Hussein torna in Iraq, ma si tratta di Barack Hussein Obama. Il candidato democratico alla Casa Bianca è atterrato questa mattina a Baghdad, dove è stato ricevuto dal premier iracheno Nuri al Maliki. Che ha discusso con il senatore alcune questioni, tra cui “il futuro della presenza militare americana in Iraq”, ha riferito l’agenzia Aswat al Iraq citando una fonte del Consiglio dei ministri che ha chiesto di mantenere l’anonimato. Nei giorni scorsi lo stesso Maliki , in un’intervista a Der Spiegel, sembrava aver espresso un parere favorevole al piano Obama, che prevede di completare il ritiro dal Paese entro sedici mesi, mantenendo però un piccolo contingente ultra-specializzato per affiancare le forze irachene. Interpretazione che il suo portavoce, stamane, si è affrettato a specificare, sostenendo che le dichiarazioni del primo ministro di Baghdad non significano sostegno ad alcuno dei due candidati alla Casa Bianca.
Nel corso della giornata, il senatore democratico, che ha fatto del ritiro dalla guerra in Mesopotamia (per concentrare gli sforzi sullo scenario afghano) uno dei punti forti della sua campagna elettorale, incontrerà anche altri importanti esponenti politici iracheni. Il senatore dell’Illinois fa parte di una delegazione del Congresso della quale fanno parte altri due membri della Camera Alta di Washington, il democratico Jack Reed e il repubblicano Chuck Hagel. Entrambi sono “papabili” come vice di Obama per novembre. I tre incontreranno alti dirigenti iracheni, esponenti della coalizione militare e funzionari della delegazione Usa, come pure soldati e personale civile di stanza in Iraq.
La missione proseguirà nei prossimi giorni in Israele e Giordania per trasferirsi poi in Europa (non passerà in Italia). In precedenza Obama e i suoi colleghi, sabato in Afghanistan, avevano effettuato uno scalo in Kuwait, dove il candidato democratico era stato ricevuto dall’emiro, sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah, con cui aveva avuto inoltre una cena di lavoro. Il viaggio riveste un’importanza fondamentale nella campagna elettorale di Obama, accusato dai repubblicani di essere “elitista” e “inesperto” in materie di guerra e politica estera. È la seconda volta che il senatore nero visita il contingente americano in Iraq, la precedente fu nel 2006. Ma tra quel viaggio e questo non è comparabile l’interesse mediatico: ora il fenomeno Obama è seguito da tutti i principali network americani, che schierano i loro volti di punta dell’informazione televisiva. Un trattamento che non ha gradito John Mc Cain, che si è recato in Iraq in passato ben otto volte.
- Lunedì 21 Luglio 2008

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