- Tags: energia, iraq, petrolio, questione-curda, Turchia
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Nonostante l’annosa questione del terrorismo di matrice turco-curda, che troverebbe asilo e forse anche appoggi concreti nella regione irachena del Kurdistan, i rapporti tra Ankara e Baghdad stanno registrando in questi ultimi giorni significativi passi in avanti, che andranno sicuramente a incidere sui futuri equilibri della regione. La visita della scorsa settimana del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan nella capitale irachena non è stata una semplice parata di sorrisi e stette di mano. L’inizio di un’era è scritta ora nero su bianco su un accordo che permetterà alla TPAO, la compagnia petrolifera turca, di condurre esplorazioni, trivellamenti e scambi commerciali in territorio iracheno. L’accordo rientra in un quadro più vasto di cooperazione ad alto livello tra i due Paesi nel settore energetico. Ai turchi verrà permesso di mettere le mani sul prezioso oro nero iracheno, e per gli iracheni diventerà possibile far arrivare le proprie risorse naturali al mercato mondiale. La capacità dell’oleodotto di Kerkük-Yumurtalık verrà potenziata e raggiungerà il Mediterraneo nella città turca di Ceyhan. Sempre in Anatolia giungerà un futuro gasdotto che, come ha spiegato lo stesso Erdogan, verrà connesso al Nabucco, il gasdotto che dovrà trasportare energia dall’Asia al cuore dell’Europa.
Il ministro dell’Energia Hilmi Guler, che ha accompagnato il premier nella sua spedizione irachena, ha insistito (non a torto) davanti ai giornalisti turchi, sul ruolo fondamentale che la Turchia si troverà a svolgere nello scacchiere internazionale una volta che dal suo territorio passeranno i principali gasdotti e oleodotti diretti verso il Vecchio Continente. Ma non è solo grazie alla questione energetica che i rapporti tra i due Paesi si vanno normalizzando. Più in generale gli scambi commerciali tra Turchia e Iraq sono in costante crescita. Il ministro di Stato Kürşad Tüzmen, parlando con l’agenzia di stampa Anadolu, ha dichiarato che, se la situazione in Iraq si stabilizzerà, il volume annuale di scambi commerciali potrebbe raggiungere il valore di 30 miliardi di dollari. Per quest’anno però, ci si dovrà accontentare di un ben più modesto 5 miliardi di dollari.

Il premier turco e il presidente iracheno Talabani
- Giovedì 17 Luglio 2008

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