Via libera allo scambio di prigionieri con Hezbollah: Gerusalemme rilascerà domani, mercoledì 16 luglio, cinque detenuti politici libanesi, tutti condannati per “attività terroristiche”, tra i quali anche il “famigerato” - la definizione è del quotidiano israeliano Haaretz - Samir Kantar, condannato a cinque ergastoli per triplice omicidio nel 1979, tra cui quello di una bambina massacrata a colpi di calcio di fucile. Per il capo dello Stato Shimon Peres sarà un boccone difficile da digerire: “Firmerò la sua liberazione - ha detto - col cuore pesante”. Per Bibi Netanyahu, il leader del Likud (destra) in testa in tutti i sondaggi, sarà invece un’occasione d’oro per polemizzare con il governo di coalizione di Ehud Olmert, la cui credibilità è stata minata dalle inchieste per mazzette e dalle accuse, tutte politiche, per la disastrosa gestione della guerra in Libano dell’estate 2006.
In cambio Hezbollah, la fazione sciita che ha guidato la resistenza anti-israeliana fino al ritiro dal sud del Libano nel 2000, restituirà i due riservisti la cui cattura scatenò la guerra del 2006: Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, presi prigionieri al confine con il Libano e considerati il casus belli del conflitto. Lo stato ebraico consegnerà anche i resti di duecento miliziani e in cambio pretende informazioni sulla sorte di Ron Arad, navigatore dell’aviazione catturato ventidue anni fa dalla fazione sciita Amal e poi ceduto a Hezbollah. Un rapporto della milizia afferma che è morto durante al prigionia, ma il ministro della Difesa e leader del Labour Ehud Barak si dice determinato a scoprire quale sia stato il suo destino e perché non siano stato mai stati consegnati i resti.
Hezbollah ha già fornito la sua interpretazione dello scambio di prigionieri. Secondo Sheik Nabil Kaouk, comandante del gruppo sciita nel sud del Libano, lo scambio dei detenuti è la più evidente dimostrazione dell’”incapacità di Israele di sconfiggere la resistenza sia dal punto di vista politico che militare”. Non è d’accordo, come prevedibile, Miki Goldwasser, la madre di uno dei riservisti rapiti. “Questa è una vittoria di Israele su Nasrallah ed Hezbollah”, ha dichiarato alla stampa.
- Martedì 15 Luglio 2008

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