<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">

<channel>
	<title>Mondo &#187; Guerra in Georgia: l&#8217;accordo è la rivincita dell&#8217;Orso Russo</title>
	<atom:link href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/13/guerra-in-georgia-laccordo-e-la-rivincita-dellorso-russo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.panorama.it/mondo</link>
	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:37:52 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Guerra in Georgia: l’accordo è la rivincita dell’Orso Russo</title>
		<link>http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/13/guerra-in-georgia-laccordo-e-la-rivincita-dellorso-russo/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/13/guerra-in-georgia-laccordo-e-la-rivincita-dellorso-russo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 08:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Georgia]]></category>

		<category><![CDATA[Mosca]]></category>

		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<category><![CDATA[tbilisi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">302039</guid>
		<description><![CDATA["Il piano tra Mosca e Tbilisi patrocinato da Sarkozy rappresenta di fatto una resa incondizionata della Georgia e una dura sconfitta per gli americani. Putin è tornato a comandare in quello che considera il suo cortile di casa: il Caucaso". Parla Alexsander Rahr,  biografo di Putin e grande esperto di rapporti tra Occidente e Cremlino. <b>LEGGI ANCHE</b>: <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/12/risiko-online-quegli-hacker-russi-che-assediano-la-georgia/">Gli hacker russi che assediano la Georgia</a> - <a href="http://blog.panorama.it/mondo/index.php?tag=georgia" target="blank">Lo speciale Georgia</a>.  Il <strong><a href="http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=11679">FORUM</a></strong> - Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/georgia_ossezia_del_sud_chiede_tregua/124441_georgia_ossezia_del_sud_chiede_tregua.html">GALLERY</a></strong> - Guarda la <strong><a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/12/la-mappa-del-caucaso/">MAPPA</a></strong> del Caucaso  </a>      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/georgia_ossezia_del_sud_chiede_tregua/124441_georgia_ossezia_del_sud_chiede_tregua.html" title="Ossezia del Sud chiede tregua"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/08/11/48a004c9d3339_zoom.jpg" alt="Ossezia del Sud chiede tregua" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Un piano di pace che i georgiani hanno dovuto digerire a fatica. Perché premia  la potenza dell&#8217;Orso Russo. Ma non avevano altra scelta. Troppa la disparità delle forze in campo. Dopo aver parlato a lungo con il presidente russo Dmitri Medvedev, e con “l&#8217;uomo forte” del Cremlino, Vladimir Putin, Nicolas Sarkozy è comparso di fronte ai giornalisti per esporre il piano in sei punti che dovrebbe portare a un cessate il fuoco definitivo tra Russia e Georgia.</p>
<p><em>La dichiarazione di Medvedev </em><br />
<code>
<object	type="application/x-shockwave-flash"
			data="http://it.youtube.com/v/SdhGehY3ff8"
			width="424"
			height="347">
	<param name="movie" value="http://it.youtube.com/v/SdhGehY3ff8" />
	<param name=wmode" value="transparent" />
</object></code></p>
<p>Poi, l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo, presidente di turno della Unione Europea, è volato da Mosca a Tbilisi per convincere Mikhail Saakashvili ad accettare l&#8217;accordo. I colloqui si sono tenuti nella notte. E alla fine quella che sembrava un&#8217;impresa non facile, visto che le condizioni elencante sembrano avvantaggiare i russi, è stata compiuta. Nonostante i sorrisi georgiani, i sei punti, più che una mediazione, sembrano essere la richiesta di una resa incondizionata. Perché, di fatto, contemplano la presenza in massa e a tempo indefinito delle truppe russe nelle due repubbliche “ribelli” dell&#8217;Abkhazia e dell&#8217;Ossezia del Sud. Cioè in quello che Tbilisi considera territorio georgiano.</p>
