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La Chiesa australiana ha vinto la sua scommessa: nonostante la distanza, le difficoltà economiche e organizzative, oltre 350 mila giovani da oltre 170 Paesi del mondo hanno partecipato alla Giornata mondiale della Gioventù che si è conclusa il 20 luglio. E per molti giovani, che sono arrivati da tutta l’Australia, dalla Tasmania, dall’Indonesia, persino dalla Cina, è stata la prima esperienza di una Gmg e la prima volta che hanno potuto vedere e ascoltare il Papa. Anche l’età media dei partecipanti è stata più bassa delle edizioni precedenti. Rock e canto gregoriano, catechesi e dibattiti faccia a faccia con i vescovi, rappresentazioni teatrali e mostre, confessioni e feste improvvisate in strada, adorazioni eucaristico e soste di preghiera in tutta la città: la Gmg conferma la forza della sua formula, cioè una Chiesa che parla diversi linguaggi e accoglie la sfida della globalizzazione.
La visita di Ratzinger è stata apprezzata anche dalla stampa australiana. Il Papa è intervenuto su molti temi: il rispetto dell’ambiente naturale e sociale, l’ecumenismo, il dialogo interreligioso, la difesa dei diritti delle popolazioni indigene, la secolarizzazione. Purtroppo però nel rapporto con i giovani sembra non esserci stata la partecipazione e l’empatia registrata in occasione della precedente Gmg a Colonia, dove il Papa si era recato appena eletto. Nonostante il pranzo con 12 ragazzi di tutti i continenti e l’emozionante incontro con i giovani tossicodipendenti e disadattati, questa volta il pontefice sembra non essere riuscito a scaldare del tutto il cuore di chi è venuto a Sydney per incontrarlo e che ha dormito di notte al freddo (in Australia è inverno) per aspettarlo alla Messa del mattino.
Una delle ragioni della difficoltà di riuscire a parlare ai giovani, è legata al fatto che in occasione della veglia notturna nell’ippodromo di Randwick a Sydney, sabato 19 luglio, Benedetto XVI ha proposto ai ragazzi una riflessione molto articolata e complessa sullo Spirito Santo ispirata al “De Trinitate” di sant’Agostino. Vuoi per la difficoltà del tema, vuoi per le difficoltà di pronuncia dell’inglese da parte del pontefice, per i giovani presenti è stato molto difficile cogliere il messaggio che il Papa voleva trasmettere. “Ho capito che il Papa ha parlato dello Spirito Santo ma il resto era un po’ difficile”, confessa a Panorama Erin, 17 anni della Tasmania, che si prepara a passare la notte insieme con la sorella nella grande spianata dell’ippodromo aspettando la Messa del mattino seguente con il Papa. Anche per Michels, stessa età, dell’Oklaoma, “non è stato facile seguire il discorso del pontefice ma spero di poterlo rileggere in seguito”. Così Mikail, 23 anni, dalla Russia: “Non ho capito molto del discorso del Papa, ma sono alla mia prima Gmg e l’importante è poter vedere e ascoltare il pontefice, lui è qui per noi”.
La scelta di pronunciare un discorso così impegnativo, a costo di non essere capito, “è il segno che il papa vuole puntare sui contenuti”, spiega a Panorama, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi. “Il Papa sa di poter contare su una buona volontà di ascolto da parte dei giovani. I testi pronunciati dal Papa in questo viaggio, in particolare la veglia, possono essere ripresi e diventare motivo di riflessione successiva nei gruppi”. Così si rischia di perdere lo slancio impresso alle Gmg da parte di Giovanni Paolo II che le ha inventate: “Dobbiamo tenere presente che si tratta di due differenti personalità”, osserva ancora Lombardi, “Giovanni Paolo III era stato impegnato nella pastorale giovanile direttamente, Ratzinger è stato un professore, tuttavia con semplicità, umiltà e disponibilità ha affrontato questa nuova esperienza da Papa e, in particolare, nella Gmg”.
L’appuntamento per la prossima Gmg è nel 2011 a Madrid, durante la terza settimana di agosto. L’arcivescovo della città, cardinale Antonio Rouco Maria Varela, ha già annunciato che si attende almeno un milione di giovani. Un’altra sfida al premier José Luis Rodriguez Zapatero, dopo il Family Day di Madrid, il 30 dicembre scorso, che ha visto scendere in piazza un milione e mezzo di cattolici spagnoli.
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- Domenica 20 Luglio 2008
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