Impronte digitali ai rom: il Parlamento di Strasburgo boccia l’Italia

La scheda con le impronte

Il Parlamento europeo - con 336 sì, 220 no e 77 astenuti - ha adottato in sessione plenaria una risoluzione presentata da socialisti, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea contro la raccolta delle impronte digitali dei minori nei campi nomadi decisa dall’Italia. Al governo di Roma, in attesa dell’imminente valutazione della Commissione, la risoluzione chiede di astenersi dal procedere alla schedatura dei rom, inclusi i minori, “in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”. Il Ppe (di cui fa parte Forza Italia) ha votato contro, fatti salvi alcuni deputati ungheresi e avrebbe preferito rinviare il voto in attesa dell’atteso chiarimento (entro la fine di luglio) tra Roma e la Commissione. Andrea Ronchi, ministro italiano per le Politiche europee, ha commentato il risultato del voto sottolineando che il ministro Maroni è pronto al “confronto costante con la commissione Ue per ascoltare e aprirsi a tutti i contributi. Partendo però da un dato: noi abbiamo il diritto-dovere morale prima che politico di tutelare e difendere il bambino”.
Commissione europea. Ieri, dopo giorni di attesa, era stata infatti la Commissione europea a pronunciarsi sulla controversa proposta contenuta nel ‘Pacchetto sicurezza‘ adottato il 21 maggio scorso a Napoli inviando una lettera all’Italia in cui, oltre a vincolare la raccolta delle impronte di minori di 14 anni a una richiesta ad hoc di un giudice, il nostro governo veniva invitato a completare il rapporto trasmesso lunedì scorso in Francia dal ministro dell’Interno Roberto Maroni al commissario Ue alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, Jacques Barrot. Fornendo impegni scritti precisi sui metodi di schedatura dei nomadi.

Impronte. Entrando nei dettagli, il primo punto critico sollevato dalla Commissione riguarda i riferimenti all’etnia e alla religione apparsi nella raccolta dati effettuata a Napoli. Faull, Direttore Generale di Barrot, ha parlato di “episodio isolato che non si ripeterà più” e che questo deve essere “reso chiaro ai prefetti o ai commissari interessati”. Inoltre, Bruxelles ha espresso la volontà di ricevere informazioni complementari riguardo lo scopo della raccolta delle impronte, la sua base giuridica, la conservazione dei dati personali raccolti e i fini del loro utilizzo, nonché il diritto delle persone schedate di accedere ai loro dati personali. Sul punto più discusso della proposta del ministro dell’Interno, la Commissione Ue preme affinché “le impronte dei minori di 14 anni devono essere raccolte solo dietro autorizzazione specifica di un giudice e allo scopo dell’identificazione”.

La posizione di Forza Italia. L’ultimo capitolo chiama in causa l’estensione o meno della raccolta di impronte sul territorio italiano. In questo caso, Bruxelles ha chiesto precisazioni sulla “situazione nelle 17 regioni italiane” escluse dalla ‘emergenza rom’. Nel tardo pomeriggio di ieri, in una dichiarazione rilasciata a Panorama.it, l’europarlamentare di Forza Italia e vice Presidente del Parlamento europeo, Mario Mauro, ha insistito sulle tre ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio scorso che attribuiscono ai Prefetti di Roma, Napoli e Milano di fronteggiare la situazione nei campi nomadi. “Le ordinanze” sostiene Mauro, “sono la dimostrazione che i provvedimenti adottati dal governo non hanno portata nazionale. Inoltre”, ha tenuto a precisare l’europarlamentare, “non vi è alcun riferimento a specifiche etnie” per i censimenti previsti dal ‘Pacchetto sicurezza’.

Commenti

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Il 10 Luglio 2008 alle 13:06 grisostomo ha scritto:

L’europa sovietica, ecologista, islamica e omosessuale comincia proprio a rompere …..

