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La guerra contro i russi sui fronti interni in Ossezia del Sud e Abkhazia ha costretto il governo georgiano a ritirare i 2.000 militari schierati in Iraq al fianco delle truppe statunitensi. Un contingente non certo simbolico come quelli che molti altri paesi, anche europei, hanno inviato a Baghdad ma addirittura il terzo dopo i 140.000 americani e i 4.000 britannici. Un impegno bellico con il quale Tblisi ha ricambiato i massicci aiuti militari americani ricevuti negli ultimi anni (equipaggiamento, elicotteri e istruttori) ma soprattutto il supporto dell’Amministrazione americano all’ingresso della Georgia nell’Alleanza Atlantica.
Le truppe georgiane sono infatti impegnate in prima linea. Una compagnia di 150 soldati presidia il Parlamento e altri edifici istituzionali nella Zona Verde di Baghdad ma gli altri due battaglioni sono schierati nelle province calde di Dyala e Wasit dove partecipano al fianco delle truppe irachene e americane alle offensive contro i miliziani di Al Qaeda e i ribelli sciiti sostenuti dall’Iran. Per consentire ai georgiani di affiancare efficacemente le truppe americane, Washington ha addestrato i battaglioni di Tblilisi che si sono avvicendati in Iraq alle tattiche di contro-guerriglia e di combattimento in ambiente urbano standard nelle forze statunitensi. Grazie a queste capacità operative acquisite sul campo i reparti georgiani sono in grado di dare filo da torcere alle truppe russe della 58esima Armata (quella che ha combattuto in Cecenia) che stanno avanzando in Ossezia del Sud e in Abkhazia.
Gli USA hanno accettato di buon grado il rientro di queste truppe e Washington ha messo a disposizione gli aerei cargo con i quali velocizzare il rimpatrio. “Stiamo aiutando le unità georgiane perchè possano completare il ridispiegamento necessario a far fronte alla attuale situazione della sicurezza” ha dichiarato a Baghdad il maggiore John Hall, portavoce del comando americano. Mille georgiani sono già rientrati e secondo il colonnello Bondo Maisuradze, comandante delle forze georgiane in Iraq, “l’operazione richiederà qualche giorno” ma è evidente che il richiamo dei 2.000 veterani dall’Iraq lascia intendete che per Tbilisi la guerra con la Russia non sarà di breve durata.
Il sostegno militare americano alla Georgia prese il via nel 2002 nell’ambito dell’operazione Enduring Freedom con l’invio di 600 Berretti Verdi per addestrare i militari di Tbilisi all’antiterrorismo. Le forze speciali USA donarono 8 elicotteri alla Georgia che ha ammodernato negli ultimi anni alcuni mezzi ereditato dall’URSS come i 7 cacciabombardieri Sukhoi 25 e gli elicotteri d’attacco Mi-24 aggiornati in Israele. Gerusalemme ha fornito inoltre molti equipaggiamenti e istruttori per le unità da ricognizione e il battaglione di forze speciali georgiano che ha ottenuto addestramento anche dagli incursori britannici. I mezzi in servizio comprendono 200 carri armati, altrettanti blindati e 110 pezzi d’artiglieria in parte di provenienza ucraina e in parte affluiti come aiuti dai paesi della Nato in vista del prossimo ingresso di Tbilisi nell’Alleanza. Tra questi 120 carri armati T-55 rimodernati da Praga e un cacciamine tedesco mentre i greci hanno donato una nave pattuglia e una motovedetta lanciamissili, quest’ultima affondata lunedì sera dalle navi russe al largo delle coste abkhaze.
- Martedì 12 Agosto 2008

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Commenti
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Il 12 Agosto 2008 alle 13:02 kostja ha scritto:
“al fianco delle truppe irachene e americane alle offensive contro i miliziani di Al Qaeda e i ribelli sciiti”
I militari georgiani hanno lanciato una offensiva contro la popolazione civile di Ossezia di notte buia, senza preavviso, colpendo i quartieri residenziali, un atto di sterminazione fisica del popolo di lingua persiana, quali sono al 97% cittadini della Federazione Russa. Sono stati uccisi migliaia di civili di etnia che resiede sul territorio da oltre 2000 anni.
A cosa sono serviti aiuti militari USA? Semplicemente alla attivita terroristica georgiana:
“Agents confess to plotting terrorism in Russia
Russia’s Federal Security Service (FSB) has information that a group of militants numbering 12 people has been deployed from neighboring countries to Dagestan, the agency’s head Alexander Bortnikov told Russian President Dmitry Medvedev during a meeting today.
Bortnikov added that the FSB had detained a Georgian special forces employee who had been supervising agents from Russian territory, as reported by the Vesti television channel.
In total, the FSB has seized nine agents of the Georgian special forces, who were conducting surveillance of military facilities and preparing terrorist attacks on Russian territory. They are giving their confessions, Bortnikov said.
According to him, prior to the act of aggression, Georgia’s special forces had launched active intelligence operations both on the South Ossetian territory and that of neighboring Russian regions. FSB agents and border guards are currently on active duty in the Southern Federal District, the security service’s head stressed. ”
http://top.rbc.ru/english/inde....._bod.shtml
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Ignorare il fatto di genocidio compiuto dal 7 agosto dai georgiani in Ossezia fa stupore in Russia.
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