
Mauritania
Nouakchott, i soldati scortano sospetti terroristi in tribunale
A pochi mesi di distanza dall’ultimo attentato, i militanti di al-Qaeda nel Maghreb Islamico puntano di nuovo il mirino contro la Mauritania. L’organizzazione terroristica attiva nel Nordafrica non ha preso bene il rovesciamento del presidente mauritano Sidi Ould Cheikh Abdallahi, avvenuto la scorsa settimana ad opera di una giunta militare, e con un comunicato pubblicato ieri a firma del leader Abu Musab Abdel Wadoud chiama i musulmani alla guerra santa contro i generali, accusati di essere i servi di Stati Uniti, Francia e Israele. Le minacce della cellula qaedista africana non sembrano preoccupare troppo Mohamed Ould Abdel Aziz, ideatore e leader del golpe, a cui ieri la giunta ha conferito i poteri presidenziali tra le proteste della comunità internazionale. La promessa di impegnarsi a fondo nel combattere i terroristi islamici, fatta dallo stesso Aziz, non ha calmato le proteste dei Paesi occidentali. I militari, che non possono più contare sui fondi di Unione Europea e Usa, congelati dopo il golpe, hanno dovuto incassare anche la sospensione della Mauritania come Paese membro dell’Unione Africana.
Nonostante ciò, la giunta è accusata da al-Qaeda di aver ideato il colpo di stato in accordo con i governi di Washington, Parigi e Tel Aviv. Non certo la migliore situazione per affrontare i militanti islamici, che in Mauritania sono presenti da anni: a parte scontrarsi periodicamente con l’esercito, lo scorso dicembre il gruppo di Wadoud uccise quattro turisti francesi, costringendo l’organizzazione della Parigi-Dakar ad annullare le tappe del rally previste in Mauritania. Mentre a febbraio sei uomini armati attaccarono l’ambasciata israeliana nella capitale Nouakchott, ferendo una persona.
Alleata di Stati Uniti e Francia e uno dei pochi Paesi della Lega Araba a riconoscere l’esistenza di Israele, la Mauritania sembra il bersaglio perfetto per una campagna terroristica. Soprattutto ora che il rovesciamento del presidente Abdallahi (non ancora rilasciato dai militari) ha chiuso le porte del governo ai radicali islamici, a cui il capo di stato aveva aperto negli ultimi mesi. “L’instabilità e la debolezza delle istituzioni mauritane possono favorire i terroristi”, dichiara a Panorama.it Martha Crenshaw, docente esperta di terrorismo presso il Center for International Security and Cooperation dell’università di Stanford, in California. “Anche se è difficile stabilire quale sia la reale forza del gruppo, non c’è dubbio che proveranno a sfruttare la situazione, soprattutto a livello mediatico”.
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- Mercoledì 13 Agosto 2008
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