- Tags: Masha-Lipman, Mosca, ossezia, Ossezia-del-sud, Russia, Tblisi
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Una guerra aperta della piccola Georgia contro la grande Russia? Un’ipotesi ridicola, dice Masha Lipman, giornalista moscovita: “Ridicola, ma - aggiunge – terribilmente concreta”. Dopo gli scontri tra le truppe di Mosca e quelle di Tblisi provocate dalla sollevazione della regione ribelle dell’Ossezia del Sud, il rischio di un’escalation di violenze è sempre più forte. “Magari, la Russia, per evitare un coinvolgimento ufficiale nelle ostilità, non impiegherà molti soldati regolari, ma invierà centinaia di paramilitari e volontari. Che differenza c’è tra un conflitto dichiarato e uno che non lo è? Nessuna, vero?”
L’esperta della Carnagie Endowment for International Peace di Mosca, una delle più prestigiose istituzioni americane nella ex Unione Sovietica, non ha molte speranze che la crisi rientri in tempi brevi. “Quella zona è teatro di guerra da un decennio, e purtroppo, tutti i segnali ci indicano che, per ora, è quella la strada scelta”. Nel giorno dell’apertura della Olimpiadi di Pechino, dopo 48 ore di crescente tensione tra Tblisi e Tskhinvali, la capitale osseta, le forze georgiane hanno sferrato all’alba un attacco su vasta scala contro la repubblica secessionista. Secondo fonti non indipendenti, sarebbero state decine, forse centinaia di morti. I blindati georgiani sono arrivati fin dentro la città. Dopo poche ore, il presidente Mikhail Saakashvili è andato in televisione per un discorso alla nazione in cui ha annunciato la mobilitazione generale e ha denunciato attacchi aerei da parte dei russi sul territorio della Georgia.
La risposta russa non si è fatta attendere. Notizie provenienti dall’Ossezia del Sud parlano di una controffensiva, con i carri armati russi per le strade di Tskhinval, dopo il ritiro di quelli georgiani. “Sì, una situazione molto allarmante – commenta Masha Lipman - ma non possiamo considerarla una sorpresa. Il braccio di ferro va avanti dal 1991, da quando, dopo il crollo dell’Urss, la repubblica si autoproclamò indipendente e chiese la riannessione all’Ossezia del Nord e, quindi alla Federazione russa”. La giornalista ricorda come da allora, dopo gli scontri interetnici – che provocarono 1000 morti – la debole Georgia fu costretta ad accettare una separazione in casa, lo status quo, per paura di uno scontro aperto con la Russia. Nei successivi 10 anni non è mai stata trovata una soluzione. Entrambi le parti hanno rifiutato ogni possibile compromesso. Il conflitto è stato congelato. Fino a quando Tblisi è tornata a fare pressione su Tshhinvali. “Guardi, tutti sanno perché in questi ultimi mesi è tornata la tensione nell’area – afferma Masha Lipman - Il problema si chiama Nato. La Georgia, con l’appoggio diretto della Casa Bianca, ha chiesto di entrare nell’Alleanza Atlantica. Gli Usa la vogliono – insieme all’Ucraina – per “contenere” la ripresa dell’influenza russa. Mosca è assolutamente contraria all’espansione della Nato vicino alle sue frontiere”.
L’Orso russo non intende farsi imprigionare. Non solo. Mosca vuole anche evitare di sentire altri, profondi scricchiolii, alla sua integrità territoriale, come nel caso della Cecenia. L’esperta, autrice di numerosi testi sulla vita politica russa, è convinta che il conflitto osseto sia stato riesumato per arrivare ad una prova di forza tra Mosca e Tblisi che punti a ridefinire gli equilibri dei prossimi anni in quella regione. Una partita a scacchi decisiva per il vertice russo, guidato dal Presidente Dmitri Medvedev e, soprattutto, dall’uomo forte del regime, Vladimir Putin. In pratica, la Russia potrebbe essere tentata dal dare “sonora” lezione alla Georgia. “Il Cremlino non vuole tensioni in un’area - il Caucaso – dove, all’interno dei suoi confini, ci sono già molti i punti potenzialmente esplosivi. Basta pensare alle spinte separatiste dell’Inguscezia o del Daghestan”.
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- Venerdì 8 Agosto 2008

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Commenti
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Il 8 Agosto 2008 alle 17:52 pierpaolo ha scritto:
Insomma, è in arrivo una lezione alla Georgia che porti Saakashvili a fare la fine di Gamsakhurdia. Per intanto.
La soluzione del problema dell’Ossezia meridionale si avrà in seguito, quando verrà risolto il problema del Kosovo.
Il 9 Agosto 2008 alle 11:46 Corrado Buccieri ha scritto:
Dimostrare l’ossatura di Mosca.
Il 9 Agosto 2008 alle 20:50 Ossezia del Sud, è guerra tra Georgia e Russia » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Guerra in Ossezia, qual è la vera posta in gioco [...]
Il 10 Agosto 2008 alle 20:15 Continua il conflitto in Ossezia, appelli internazionali per la pace » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Guerra in Ossezia, qual è la vera posta in gioco [...]
Il 11 Agosto 2008 alle 12:28 Guerra in Georgia: cade nel vuoto l’ultimatum russo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Le forze di interposizione russe in Abkhazia, regione separatista filomoscovita del Caucaso, avvertono l’esercito di Tbilisi: “Deponete le armi”. L’esercito georgiano ha respinto l’ultimatum, secondo fonti russe, contribuendo a infiammare ancora di più la situazione a quattro giorni dallo scoppio del conflitto. Tbilisi ha bombardato la capitale dell’Ossezia del Sud, Tskhinvali, denunciando al contempo un attacco nella notte da parte di 50 aerei da guerra di Mosca. [...]
Il 11 Agosto 2008 alle 20:34 La guerra in Ossezia « Lacatasta ha scritto:
[...] Questi i fatti. Per capire meglio perché si è arrivati a questo punto, come mai la Comunità Internazionale non sia riuscita a risolvere in modo pacifico il nodo delle etnie che convivono in Georgia, delle regioni a stragrande maggioranza russa che reclamano l’indipendenza, quali siano le colpe e le ragioni delle parti in causa, c’è un interessante articolo di Limes, commenti vari ed eventuali, il reportage di Del Re. [...]
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