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L’Alleanza atlantica risponde senza esasperare i toni alle operazioni militari russe in Georgia. Anche se il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha affermato che i “rapporti con Mosca non saranno più come prima”, il documento finale redatto dal vertice dei Ministri degli esteri dell’Alleanza Atlantica di fatto evita di condannare in modo chiaro la Russia.
A Mosca la Nato chiede di attuare al più presto il ritiro delle truppe dalla Georgia come previsto dal piano di pace Sarkozy. Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avanza la richiesta di un rapido pronunciamento sulla crisi. L’Alleanza, a sua volta, si impegna a istituire una Commissione Nato-Georgia per approfondire i legami con Tbilisi: un po’ poco per rispondere a un’iniziativa militare russa divenuta, dopo il bombardamento georgiano sull’Ossezia del sud, sempre più arrogante. Da una settimana le truppe della 58a Armata, la stessa che ha combattuto in Cecenia, demoliscono infrastrutture, ponti, aeroporti, il porto di Poti e tutte le basi militari georgiane a ovest. Facendo esplodere, per di più, i depositi di munizioni, sequestrando e consegnando i veicoli georgiani alle milizie filo-russe di Ossezia e Abkhazia.
“Non lasceremo una sola pallottola, un solo caricatore alla Georgia” ha dichiarato all’agenzia Interfax il vice capo di stato maggiore, Anatoli Nogovitsin. Parte del loro arsenale, specialmente le munizioni, è in via di distruzione, quanto agli altri trofei di guerra, li useremo come ci pare, in particolare ci prenderemo per noi parte dei carri armati e altri veicoli armati in buone condizioni”.
Qualche segnale distensivo è in realtà emerso nelle ultime ore con la segnalazione di colonne militari russe in uscita dalla città di Gori e lo scambio di prigionieri effettuato a Igueti, 35 chilometri da Tbilisi. Mosca ha riconsegnato 13 soldati georgiani e due civili catturati durante il conflitto in Ossezia del Sud mentre Tbilisi ha restituito 5 russi, tra cui due piloti di jet abbattuti. Parentesi che non modificano la politica intimidatoria di Mosca che mantiene il blocco navale imposto dalla Flotta del Mar Nero alle coste georgiane e ha schierato i missili balistici a corto raggio SS-21 in Ossezia. Armi in grado di colpire con precisione bersagli in tutta la Georgia ma che possono anche imbarcare testate atomiche.
Il loro posizionamento, dal territorio russo ai dintorni della capitale osseta Tskhinvali, è stato rilevato dai satelliti spia americani e viene interpretato come una forma di deterrenza tesa a scoraggiare l’invio di truppe americane o della Nato. Un obiettivo evidentemente conseguito da Mosca considerato che dall’Occidente finora sono arrivati a Tbilisi solo aiuti umanitari.
- Martedì 19 Agosto 2008
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