Il 10 Luglio 2008 alle 13:17 vincenzoaliascontadino ha scritto:

IMPRONTE:SI DOVEVA CENSIRE TUTTO PER BANCO DATI
Giusto è sbagliato un provvedimento sull’onda dell’accerchiamento a tenaglia da quattro ” straccioni” ricchi con Mercedes, ma e non sta a me, dire cosa, se in un referendum il 99% mi darebbe ragione che sono gente immonda! Quali? Tutti, bianchi, rossi gialli che se ne approfittano dei bambini, ma questa vittoria del PSE anche se giusta è una vittoria di Pirro, anzi da pirla, visto che faranno primo o po’, la fine del Gatto o dei Rossi in Italia! Perchè la gente è stufa dei Pierini che ha solo questi abbiano il pisello più lungo!
Come si vede che Weltromarx Mix, avrebbe dato l’OK, in poche parole sarebbe stato meglio piaccio o no schedare tutti e buna morte ai Kompagnuzzi che bravi in tutto, ma spiegatemi dov’erano questi, quando rimasi orfano e mi dovevo occupare di mio fratellino, egli era stato assegnato per Legge alle cure di mia sorella, invece, a 1200 km di distanza, anch’io minorenne, mi occupavo di lui? Vincenzo Alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera

Il 11 Luglio 2008 alle 11:02 Impronte ai bimbi rom, la Ue non ferma il governo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il Parlamento europeo censura Roma sull’identificazione dei bimbi rom attraverso le impronte digitali e il governo italiano insorge. “Siamo indignati”, contrattacca Roberto Maroni; “un voto pregiudiziale e politico”, e insieme una “indegna accusa di razzismo” verso il governo, puntualizza il titolare degli Esteri ranco Frattini. Poi il responsabile del Viminale precisa: “Impronte solo in quei casi in cui non è possibile una identificazione certa attraverso i documenti”,a nche perché “Noi, al contrario di quanto si afferma nella risoluzione, non abbiamo mai parlato, in nessun documento, di etnia rom”, ma di “campi nomadi abusivi”. Tutto ha inizio questa mattina quando a Strasburgo passa la risoluzione presentata dai gruppi del centrosinistra e liberaldemocratici che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani proposte dal ministro Maroni. La replica da Roma arriva in una conferenza alla Stampa estera: Maroni e i suoi colleghi, il ministro degli Esteri Frattini, e per le politiche comunitarie Ronchi, si dicono “indignati”. “Una parte del Parlamento europeo” attacca Maroni “sfrutta il sentimento di pietà nei confronti dei bambini e delle minoranze etniche per attaccare l’azione di un governo europeo che per la prima volta pone mano a questa situazione di degrado sociale e umano per affrontarla e risolverla nel modo giusto”. E ancora: “il governo andrà avanti fino in fondo, nel pieno e totale accordo con la Commissione Europea, perchè censire i campi nomadi e restituire dignità a chi vi abita è una battaglia di civiltà”. Più tardi, il ministro dell’Interno prova a smorzare i toni e argomenta: “Le impronte digitali per chi vive nei campi nomadi, anche minori, sono uno strumento che viene utilizzato solo in quei casi in cui non sia possibile una identificazione certa attraverso i documenti disponibili”. La prima fase di attività, afferma il ministro, “ha fatto emergere un limitato uso di tale strumento e tutte le procedure vengono eseguite nel rispetto della persona ed in condizione di riservatezza”. Nel testo della risoluzione approvata a Strasburgo si esorta l’Italia “ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e dall’utilizzare le impronte già raccolte in attesa dell’imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”. Frattini puntualizza: il voto di Strasburgo “non impedirà al governo di andare avanti. La Commissione Europea è l’unico organismo competente a valutare la legittimità del provvedimento”. Il titolare della Farnesina quindi osserva: “pensate quanto è comodo per i trafficanti di bambini e di organi che ci siano bambini senza identità”. Al contrario, “con la raccolta delle impronte digitali, ma anche di altri dati, si potranno fornire all’Interpol gli strumenti per ritrovare i ‘bambini spariti’ e rimasti magari vittime di pedofili”. Ma lo stop di Strasburgo ha scatenato il dibattito politico: il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha esortato il governo ad andare avanti, ma di segno opposto sono i commenti del centrosinistra. Secondo Marco Minniti, ministro ombra degli interni del Pd, la risoluzione conferma che “la raccolta delle impronte per i bambini rom evoca odiose discriminazioni”. Dello stesso avviso la presidente dei senatori del Partito democratico, Anna Finocchiaro, e l’ex prefetto di Roma e senatore del Pd Achille Serra, che osserva: “Sorprendente come neanche il pronunciamento del Parlamento europeo riesca a scalfire le assurde certezze della destra”. Per la vicepresidente del Senato, la radicale Emma Bonino, è un voto “importante, anche se non vincolante, frutto di una grossa battaglia politica perché il Ppe ha cercato fino all’ultimo di rinviare la votazione”. Secondo l’ex ministro della solidarietà sociale ed esponente del Prc Ferrero: “È ora che Maroni si rimangi la sua folle decisione e, soprattutto, che i prefetti di tutt’Italia fermino immediatamente la schedatura dei bambini rom”. [...]

