Critiche dall’Onu e dall’Unione europea sulle elezioni presindenziali nello Zimbabwe: il timore è che ieri non siano state garantite le condizioni per un voto libero. Il ballottaggio vedeva come unico candidato il capo di Stato uscente, Robert Mugabe, dopo il ritiro del leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai. Ma Condoleezza Rice, segretario di Stato Usa, annuncia che la prossima settimana sarà presentata all’Onu una proposta di risoluzione che mandi “un energico messaggio di deterrenza”. E Il presidente americano George W. Bush ha detto che chiederà una “forte azione” da parte dell’Onu tra cui un embargo delle armi contro lo Zimbabwe. Eppure per il quotidiano The Herald, portavoce ufficiale del regime di Mugabe, l’affluenza di ieri al turno di ballottaggio per le consultazioni elettorali è stata “massiccia”.
Un reportage dallo Zimbabwe dell’Associated Press (in inglese)
Ieri il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha criticato la decisione dello Zimbabwe di proseguire con l’iter delle elezioni presidenziali: una presa di posizione approvata da tutti i 15 membri. Il Sudafrica del presidente Thabo Mbeki, però, continua a difendere il regime di Mugabe: l’ambasciatore di Pretoria al palazzo di Vetro è riuscito a bloccare in serata l’approvazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che puntava a dichiarare “illegittimo” il ballottaggio ’solitario’ di Harare. I Quindici si sono limitati a sancire che “non ci sono verificate le condizioni per (definire il ballottaggio) un voto libero e corretto e il fatto che le elezioni si siano tenute lo stesso in queste circostanze è fonte di profondo rammarico”. La dichiarazione comune non nasconde però divisioni che sono emerse nel Consiglio di sicurezza. Il presidente di turno, l’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite Zalmay Khalilzad, ha osservato che in Zimbabwe ”non ci sono le condizioni per elezioni libere e oneste”.
Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione nello Zimbabwe
La condanna dell’Ue. Anche la Commissione europea critica duramente l’organizzazione del ballottaggio, nonostante i ripetuti appelli delle autorità africane e internazionali per un rinvio. “Riteniamo che l’uso sistematico della violenza politica e delle intimidazioni, sponsorizzate dallo stato che ha spinto al ritiro il candidato dell’Mdc Morgan Tsvangirai, ha totalmente minato la credibilità del processo. I risultati di una tale finta elezione non possono e non saranno riconosciuti come legittimi” ha sottolineato in una nota il commissario Ue allo sviluppo Luis Michel. Ad avviso del commissario “qualsiasi mediazione o negoziato deve essere basato sui risultati del primo turno delle elezioni quando il popolo dello Zimbabwe ha potuto esprimere la propria volontà”. “Continueremo a seguire da vicino la situazione dello Zimbabwe e siamo pronti a supportare gli sforzi volti ad assicurare la democrazia, la stabilità, il rispetto dei diritti umani e la ripresa economica”, ha concluso il commissario europeo.
- Sabato 28 Giugno 2008

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