Le truppe di Mosca inizieranno il ritiro dalla Georgia domani a mezzogiorno: è la promessa fatta dal presidente russo Dmitri Medvedev al capo di Stato francese Nicolas Sarkozy durante una conversazione telefonica. I militari, inviati in questi giorni a rinforzo delle forze di pace russe, ritorneranno nella regione separatista georgiana dell’Ossezia del sud e nella fascia di sicurezza concordata dalla commissione mista di controllo nel 1999: un ripristino, quindi, dello status quo precedente al conflitto, come previsto dall’accordo di pace mediato dalla presidenza francese della Unione europea. Nella conversazione telefonica, inoltre, Sarkozy ha messo in guardia il suo interlocutore che ci saranno serie ripercussioni sulle relazioni russo-europee se Mosca non rispetterà “in maniera rapida e completa” la parola data. Medvedev, infatti, ha firmato sabato (il giorno dopo il presidente georgiano, Mickeil Saakashvili) un accordo di pace in 6 punti che mette fine ai combattimenti in Georgia. Ma questa mattina il vice-capo di Stato maggiore dell’esercito russo aveva detto che la ritirata delle truppe russe sarà “graduale”: in questo momento i militari del Cremlino mantengono il controllo su tre città georgiane (Gori, Senaki y Zugdidi), dopo aver abbandonato nella notte il porto di Poti, sul Mar Nero. Tbilisi chiede l’uscita immediata delle truppe “occupanti” russe, accusate di saccheggiare e distruggere le principali infrastrutture del Paese.
Alla Georgia si rivolge Benedetto XVI dopo l’Angelus: il pontefice chiede l’apertura “senza più indugi” di corridoi umanitari tra la regione dell’Ossezia meridionale e Tbilisi per aiutare i feriti e dare degna sepoltura ai morti, esortando alla protezione delle minoranze etniche caucasiche.
- Domenica 17 Agosto 2008

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Commenti
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Il 18 Agosto 2008 alle 16:08 Mosca: abbiamo iniziato il ritiro. Tbilisi: non è vero » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Da un lato Mosca annuncia l’inizio del ritiro delle truppe corazzate russe dalla Georgia e da Gori come promesso ieri dal presidente Medvedev al francese Sarkozy. Dall’altro tiene sotto tiro, secondo fonti dell’esercito americano citate dal New York Times, la capitale georgiana Tbilisi, dispiegando già due giorni fa numerose rampe di lancio di missili SS-21 in Ossezia del sud. Insomma: giungono dal Caucaso notizie contrastanti sull’effettiva portata del disimpegno russo. [...]
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