Il 15 Luglio 2008 alle 15:25 Rom: anche le Ong europee attaccano l’Italia » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Sulla questione delle impronte digitali e della schedatura dei rom l’Europa sferra un altro attacco al “Pacchetto sicurezza” del governo italiano. Dopo gli avvertimenti della Commissione e del Parlamento europeo, è toccato alle Organizzazioni non governative del vecchio continente dire la loro su come l’Italia sta gestendo un’emergenza che a Bruxelles e dintorni suscita non poche preoccupazioni. Il 15 luglio un gruppo di Ong (tra cui l’Open Society Institute del miliardario George Soros, l’associazione rumena Romani Criss e la ginevrina Centre on Housing Rights and Evictions) ha reso pubblico all’International Press Center di Bruxelles un rapporto su come il Belpaese sta affrontando la crisi. [...]

Il 17 Luglio 2008 alle 15:14 barnaba1 ha scritto:

Cerco di farla breve: In Italia ognuno di noi ha la Carta di identità, se vuole guidare l’auto c’è la patente, riuscendo ad ottenere l’autorizzazione si può detenere una arma, a livello internazionale esiste il passaporto per questioni di sicurezza… ma allora, questi cavolo di rom perchè la fanno tanto lunga quando si tratta di esser identificati? Per caso hanno la coda di paglia? Dico io: se così non vi sta bene, allora andatevene!

Il 21 Dicembre 2008 alle 19:14 Un vento s’è levato e soffia forte : Giornalismo partecipativo ha scritto:

[...] Combattere non serve: per ora basta credere e obbedire e, se la vita fosse davvero ciò che appare, tra fiction, reality e talk show, non avremmo problemi: piegati i comunisti, sequestrate le mele, sterminate le vipere e controllata a dovere la costola di Adamo, l’operazione sicurezza ha messo sotto chiave zingari e prostitute e abbiamo ritrovato, moderno e rinnovato, il paradiso terrestre ormai dimenticato. Al primo posto dell’agenda politica abbiamo la difesa della vita. Qualche barbone, è vero, anarchico e sovversivo, si lascia ancora morire di fame e di freddo, ma lo fa per dispetto, per screditare la carta del pane e guastare l’immagine del ministro della salute e dello stato sociale. [...]

Il 3 Gennaio 2009 alle 18:47 Un vento s’è levato e soffia forte « Il Blog Di Giuseppe Aragno ha scritto:

