato con l’Europa. La data d’inizio dei colloqui è stata fissata per il 4 luglio prossimo. Russi e europei discuteranno di scambi commerciali (molto), di energia (tanto) e di sicurezza (tra cui l’annosa questione dello scudo spaziale). L’obiettivo sarà quello di firmare una nuova intesa che sostituisca quella decennale, scaduta nel 2007. Medvedev si spenderà per questo accordo. L’ha già fatto capire, nelle prime battute del summit che si tiene oggi nella capitale siberiana del petrolio. “Sicuramente si mostrerà meno rigido rispetto a Putin, ma non uscirà dalla strada segnata dall’ex colonnello del Kgb” dice Anatol Lieven, politologo del prestigioso King’s College di Londra, esperto della New American Foundation. Terzo partner commerciale dell’Unione Europa, la Russia dispone di un’arma fondamentale da mettere sul tavolo del negoziato con Bruxelles: l’energia. Le sue riserve di petrolio e gas sono indispensabili per gli Europei. “I rapporti tra Ue e Russia sono buoni e (anche in futuro) saranno positivi ” afferma Lieven. “Sui punti più importanti, come gli scambi commerciali, le due parti cercheranno un accordo pieno. E probabilmente lo troveranno. Glisseranno sugli ostacoli.Sui temi più scottanti, al massimo firmeranno dei documenti vuoti di contenuto”. Diverso invece il discorso per quanto riguarda i rapporti bilaterali. “Con la Gran Bretagna e alcuni paese ex satelliti sovietici, i rapporti rimarranno molto freddi”. Londra non ha ancora dimenticato il caso di Aleksander Litvinenko, l’ex ufficiale del Kgb, avvelenato nella capitale inglese , secondo il governo britannico, per ordine di Putin.
Già, Vladimir. Lui, ora primo ministro dopo aver mandato al Cremlino il suo delfino, non è presente al summit con l’Unione Europea. C’è solo la sua ingombrante ombra. Da cui Medvedev si farà abbracciare.”I due fanno parte dell’oligarchia che ha conquistato il potere nella nuova Russia. Vanno d’amore e d’accordo. Viaggiano in coppia. Se mai l’attuale presidente dovesse cercare una maggiore autonomia dal suo predecessore, questo processo non inizierà certo adesso, ma, prevedo, tra diverso tempo.”
Per l’esperto di politica internazionale, comunque Putin non è l’Uomo (ombra) Solo al comando. “No, ripeto è una nuova nomenklatura. E lui è il prodotto migliore, la personalità più in vista, di un gruppo di potere proveniente dai settori dei servizi di sicurezza e delle forze armate che, adesso, domina la Russia”.Un gruppo che si è dato una missione. Far rinascere la potenza di Mosca.” Ma non al livello dell’Unione Sovietica. Ciò è impossibile” afferma Lieven. “Il modello è la Russia zarista dell’800, con le sue conquiste caucasiche e l’espansione a ovest”.
Proprio questo rischia di essere il motivo di possibile crisi tra il Cremlino e l’Occidente. Perché Washington vorrebbe invece ingabbiare l’Orso russo. Gli Usa vogliono l’entrata nella Nato di Ucraina e Georgia. Due paesi di frontiera con la Russia, due possibili stati-cuscinetto, due guardiani ai confini. Mosca è assolutamente contraria a questa prospettiva. “Per questo i rapporti con gli Stati Uniti rimarranno freddi. Oppure incandescenti Il futuro, in questo senso, è carico di incognite. Con possibili forti tensioni Molto dipenderà da come andrà a finire il negoziato di adesione all’Alleanza Atlantica di Kiev e Tblisi; da quali saranno le reazioni moscovite. Prevedo nero - incalza Lieven -. E questo a prescindere da chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Sia Barack Obama, sia John Maccain seguiranno una politica di contenimento della Russia. Con qualche differenza di approccio. Il candidato repubblicano è più “emotivamente” anti russo. Quello democratico è sicuramente più freddo (e quindi calcolatore) nel rapporto con Mosca”.
- Venerdì 27 Giugno 2008

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Commenti
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Il 28 Giugno 2008 alle 13:22 pierpaolo ha scritto:
Terzo partner commerciale dell’Unione Europa, la Russia dispone di un’arma fondamentale da mettere sul tavolo del negoziato con Bruxelles: l’energia.
La Russia ha di che pagare quello che compra: il gas.
Gli USA, invece? Una volta scoperto che le cartine verdi che la Bank of America stampa a rotta di collo non valgono più di quelle del Monopoli, la loro partnership commerciale con l’Unione Europea verrà drasticamente ridimensionato. Sarebbe grave se non ci fosse la Russia a comprare i nostri (soprattutto tedeschi) prodotti ed ad investire in Europa (sperabilmente anche in Italia).
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