Impiccagione, taglio della mano destra e del piede sinistro, oppure esilio: sono le pene previste in una proposta di legge arrivata al Parlamento iraniano per punire quei blogger colpevoli di promuovere corruzione, apostasia e prostituzione attraverso internet. Pena di morte, quindi, per coloro che diventano mohareb, nemici di Dio. A una prima lettura i parlamentari di Teheran hanno approvato il testo a larga maggioranza: 180 voti favorevoli, 29 contrari, 10 astenuti. Nonostante l’ostilità delle autorità, cento blogger hanno firmato una petizione per chiedere di eliminare la censura della Rete.
Quanto contano in Iran le opinioni espresse sui blog? Secondo l’università di Harvard è lo spazio pubblico più aperto per le discussioni, tenendo conto del controllo sui mass media (stampa, televisione, radio) nella Repubblica islamica (la ricerca in pdf). Alcuni giovani iraniani che scrivono online sono critici verso il regime. Ma sul web discutono anche di altri argomenti: diritti umani, religione, cultura e poesia, un tema che appassiona soprattutto il pubblico femminile. Scrivono gli autori dello studio: “L’essenza della democrazia non è la regola della maggioranza, ma come la maggioranza è formata”. Sono spiragli di libertà che sembrano preoccupare le autorità in una nazione in cui l’età media della popolazione è di 26 anni (in Italia è di 42). E siti popolari come Facebook e Flickr sono già stati bloccati. La scure di Teheran si è già abbattuta sui giornalisti. Reporter senza frontiere, inoltre, denuncia che l’anno scorso due cronisti trentenni, Hassanpour e Botimar, sono stati condannati a morte per “attività sovversive contro la sicurezza nazionale”: la pena capitale è stata riconfermata per Hassanpour, Botimar è in attesa della nuova sentenza.
- Lunedì 7 Luglio 2008
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Commenti
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Il 18 Novembre 2008 alle 15:39 Internet, giro di vite globale per la censura » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Questa volta Teheran ha deciso di fare le cose in grande: le autorità iraniane hanno bloccato l’accesso a cinque milioni di siti web. Dichiara il consigliere del procuratore generale, Abdol Samad Khorramabadi: “Il nemico abusa della rete per cercare di invadere l’identità religiosa” della Repubblica islamica. Soltanto pochi mesi fa era stata avanzata la proposta della pena di morte per i blogger. Internet preoccupa seriamente le autorità iraniane: è lo spazio pubblico più aperto alla discussione in una nazione dove l’età media è di 27 anni. E i navigatori dell’Iran sono curiosi di ciò che accade nel mondo, ma non è raccontato dai mass media locali: leggono Wikipedia poco meno degli italiani. Il vento della censura soffia forte anche in Estremo oriente: il Ministero delle comunicazioni tailandese ha censurato siti responsabili di offese alla monarchia, minacce alla sicurezza nazionale, disturbo dell’ordine e atti osceni. Eppure alcuni analisti notano che molti spazi web chiusi sono legati al movimento di opposizione dopo il colpo di Stato dello scorso novembre. Un lavoro raffinato, quello dei censori tailandesi: hanno limitato anche le possibilità di aggirare i filtri, bloccando alcuni server proxy e chiedendo a Google di rimuovere dall’archivio (la memoria cache) le pagine indesiderate. [...]
Il 20 Gennaio 2009 alle 12:28 Iran, l’orda dei blogger fedeli alla Repubblica islamica » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Durante il conflitto tra Iran e Iraq, le milizie Basij cambiarono le regole della guerra: giovani volontari, indottrinati dall’ayatollah Khomeini, si lanciavano contro i carri armati dell’esercito di Saddam o sui campi minati. Oggi le battaglie si spostano anche su internet e le strategie si sono adeguate: nei prossimi mesi saranno pubblicati sul web diecimila blog delle milizie Basij. Una vera e propria orda digitale per contrastare il dissenso dell’opinione pubblica iraniana espresso online e, allo stesso tempo, promuovere i valori della Repubblica islamica. Le critiche dei cittadini, infatti, non trovano sfogo in televisione o in radio, ma si diffondono rapidamente sul web, in una nazione dove l’età media degli abitanti è di 27 anni. Mettendo in luce, così, alcuni casi di corruzione e di malgoverno. Da tempo Teheran guarda con sospetto ai blog: alcuni parlamentari hanno proposto anche la pena di morte per i blogger “nemici di Dio” che promuovono corruzione, prostituzione e apostasia. [...]
Il 15 Giugno 2009 alle 18:08 Iran, i blogger sfidano Ahmadinejad. E la piazza protesta » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Iran, l’orda dei blogger fedeli alla Repubblica islamica - Chi ha paura di Facebook? L’Iran - Iran, pena di morte per i blogger nemici di Dio [...]
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