[...] Se ne va. Un’agonia che non nega speranza alla disperazione, un silenzio più eloquente di mille parole, una successione d’eventi che non ci lascia solo le chiacchiere sull’eterna questione morale o l’inganno di luci e sogni artificiali che Natale sublima, facendo di Cristo mercato, consumo, profitto. Vada dove gli pare, quest’anno non è venuto invano e ha torto chi dispera. Come in ogni caserma, il rancio è certamente ottimo e abbondante, la truppa marcia in riga e il morale è alle stelle. Faccetta nera non si canta ancora e la politica è sempre più malaffare, ma la Folgore ha in pugno la Campania, al Dal Molin si va come un rullo compressore e il Paese ha ritrovato l’orgoglio nazionale. Questo consegna agli archivi l’Istituto Luce, questo scrive la stampa, questo, sbattendo i tacchi, sostengono impettiti i colonnelli e questo ripetono a comando tamburini, trombettieri, porta ordini e staffette affidate alla strategia di “Porta a Porta”, a Vespa e alla tattica volpina di Riotta. Combattere non serve: per ora basta credere e obbedire e, se la vita fosse davvero ciò che appare, tra fiction, reality e talk show, non avremmo problemi: piegati i comunisti, sequestrate le mele, sterminate le vipere e controllata a dovere la costola di Adamo, l’operazione sicurezza ha messo sotto chiave zingari e prostitute e abbiamo ritrovato, moderno e rinnovato, il paradiso terrestre ormai dimenticato. Al primo posto dell’agenda politica abbiamo la difesa della vita. Qualche barbone, è vero, anarchico e sovversivo, si lascia ancora morire di fame e di freddo, ma lo fa per dispetto, per screditare la carta del pane e guastare l’immagine del ministro della salute e dello stato sociale. E’ vero, c’è chi muore di scuola e chi dopo un calvario, vorrebbe morire per dignità e rispetto di se stesso, ma il ministro ha bandito la crociata e, per difendere a ogni costo l’inferno d’una vita, cestina la Costituzione, ignora la Cassazione, minaccia apertamente i medici e medita di affamare gli ospedali. Anzitutto la vita. Come che sia, quale che sia, come comanda il Pastore tedesco. Per conto suo, la neotitolare del ministero della cultura popolare, moltiplica i pani e i pesci e, per dono celeste, fa funzionare alla perfezione una scuola messa sul lastrico dalla finanza creativa e dalla necessità di finanziare un sistema malato. Meglio davvero non potrebbe andare. E’ vero, non spendiamo un centesimo per la manutenzione, ci sono sabotatori professionali come De Angelis e i ferrovieri, sventati e fannulloni, ci mettono lo zampino con l’errore umano. Tutto vero, ma Trenitalia ci giura e bisognerà crederci: l’alta velocità è la più sicura del mondo. Riotta insiste e Vespa lo conferma: i nostri imprenditori fanno più miracoli dei santi. Il più recente è sotto l’occhio di tutti: producono miseria e disperazione, ma continuano ad arricchirsi e sono sempre più felici e più contenti. In quanto al sistema bancario, il nostro di gran lunga è il più sicuro: tutte le volte che un banchiere ruba, noi paghiamo le spese e, per amor di patria, ci rassegniamo a un aumento d’età per la pensione. Ammortizzati i colpi degli ammortizzatori sociali, siamo un popolo moderno a all’avanguardia: i giovani, tutti più o meno precari, non prenderanno mai alla pensione e i vecchi pensionati hanno sacra la vita: ogni pensione costituisce il reddito dei figli e dei nipoti. Se ne va, se ne sta andando e salutiamolo come merita, quest’anno dai mille volti. Vada dove vuole, è un’agonia che non manca di speranze nella disperazione e chi dispera ha torto. Fuori dalla caserma, è un terremoto. Noi siamo scettici e un poco tardi e lenti, ma non c’è dubbio, fuori della caserma è un terremoto. Una generazione di giovani s’è svegliata e tra i vecchi c’è chi torna a ragionare. Un vento s’è levato e soffia forte. La Grecia, cancellata dai telegiornali, continua a bruciare e non sono solo studenti. A Boston un manipolo d’operai ha aperto lo scontro e il capitale sembra vacillare, a New York gli studenti dalle parole son passati ai fatti e, tra proteste e occupazioni, scrupolosamente oscurate, la solidarietà con la protesta della vecchia Europa cresce veloce nell’ombra e fa pensare. in Spagna e in Francia la gioventù è in fermento e intercetta lungo il filo invisibile del web l’Onda che qui da noi non si acqueta e tiene testa al palazzo. Dall’Irak martoriato dalle bombe e dal fosforo bianco, la dignità, che sembrava sepolta, si leva come un fantasma di fronte a un potere insanguinato e vile e lancia tutto quello che ha, le scarpe persino, contro i potenti del mondo. Dietro i sorrisi d’occasione, le riunioni di prammatica e l’ottimismo di facciata, tutti lo sanno bene, sfruttatori e sfruttati: i margini per una mediazione sono sempre più stretti e non ci sono minacce o lusinghe che possano cambiare il corso delle cose. La guerra senza quartiere, condotta con spietata ferocia contro i diritti e contro la speranza, non ci trova più inermi: un insopprimibile bisogno di giustizia sociale chiama a raccolta le coscienze libere in ogni angolo del pianeta. La caserma costruita per controllarci è assediata e sotto controllo. La storia non è finita e non si ferma. Vada dove vuole, quest’anno non è venuto invano e chi dispera ha torto. [...]

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