
Galeotto fu il… cane. O il gatto. Molto più di uno sguardo ammiccante, molto più di un profumo stordente, sono loro l’ultimo, diabolico strumento di seduzione.
Le autorità saudite, dopo un attento esame, hanno compreso come questi due animali domestici, se portati a passeggio, siano in grado di trasformarsi in un’arma del peccato e hanno quindi deciso di correre ai ripari. Il nuovo provvedimento a “tolleranza zero” contro la corruzione della morale ha fatto sì che d’ora in poi ne sia bandita la vendita nella capitale, Riad.
La Commissione per la Promozione della virtù e la Prevenzione del Vizio, tramite l’azione del governatore, il principe Sattam, ha infatti deciso di usare il pugno di ferro contro quella che nella capitale saudita viene ormai considerata una deprecabile abitudine: troppo uomini utilizzerebbero gli animali per approcciare per strada le donne. L’azione della Commissione è scattata dopo che, riporta il quotidiano Arabnews, molte famiglie con bambini erano state turbate dalla presenza in luoghi pubblici di giovani sauditi “evidentemente influenzati dalla cultura occidentale” che portavano a spasso i loro amici a quattro zampe.
Un provvedimento del genere non è però il primo in Arabia Saudita. Già nell’agosto di due anni fa il governatore della regione della Mecca aveva proibito la vendita di cani e gatti nella città di Jedda.
“Il bando – ha spiegato Ahmed Al-Ghamdi, capo della Commissione in quella regione - è basato sul detto del Profeta secondo il quale è proibito dare o accettare denaro dalla compravendita di cani”. Come è facile aspettarsi in questi casi, da questa lettura di un passo del Corano alla fatwa il passo è stato breve.
Non tutti però sembrano essersi fatti impressionare da questo ultimo provvedimento. “Due giorni fa ho comprato un nuovo gatto in un famoso negozio di Jedda”, racconta Laith, 25 anni. “Non è cambiato assolutamente nulla, i negozi di animali continuano a fare i loro affari. E’ un’altra di quelle regole che non entrano mai poi realmente in vigore”. In generale, i musulmani tendono a non tenere cani in casa perché non vengono ritenuti animali puliti. Tuttavi Nuha, 34 anni, che possiede ben 4 gatti ricorda come nel Corano, nel Surah Al-Kahf (la storia conosciuta come “La Caverna” ndr) “alcuni giovani pii avevano un cane con loro”.
Tra disquisizioni teologiche e vivaci scambi di opinioni sui giornali, il dibattito, insomma, si è fatto infuocato. Ma una cosa resta poco chiara: come il cane aiuterebbe ad approcciare le donne? “E perché - osserva qualcuno – si punisce l’animale e non il suo padrone?”. Nessuno ha trovato necessario fornire una risposta a questi dilemmi. “Ho cercato in ogni modo di evitare di parlare della Commissione perché è come sparare alla Croce Rossa”, scrive nel suo blog il saudita Ahmed. “Non sono un amante di cani e gatti, ma certo questa legge è idiota”. Tuttavia, osserva, “Riad non è Jedda, e la legge, per quanto ridicola, nella Capitale verrà sicuramente applicata”. In attesa, forse, di un bando su tartarughe e uccellini.
- Martedì 5 Agosto 2008
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