<p>“La Russia ha vinto questa partita dal punto di vista militare e politico. In cinque giorni è riuscita a ricostruire la sua influenza nel Caucaso meridionale e ha allontanato per decenni, ripeto per decenni, la possibilità che la Georgia, ma qualsiasi altro paese confinante con Mosca, possa aderire alla Nato, come invece volevano gli Stati Uniti, come sognavano a Tbilisi.” Il giudizio di <a href="http://en.dgap.org/ri/staff/rahr.html" target="_blank">Alexsander Rahr</a>, tedesco, grande biografo di Putin, esperto di rapporti tra Occidente e Cremlino, direttore dell&#8217;Istituto tedesco per gli Affari Internazionali di Berlino, è netto: con la guerra in Georgia Mosca si è presa una storica rivincita. “Se si pensa a come si muovevano le potenze nei due secoli precedenti, possiamo dire che la Russia, dopo questa guerra è tornata ad essere una potenza regionale in quella area. Nessuno potrà costruire oleodotti che bypassino il suo territorio; nessuno potrà sfidarla sul controllo dell&#8217;energia. Nessuno potrà tentare di contenere la sua potenza. Sì, in quella zona, Mosca è tornata a comandare”.</p>
<p><em>La condanna di Bush </em><br />
<code>
<object	type="application/x-shockwave-flash"
			data="http://it.youtube.com/v/7MPzmHz_Td4"
			width="424"
			height="347">
	<param name="movie" value="http://it.youtube.com/v/7MPzmHz_Td4" />
	<param name=wmode" value="transparent" />
</object></code></p>
<p><code></code><br />
Rahr, spesso invitato negli Usa per tenere conferenze sul “nemico” ex sovietico, non ha remore nel dire che accanto a Saakashvili, c&#8217;è un altro grande sconfitto in questa partita: George W. Bush. &#8220;Per l&#8217;Amministrazione statunitense ciò che è successo è un disastro. Quella del Caucaso, sembra essere la sua terza (in questo caso, indiretta) sconfitta, dopo, affermo io, Afghanistan e Iraq. Dopo quello che è successo, difficilmente, Washington potrà ancora giocare un ruolo da king-maker in quella area&#8221;. Non solo: prosegue Rahr: &#8220;Esiste il rischio che l&#8217;Europa e gli Usa si dividano sull&#8217;atteggiamento da assumere nei confronti di Mosca. C&#8217;è chi, come la Polonia e i paesi baltici, seguiranno gli Stati Uniti nella sua probabile politica del Muso Duro. Mentre altri paesi, come per esempio la Francia, potrebbero decidere di procedere lungo un&#8217;altra strada: adottare una tattica più morbida. Vedo il pericolo di nuove divisioni, nuove incomprensioni nei rapporti transatlantici”. In effetti, la Casa Bianca starebbe pensando, secondo gli analisti americani, a una serie di possibili ritorsioni diplomatiche contro Mosca: l&#8217;espulsione della Russia dal G8, il congelamento della sua integrazione nel Wto, la (probabile) cancellazione delle prossime esercitazioni militari congiunte Russia-Nato. L&#8217;Europa seguirà gli Usa o continuerà a fare da pontiere tra Est e Ovest?<br />
Dopo aver guidato le operazioni militari nel Caucaso, il primo ministro russo è volato a Mosca per aggregarsi all&#8217;incontro tra il Dmitri Medvedev e Nicolas Sarkozy. Segno del suo fondamentale ruolo nella Stanza dei Bottoni. “I due uomini forti della Russia non sono antagonisti, ma alleati nella gestione del potere&#8221;, afferma Rahr. &#8220;Putin ha dimostrato di essere il centro motore della politica russa, l&#8217;uomo delle scelte e della strategia. Medvedev indossa un&#8217;altra maschera, quella dello statista che predilige il dialogo e rispetta la legge internazionale. Il primo è il Duro, il secondo, il Diplomatico. I due si completano a vicenda e sono in grado così di presentare la Russia come una nazione governata con il pugno di ferro ma nel guanto di velluto. Una formula vincente, per Mosca” conclude Rahr. Come dimostrato nella guerra nel Caucaso.</p>
<p><em>Guarda il video-servizio</em><br />
<code>
<object	type="application/x-shockwave-flash"
			data="http://gallery.panorama.it/swf/flv_play.swf?file=http://media.panorama.it/media/video/2008/08/12/48a1be9a89c7f.&amp;videoAds=http://ad.it.doubleclick.net/pfadx/panorama.mondadori.com/video;sz=320x240;ord=1218583427"
			width=""
			height="">
	<param name="movie" value="http://gallery.panorama.it/swf/flv_play.swf?file=http://media.panorama.it/media/video/2008/08/12/48a1be9a89c7f.&amp;videoAds=http://ad.it.doubleclick.net/pfadx/panorama.mondadori.com/video;sz=320x240;ord=1218583427" />
</object></code></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.panorama.it/mondo/2008/08/13/guerra-in-georgia-laccordo-e-la-rivincita-dellorso-russo/feed/</wfw:commentRss>
<enclosure url="http://media.panorama.it/media/foto/2008/08/11/48a004c9d3339_zoom.jpg" length="43176" type="image/jpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>

