Il dottor Steven Hatfill, nel 2001 sospettato di essere il mittente delle lettere contenenti antrace
Per qualche mese è stato, subito dietro a Osama Bin Laden, uno dei principali incubi degli americani. Per sette anni ha atteso l’esito di una lunga battaglia legale, con un’accusa infamante sulle spalle: essere il responsabile delle lettere all’antrace, il primo attacco conosciuto di bioterrorismo. Da ieri il dottor Steven Hatfill è un uomo libero. Una corte federale ha accolto la sua richiesta di risarcimento per danni alla privacy e diffamazione. E il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi gli dovranno dare 2,8 milioni di dollari subito e 150mila dollari l’anno per i prossimi vent’anni. Un totale di circa 5,8 milioni di dollari di risarcimento. Non pochi, certo, ma Hatfill è un uomo che ha visto la propria carriera e la propria privacy distrutte dal sospetto. Interrogato e sottoposto a sorveglianza 24 ore su 24 per mesi. Ma mai arrestato o incriminato. E sette anni dopo, il giudice federale Reggie B. Walton che ha visionato i memoriali dell’Fbi per l’indagine (ancora in corso) ha dichiarato che “non c’è a suo carico la minima scintilla di prova che lo colleghi alle lettere”.
Hatfill, 54 anni, microbiologo, lavorava su un metodo di contrasto ad attacchi batteriologici per l’esercito nel 2001, all’epoca delle lettere all’antrace. Le missive, piccole buste contenenti spore di una letale sostanza batteriologica, furono inviate nei giorni immediatamente successivi all’attacco alle Torri gemelle, il 17 e 18 settembre. Il mittente (fasullo) era scritto a mano. Causarono 5 morti e contaminarono 17 persone, in maggioranza impiegati delle poste che erano venuti a contatto con la carta contaminata. Si scatenò una psicosi collettiva alimentata montata dalla paranoia sulla minaccia terroristica, con casi di emulatori o mitomani anche in altri Paesi. Le prime indagini seguirono la pista del terrorismo islamico internazionale, ma poi l’origine delle spore venne individuata nel laboratorio militare di Fort Derrick, nel Maryland, proprio dove lavorava Hatfill. Il dottore diventa in breve il principale sospettato. Per una fuga di notizie, anche sui giornali. La sua carriera è finita. Adesso, sette anni dopo, il risarcimento. Ma l’indagine su quelle lettere all’antrace non è ancora conclusa e il mittente non ha ancora un volto.
- Lunedì 30 Giugno 2008

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Commenti
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Il 1 Luglio 2008 alle 9:44 nhico ha scritto:
Ci si è fermati al primo indiziato e come un cane che si morde la coda l’Fbi ha girato tanto su se stessa da scavarsi la fossa. Pernsavo che questa testardaggine da zucca vuota fosse solo un’esclusività italiana.
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