Paese che vai, multe che trovi. A monsieur Dupont parcheggiare lungo un boulevard parigino senza pagare il ticket costa 11 euro. Ma se mister Smith sosta nel centro di Londra dimenticandosi le monetine per il parchimetro prende un’ammenda di 80 sterline, 102 euro. Il più comprensivo verso chi lascia l’auto sulle strisce blu scordandosi di pagare è il Comune di Berlino, che lo considera un peccato veniale: solo 5 euro di multa. Molto più severi i vigili di Madrid che, per la stessa infrazione, impongono di pagare 90 euro. A Berna e Lubiana la multa è di 40 euro, 36 a Milano, 15 a Bruxelles, 68 a Copenaghen…
Nell’Europa a 27, dove tutto, dal peso delle uova al colore dei passaporti, tende a essere armonizzato, l’entità delle pene per gli automobilisti colpevoli delle stesse infrazioni è regolata in completa autonomia dalle singole municipalità.
Nessun attacco di panico però per i turisti a quattro ruote che nelle prossime settimane troveranno un foglietto sotto il parabrezza dell’auto (mal) parcheggiata in una capitale europea: per il momento non esiste ancora l’Europol delle multe e i proprietari delle targhe straniere difficilmente vengono individuati. Ma in un prossimo futuro l’Ue vuole introdurre il pagamento delle contravvenzioni al passaggio del confine fra stati membri.
Per evitare contestazioni è ovviamente meglio non avventurarsi nelle zone a traffico limitato (ztl): la trasgressione costa 25 euro a Berlino, 35 a Parigi, 68 a Copenaghen, 70 a Milano e 160 euro a Lubiana. L’ingresso nel centro di Atene è permesso a targhe alterne (controllate quella del giorno). L’inosservanza delle ztl e dei limiti di circolazione nei centri abitati è la principale causa di sanzioni nei comuni italiani: 5,7 milioni di contravvenzioni l’anno, il 60 per cento dei 9,5 milioni di verbali redatti (26 mila al giorno, al ritmo di 18 al minuto). Ancora pochi però se comparati ai 27 milioni di sanzioni subite dai francesi che, per saldarli, nel 2007 hanno versato 2 miliardi di euro alle pubbliche casse.
Gli 8,3 milioni di patentati italiani invece hanno sborsato 1,5 miliardi: il palmarès spetta a Firenze con 117 euro pro capite. Il censimento effettuato in 103 capoluoghi di provincia dalla fondazione Caracciolo dell’Aci ha evidenziato l’importanza di questo introito per i bilanci comunali: nel 2006, per esempio, il Comune di Milano ha riscosso 105,9 milioni di euro in contravvenzioni, destinati ad aumentare con l’introduzione dell’Ecopass (70 euro di ammenda).
Tartassatissimi da quando l’ex sindaco Ken Livingstone nel 2003 ha introdotto la «congestion charge» (pedaggio di 8 sterline per un ingresso in centro), i guidatori londinesi hanno beccato 6,1 milioni di multe nel 2006, quasi il doppio dei 3,3 milioni di sanzioni dei berlinesi. In difesa dei «motorist» britannici sono sorte organizzazioni come Ticketbusters, che aiuta a fare ricorso contro le telecamere, installate ovunque per controllare i guidatori, all’origine del 70 per cento delle contravvenzioni.
Anche l’antica Royal automobile association è scesa in campo: «Le multe per il parcheggio non sono motivate da intralci al traffico, ma dal fatto che i municipi vogliono aumentare le loro entrate. È quasi impossibile guidare a Londra senza essere multati in qualche modo» ha dichiarato Rebecca Bell, uno dei responsabili dell’associazione. L’anno scorso solo nei 12 municipi del centro di Londra sono stati incassati 371 milioni di euro.
Molti comuni offrono sconti ai multati che si affrettano a pagare. A Londra viene dimezzata la «penalty notice» per chi la salda entro 14 giorni. A Madrid, 3 milioni di abitanti e 1,1 milioni di veicoli circolanti, lo sconto è del 30 per cento se si paga entro 2 settimane. Nella capitale spagnola le multe, specie per sosta vietata, fioccano anche perché è quasi impossibile sfuggire ai 1.500 esattori del Ser, Servicio de estacionamento regulado, che controllano i parchimetri cittadini con grande attenzione (basta sforare di un minuto per essere multati).
«Il parcheggio a pagamento serve per incentivare i madrileni a usare metrò e autobus: proprio per questo il tempo massimo di un ticket è un’ora» ha dichiarato il sindaco madrileno Alberto Ruiz-Gallardón. La città di Madrid incassa 46 milioni di euro l’anno in multe, quasi l’1 per cento del suo bilancio. L’ammenda più cara, 300 euro, è per chi lascia l’auto in seconda fila, atto di grande maleducazione che ai milanesi costa invece solo 36 euro.
Pur usando la bicicletta come mezzo di trasporto preferito, i 505 mila abitanti di Copenaghen nel 2007 hanno totalizzato 23 milioni di euro in multe. «In percentuale rappresenta lo 0,68 del bilancio cittadino» nota Venlig Hilsen, funzionaria comunale.
Nella capitale danese, come in quasi tutte le città europee, le contravvenzioni si possono pagare via internet. I più solleciti a saldare sono gli svedesi, anche perché a chi non provvede in tempo l’amministrazione preleva l’importo dal conto bancario. Non solo, viene segnalato come moroso e per 3 anni non può accedere a prestiti o rinnovare il contratto d’affitto.
I francesi invece restano affezionati al vecchio «francobollo multa». Lo si compra dal tabaccaio, lo si incolla sulla contravvenzione e si spedisce al centro d’incasso di Rennes. l
(hanno collaborato Alex Andersen, Matteo Manzonetto, Gian Antonio Orighi,Walter Rauhe, Alberto Toscano, William Ward)
- Domenica 6 Luglio 2008

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