Se sulle strade della Georgia avanzano le truppe di Mosca, l’assedio è già una morsa su internet: non sono raggiungibili i siti di istituzioni, forze dell’ordine, giornali, banche. Il ministero degli Esteri è stato costretto ad aprire un blog e a chiedere “ospitalità” online al presidente polacco Lech Kaczynski. E il capo di Stato georgiano, Mikheil Saakashvili, è riuscito a mettere in salvo il suo spazio su internet - già preso di mira lo scorso luglio - attraverso un server negli Stati Uniti. Altri siti web governativi sono ormai irraggiungibili da ore. La guerra psicologia per piegare la resistenza di Tbilisi comincia anche da qui.
A controllare le pedine dell’invasione elettronica sarebbe proprio la Russia. Il principale indiziato, secondo la maggior parte degli analisti di sicurezza informatica, è un gruppo di cybercriminali chiamato Russian business network: gli hacker sfruttano reti di computer connessi a internet (e “catturati” all’insaputa degli utenti) per lanciare campagne di spam e phishing (come Storm worm). Ma questa volta hanno utilizzato la loro potente rete clandestina di computer per travolgere i siti georgiani con grandi quantità di dati, rendendoli di fatto irraggiungibili. Semplificando, è come se migliaia di persone volessero entrare contemporaneamente in un piccolo negozio. Per gli esperti, insomma, si tratta di un Ddos, distributed denial of service.
Un edificio in fiamme in Georgia
Ma l’affondo lanciato contro la Georgia rivela anche un salto di qualità. Le liste di obiettivi (dal Parlamento di Tbilisi ai principali spazi d’informazione online) sono state pubblicate online nei forum russi di hackers professionisti e giovani pirati informatici (script kiddies). Alcuni hanno perfino diffuso software che consentono anche ai non esperti di partecipare all’offensiva “virtuale”, semplicemente mettendo a disposizione la potenza di calcolo del proprio computer. Un salto di qualità che, di fatto, dimostra una sorta di “outsourcing” della pirateria online, alimentata dall’ideologia nazionalista. Se l’intensità degli attacchi contro bersagli scelti in Georgia sembra in crescita, come rilevano le analisi in tempo reale di Arbor Networks, non è ancora chiara la vastità di un’offensiva che, per gli analisti americani di Rbnexploit, potrebbe intensificarsi nelle prossime ore.
L’Estonia ha subito offerto supporto tecnico alla Georgia: l’anno scorso la Repubblica baltica è stata colpita in modo simile dopo aver rimosso la statua di bronzo di un soldato sovietico. Per quasi un mese Tallin è stata bersagliata da un Ddos attribuito alla Russia: i portali web degli istituti di credito sono stati irraggiungibili in una nazione in cui il 94% delle transazioni bancarie avviene online.
Internet si dimostra una porta d’accesso vulnerabile, ma grazie alla rete arrivano testimonianze in diretta del conflitto: un ragazzo con il nickname “hanspoldoja” sta pubblicando su Flickr fotografie che mostrano le abitazioni devastate e i feriti di una Georgia sotto il tiro dei soldati di Mosca. E in poche ore la petizione online “Stop Russia” ha raccolto 14mila firme: al momento, però, il sito è irraggiungibile.
- Martedì 12 Agosto 2008

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