Era stato sconfitto al primo turno. E per conteggiare i voti erano servite settimane. Ma questa volta è diverso: a due giorni dalle elezioni Robert Mugabe ha giurato per la sesta volta come presidente dello Zimbabwe. L’uomo che governa ininterrottamente dal 1980 ha vinto con più di 2 milioni di voti un ballottaggio “solitario”, criticato dalla comunità internazionale. Morgan Tsvangirai, leader del partito di opposizione Mdc, si è ritirato dalla competizione, ma il suo nome era ancora sulle schede. E 233 mila persone l’hanno votato, nonostante un’ondata di violenza scatenata da polizia, soldati e sostenitori di Mugabe. La dinamica del voto è stata talmente poco credibile che perfino gli osservatori del Parlamento Africano, tra i pochissimi ammessi poiché considerati amici, hanno dichiarato che il voto era stato del tutto illegittimo e falsato, e se ne imponeva una ripetizione. Ora l’unica speranza è che parta velocemente, prima che scorra nuovamente il sangue, un negoziato di riavvicinamento tra le parti che dovrebbe essere imposto dall’Unione Africana (Ua): un vertice è in programma da domani a Sharm el Sheik e vi prenderà parte anche Mugabe.
Oggi Tsvangirai ha respinto l’invito del governo a partecipare alla cerimonia per l’inizio del nuovo mandato: “Per quanto mi riguarda questa cerimonia non senso” ha detto il leader dell’Mdc “per cui non posso appoggiare qualcosa alla quale mi oppongo in ogni modo … il mondo intero lo ha condannato, il popolo dello Zimbabwe non gli darà legittimità e appoggio”. Contemporaneamente Tsvangirai ha espresso la sua volontà di trovare una soluzione negoziata al conflitto. “Non ci sono colloqui in corso” ha dichiarato il capo dell’opposizione “ma l’Mdc resta impegnato a trovare una soluzione negoziale per il popolo dello Zimbabwe. Lo mettiamo nelle mani dell’Unione africana, spero che da quel momento si possa mettere in moto un processo che sia accettabile a entrambe le parti”. Anzi, in un’intervista rilasciata al Sunday Telegraph ha proposto un governo di unità nazionale che elabori di comune accordo una nuova carta costituzionale per poi procedere a nuove elezioni libere.
Le critiche dal mondo. È dura la condanna della comunità internazionale. Ieri gli Stati Uniti avevano annunciato iniziative all’Onu per un embargo. E Condoleezza Rice, segretario di Stato Usa, oggi ha dichiarato che “ci stiamo consultando sulle misure da prendere”. Critiche anche dalla Germania. In un’intervista al quotidiano Die Welt il cancelliere tedesco Angela Merkel dice che “le ultime elezioni nello Zimbabwe sono state una farsa”. Secondo le associazioni umanitarie, durante la campagna per il voto almeno 86 persone sono morte e 200mila sono state costrette a fuggire dalle loro case: le vittime sono state colpite per ore e i corpi mutilati. L’ong Medici senza frontiere ha avvistato 450 persone al confine, in fuga dall’instabilità politica. L’affluenza, malgrado le perplessità degli osservatori africani presenti che denunciavano scarse file ai seggi, secondo la Commissione elettorale è stata pari al 42,37%, quasi la stessa registrata al primo turno del 29 marzo scorso, vinto da Tsvangirai.
La crisi dello Zimbabwe. L’inflazione è la più alta del mondo: secondo le statistiche ufficiali arriva al 164mila%, ma per gli economisti avrebbe un valore di 2milioni%. Cifre che esprimono il rapido tracollo dell’economia nazionale dove il potere d’acquisto del denaro è stato polverizzato. Ma il disastro è, se possibile, ancora più profondo. L’aspettativa di vita è diminuita da 63 anni nel 1990 a 41 nel 2005. E un’epidemia di hiv nel quarto Paese al mondo per malati di aids sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale, un tempo vanto dello Zimbabwe dove ora torna l’ex maoista Robert Mugabe.
Il VIDEO servizio:
LEGGI ANCHE: Il mondo condanna il ballottaggio solitario di Mugabe
- Domenica 29 Giugno 2008

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Commenti
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Il 19 Luglio 2008 alle 2:10 Quando il falsario è lo Stato | scinico.org ha scritto:
[...] Quando è lo Stato ad essere il falsario, il processo di contraffazione non solo può essere scoperto, ma viene addirittura proclamato “sistema monetario” nell’interesse della popolazione, quando invece è un sistema fiscale nascosto e parallelo al sistema fiscale reale. Questo sistema fiscale parallelo tassa il povero, il pensionato, ed il salariato, e tutti i risparmiatori ingenui abbastanza da avere fede nel valore della propria valuta (Zimbabwe, anyone?). [...]
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