- Tags: ambiente, Australia, Benedetto XVI, giovani, papa, pedofilia, ratzinger
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È un “Papa ecologista” quello che si presenta ai 200mila giovani di tutto il mondo riuniti a Sidney, in Australia, fino al 20 luglio per la Giornata mondiale della Gioventù. La desertificazione sta mettendo a dura prova il continente australiano: in alcune regioni regioni non piove da anni, e la siccità riduce progressivamente le aree coltivabili. Benedetto XVI prende atto degli scarsi progressi nella tutela ambientale in occasione dell’ultima riunione del G8 e, conversando con i giornalisti in volo verso Sidney, spiega che “questo argomento sarà molto presente in questa Giornata mondiale della Gioventù: parleremo della creazione e delle nostre responsabilità nei confronti della creazione”. Certamente, sottolinea il Papa, “non è mia pretesa entrare nel merito di questioni tecniche che politici e specialisti devono risolvere, ma dare gli spunti essenziali e richiamare alla responsabilità di ciascuno per essere capaci di rispondere alla grande sfida di riscoprire nella Terra il volto di Dio creatore e di riscoprire la nostra responsabilità davanti al creatore”. Prosegue Benedetto XVI: “La creazione è affidata a noi e tocca a noi trovare la capacità etica per un nuovo stile di vita, se vogliamo davvero svegliare le coscienze e arrivare a soluzioni positive”.
La questione ambientale, spiega ancora il pontefice, è strettamente legata al tema scelto per questa Giornata mondiale della Gioventù (”Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”), poiché “noi abbiamo bisogno dei frutti della terra, dell’aria, dell’acqua” che Dio ha donato attraverso l’azione dello Spirito Santo. Durante il suo viaggio Benedetto XVI affronterà la questione della pedofilia che ha messo a dura prova la Chiesa australiana, al pari di quella americana, dopo la scoperta di diversi casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti ai danni dei bambini. “Mi sento obbligato a parlare di questo problema come ho fatto negli Stati Uniti” osserva il pontefice “non basta chiedere perdono, dobbiamo interrogarci su cosa è stato inadeguato nel nostro comportamento e cosa possiamo fare per prevenire, curare e rinconciliare la Chiesa con le vittime”. Essere sacerdote, ha sottolineato il Papa, “è incompatibile con questi comportamenti” e sono stati compiuti errori nella formazione dei seminaristi. Benedetto XVI è preoccupato anche per il futuro della Chiesa anglicana, riunita in questi giorni a Lambeth, per la conferenza generale, dopo i recenti scontri sull’ordinazione delle donne vescovo e sui matrimoni omosessuali. “Prego per i vescovi anglicani riuniti a Lambeth” dice il pontefice “affinché riescano ad evitare scismi e fratture e trovino insieme soluzioni in modo maturo, creativo ma fedele al messaggio di Cristo”.
- Domenica 13 Luglio 2008

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Il 14 Luglio 2008 alle 17:02 Sidney: giallo sull’irruzione nella residenza del Papa » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Riposo obbligato e blindato per il Papa a Sidney in una residenza dell’Opus Dei. Ma scoppia il giallo su un tentativo di irruzione che sarebbe stato sventato dalla polizia. E si sparge la voce che Benedetto XVI avrebbe intenzione di ricevere le vittime dei sacerdoti pedofili australiani. Appena giunto in Australia, per la Giornata mondiale della gioventù, il Papa si è trasferito a Kenthurst, a 40 chilometri da Sidney (circa un’ora di macchina), con il panorama delle suggestive Montagne Blu, dove si trova il Kenthurst Study Center, la residenza dell’Opus Dei, costruita con le caratteristiche di una casa di campagna, circondata da 10 ettari di terreno, più un campo da tennis, una piscina e una cappella privata dedicata alla Nostra Signora della Famiglia. [...]
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