L’abbraccio di Ingrid Betancourt con Carla Bruni e Nicolas Sarkozy
La Francia riabbraccia Ingrid Betancourt. Il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy e Carla Bruni erano presenti personalmente ad attenderla, quando è scesa dalla scaletta dell’aereo nell’aeroporto della base militare di Villacoubiay, alle 16,05 di oggi pomeriggio. La senatrice franco-colombiana era in compagnia dei figli Melanie e Lorenzo e del ministro degli Esteri francese Kouchner. In giacca nera e gilet viola chiaro, ha ascoltato il discorso di benvenuto di Sarkozy, davanti alle telecamere: ”La sua liberazione è un messaggio di speranza. Benvenuta in Francia, Ingrid! Sia orgogliosa della sua famiglia”. Visibilmente commossa, la Betancourt ha respirato a fondo, poi ha risposto al presidente dandogli la mano: “La Francia è la mia famiglia. Le devo la vita. Vi porto i ringraziamenti di tutti i colombiani. Ringrazio il presidente Sarkozy e tutti i francesi per essersi impegnati per la mia liberazione. Sogno questo momento da sette anni”. Poi ha concluso tra le lacrime: “Ho pianto molto in questi anni, ma adesso sono lacrime di gioia”, prima di lanciarsi ad abbracciare i suoi cari. In serata all’Eliseo si terrà un ricevimento in suo onore e sul palazzo dell’Assemblée Nationale sono stati montati due striscioni col suo ritratto. Domani sarà sottoposta a esami medici approfonditi nell’ospedale militare di Val-de-Grace a Parigi, per verificare le sue condizioni di salute dopo i sei anni di prigionia, anche se dalle immagini degli ultimi due giorni appare raggiante e in buono stato. La politica ex ostaggio delle Farc ha detto di stare “vivendo i momenti più emozionanti della sua vita” e ha potuto riabbracciare i suoi figli e il marito, che non vedeva da sei anni. La sua storia ha avuto enorme eco sui media di tutto il mondo. E pare destinata a fare ancora di più “terra bruciata” intorno ai suoi rapitori, i guerriglieri comunisti della selva colombiana:
“Nessun fine rivoluzionario può giustificare il rapimento, nè di civili, nè di militari”. Parola di Lìder Maximo, riportata in un articolo dal sito web Cubadebate. Se persino Fidel Castro, il “guru” di tutti i rivoluzionari dell’America Latina, bacchetta le Farc, per i guerriglieri colombiani il rapimento di Ingrid Betancourt potrebbe davvero essere stato l’errore più grande. Specialmente adesso che, libera e cosciente, la franco-colombiana inizia a raccontare al mondo intero i dettagli dei suoi sei anni di prigionia. Ingrid si svegliava ogni mattina alle 4 per ascoltare dalla radio le parole di incoraggiamento dei suoi familiari. Ha detto di aver pensato più volte al suicidio: “La morte è un compagno fedele degli ostaggi, la tentazione ci accompagnava spesso”. Quando tentava la fuga veniva legata a un albero con un guinzaglio, costretta a camminare a piedi nudi nella foresta, umiliata e vessata dai suoi carcerieri. Obbligata a lavarsi vestita per sfuggire agli sguardi dei rapitori. “Sono stata trattata come un cane” ha detto ieri a France 2, “non c’era altro che crudeltà e cattiveria”.
Hugo Chavez, l’unico appoggio politico che rimaneva ai guerriglieri (i rapporti tra il governo venezuelano e le Farc sarebbero provati da file del computer del numero 2 dell’organizzazione terroristica, Raùl Reyes, ucciso dai colombiani in un attacco il 1 marzo), sta rapidamente facendo marcia indietro: oggi ha dichiarato che molto presto riceverà il presidente colombiano Uribe “come un fratello” per riappacificarsi dopo la crisi diplomatica. Quello stesso Uribe che fino a due settimane fa chiamava spregiativamente “Uribush” .
Intanto si moltiplicano le indiscrezioni sul fortunato blitz dell’esercito colombiano: secondo la radio militare israeliana ci sarebbe stata l’assistenza di consiglieri ed ex agenti di Tel Aviv e del generale in riserva Israel Ziv. Un’altra fonte riservata, citata dalla radio della Svizzera romanda, sostiene invece che la liberazione sia stata “comprata” con 20 milioni di dollari dati alla moglie del carceriere di Ingrid.
Ma l’arrivo in Francia dell’ex candidata alle presidenziali colombiane ha anche scatenato polemiche: Ségolene Royal, l’ex antagonista elettorale di Sarkozy, non ha mancato di far notare che “Il presidente non c’entra niente con la liberazione della Betancourt, quindi ogni strumentalizzazione politica sarebbe fuori luogo”. Le ha risposto il primo ministro Fillon, in difesa del suo capo: “la Royal ha dimostrato una mancanza di dignità totale”. La prossima settimana Ingrid Betancourt, fervente cattolica, sarà ricevuta dal Papa a Roma.
Ingrid Betancourt incontra i figli - video
- Venerdì 4 Luglio 2008

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