- Tags: erdogan, manifestazione, Turchia
- Un commento
Quindici anni fa a luglio veniva scritta una delle pagine più nere della storia della Repubblica turca. Trentasette persone, per la maggior parte intellettuali aleviti, venivano bruciate vive da un gruppo di fanatici religiosi responsabili di un incendio in un albergo della città di Sivas, città dell’Anatolia centrale.
Ieri decine di migliaia di persone sono scese in piazza (non solo a Sivas, ma anche a Istanbul e Ankara) per ricordare quelle morti, proprio mentre ombre minacciose si allungano ancora una volta sulla Nazione e il clima di instabilità cresce col passare dei giorni. Nelle stesse ore in cui il giudice alla guida della Yargitay, la Cassazione turca, ha argomentato le ragioni con le quali chiede la chiusura del partito di governo, la polizia, con sospetto tempismo, ha proceduto all’esecuzione di una ventina di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ex generali in pensione, giornalisti e vari dipendenti statali tutti appartenenti alle frange ultralaiche del Paese, accusati di far parte della “organizzazione terroristica Ergenekon”.
Un’associazione a delinquere, questa, che secondo gli investigatori stava pianificando un colpo di Stato, e che sarebbe stata decapitata già il settembre scorso, a seguito del ritrovamento di un arsenale di bombe a mano in un quartiere periferico di Istanbul e una prima ondata di arresti.
Ora, in quello che sta accadendo in queste ore Turchia c’è molto di più e di più grave di uno scontro tra laici e islamici, dove tendenzialmente i laici vengono, in Italia ma anche in altri Paesi, considerati “più europei” e “più progressisti”. “La Turchia sta attraversando giorni difficili. Tutti noi dobbiamo comportarci con più buon senso, più attenzione e più responsabilità ”, ha detto il generale Ilker Basbug, numero due delle forze armate , esortando il Paese a mantenere la calma.
L’unico dato certo, in una ridda infinita di sospetti e illazioni da una parte e dall’altra, è che la democrazia turca, che punta ad entrare a pieno titolo in Europa, sta mostrando ancora una volta tutta la sua fragilità. Troppo forte è infatti la sensazione che la magistratura si muova seguendo linee politiche, piuttosto che i dettami di legge.
Difficile accettare come provvedimento democratico la possibilità (tutt’altro che remota) che il partito di Governo che ha ottenuto il 47% delle preferenze alle ultime elezioni politiche (tenutesi esattamente un anno fa) possa essere chiuso. L’accusa è, partendo sempre da una prospettiva europea, inquietante: l’Akp del primo ministro Erdogan starebbe lentamente cercando di introdurre la sharia, la legge islamica, nel Paese della Mezzaluna. Ma per quanto questo scenario possa e debba preoccupare, altrettanta preoccupazione deve destare la possibile chiusura dell’Akp con relative elezioni anticipate: l’economia nazionale sta già accusando i primi colpi e gli investitori internazionali restano in attesa di vedere cosa succederà prima di avventurarsi in territori non più sicuri.
L’altra parte della medaglia parla di presunti complottisti con una idea chiara in testa: compiere un colpo di Stato seguendo le modalità di quelli dei decenni passati non è più possibile. La comunità internazionale reagirebbe, molto più difficile sarebbe controllare stampa e opinione pubblica. Allora, invece delle armi, spiegano quanti credono che “Ergenekon” sia davvero una organizzazione terroristica, è meglio un lento lavorio di reclutamento nella società civile, tra i cosiddetti “kemalisti” che hanno ancora fiducia piena nell’operato delle Forze Armate, tra quelle NGO, custodi del pensiero di Ataturk, che l’anno scorso portarono in piazza milioni di persone contrarie all’idea che un islamico come Abdullah Gul potesse diventare Capo dello Stato. In turco esiste un’espressione colorita per descrivere l’attuale situazione. La Turchia è come “un bastone con entrambe le estremità ricoperte ci fango: da qualunque parte lo impugni, ti sporchi”.
- Giovedì 3 Luglio 2008
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 5 Luglio 2008 alle 13:23 luanmagi ha scritto:
a quanto pare non siamo i soli ad avere magistrati che fnno politica con gli strumenti della legge. è un piacere sapere che non siamo soli :) nell’universo
auguri
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.