Obama in preghiera al muro del pianto
“Spero che Obama mi perdoni, se si è offeso. Certo che si è offeso. Non è stata una cosa bella da fare. Sono stato maleducato. Spero che ci perdoni, e che diventi presidente”. A parlare così, con la voce imbarazzata e il volto oscurato, sul canale 2 della Tv israeliana, è uno studente di una Yeshiva, una scuola religiosa di Gerusalemme. Il “sacrilegio” di Aleph, così si chiama il ragazzo, è questo: ha rubato la preghiera di Obama. Quella che il candidato democratico ha infilato, come da tradizione, nel Muro del Pianto a Gerusalemme, poco prima di lasciare la città santa. Aleph era lì ad assistere, ha aspettato che la folla di curiosi e giornalisti se ne andasse e poi è andato a trovare la fessura in cui Obama ha inserito il suo biglietto. Con la “reliquia” in mano, è stata solo questione di tempo, prima che la vendesse alla stampa. Puntuale, il giorno dopo il testo è stato pubblicato su Ma’ariv, il secondo quotidiano (in lingua ebraica) del paese. Sul pezzo di carta, col logo dell’ Hotel King David, dove ha alloggiato il senatore dell’Illinois, c’era questo testo: “Signore, proteggi me e la mia famiglia. Perdona i miei peccati e aiutami a rimanere al riparo dall’orgoglio e dalla disperazione. Dammi la saggezza per fare ciò che è giusto. E rendimi uno strumento della tua volontà”. .
Ma il furto della preghiera non è rimasto impunito: gli altri quotidiani israeliani hanno criticato i colleghi di Ma’ariv, in particolare il direttore dello Yedioth Ahronoth (il principale rivale) ha sostenuto che il biglietto sarebbe stato offerto anche a loro ma si sarebbero rifiutati di pubblicarlo. Ma’ariv si è difeso sostenendo che lo staff del candidato presidenziale americano era stato avvertito. Dalla squadra di Obama non è arrivata nè una smentita nè una conferma. Ma in Israele il fatto è diventato un “caso”: il rabbino del Muro ha parlato di sacrilegio “le preghiere consegnate al Kotel (il muro) sono un fatto privato tra chi le scrive e il creatore”. Ma c’è anche chi insinua che il tutto sia una mossa elettorale di Obama. Intanto l’autore della bravata è apparso in Tv per scusarsi e chiedere perdono a Obama. E magari anche al destinatario del messaggio.
Guarda il VIDEO AP con le foto del biglietto rubato:
- Martedì 29 Luglio 2008

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