All’aeroporto di Madrid 153 persone sono morte in un incidente aereo. L’intera Spagna è sotto shock, ma a Pechino il Comitato olimpico (Cio) ha deciso di non proclamare alcun lutto e di dire no a tutto. Negativa è stata infatti la risposta del Cio alla richiesta della delegazione spagnola presente ai Giochi di far indossare agli atleti iberici che disputeranno le gare di oggi una fascia nera al braccio in segno di lutto. Fascia portata al braccio già ieri dai giocatori della nazionale di calcio in occasione dell’amichevole contro la Danimarca e, nonostante il divieto, portata anche oggi dalle tre atlete spagnole nella marcia femminile, María Vasco, Beatriz Pascual y María José Povés.
Deciso no anche alla richiesta di esporre nel villaggio olimpico la bandiera rossa e gialla a mezz’asta, come aveva richiesto il presidente del Comitato Olimpico Spagnolo (Coe), Alejandro Blanco.
Secondo quanto riporta il giornale El mundo la spiegazione del Cio, non ancora ufficiale, risiederebbe nella volontà di non fare “figli e figliastri”: la stessa richiesta era infatti stata negata alla Georgia in seguito al conflitto con la Russia, per non offendere la delegazione russa. Ma, come sottolinea il quotidiano spagnolo, quella della Spagna non aveva nessuna “connotazione politica”.
Per rispondere a quella che viene vista come una censura sulla tragedia che ha colpito il Paese, il Coe risponde con la bandiera a mezz’asta esposta in Casa Spagna. Sempre nella residenza ufficiale iberica a Pechino oggi pomeriggio sarà anche organizzata una cerimonia per ricordare le vittime dell’incidente. Ci sarà l’Infanta Cristina, in compagnia del suo sposo Inaki Urdangarin, oltre alla ministra dell’Educazione Mercedes Cabrera, il segretario di stato allo Sport Jaime Lissavetzki e il presidente del comitato olimpico Alejandro Blanco.
Terrorizzati dalla possibilità che manifestazioni di carattere politico o religioso possano “contaminare” i Giochi, al Cio stanno assumendo una linea che El mundo definisce talmente “massimalista” da risultare “assurda”.
E assurdi o quanto meno criticabili sono state considerate anche altre scelte assunte dal Comitato in questi giorni. A partire risultati anti-doping che sono stati messi in discussione da parte dell’opinione pubblica. Solo sei casi di doping su un totale di 4.133 controlli hanno scatenato infatti domande e dubbi sull’attendibilità dei test che il Cio definisce invece sicuri, “Nessun rischio di giochi truccati”, ha assicurato Giselle Davies, portavoce del Comitato olimpico internazionale “Le analisi sono condotte di concerto con tutte le autorità antidoping, dalla Wada alle varie federazioni internazionali”.
Divieti, proclami e condanne. L’ultima critica del Comitato riguarda i festeggiamenti e l’esuberanza di Usain Bolt (guarda la GALLERY), che è stato invitato a mostrare maggior considerazione nei confronti degli avversari. “È ancora un ragazzo, ma deve mostrare più rispetto nei confronti dei suoi rivali”, ha detto il presidente del Cio, Jacques Rogge, “Rispecchierà ancor più lo spirito olimpico”. Secondo Rogge il talento giamaicano, recordman sui 100 e sui 200 metri “può essere considerato come l’americano Jesse Owen negli anni ‘30, ma deve stringere la mano agli avversari all’arrivo. Certo”, aggiunge, “ha solo 22 anni e ha tutto il tempo per imparare”.
Lezioni di galateo che portano il presidente belga a definire “show” gli atteggiamenti del campione, “una stretta di mano o una pacca sulla spalla dopo la corsa, sarebbe un gesto da fare” conclude il presidente.
- Giovedì 21 Agosto 2008
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Commenti
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Il 21 Agosto 2008 alle 14:36 Le discutibili decisioni del CIO sulle bandiere spagnole a lutto e su Bolt - PiccoloSocrate.com ha scritto:
[...] Tutto questo mentre il Dalai Lama accusa la Cina di aver massacrato 140 persone: come al solito insomma… La Cina continua a far rispettare le sue leggi e fa star zitto il Tibet. Male, però almeno stavolta Repubblica.it ci ha fatto una bella figura mettendo in primo piano la questione. Ad ogni modo il Cio ha sgravato e sul blog di Panorama lo riportano: sarebbe decente che desse una pacca sulla spalla agli altri, quasi a dire “bravi, ma vi ho battuto”. Non so’ voi come la prendereste, ma io al posto degli atleti sconfitti con una sonora batosta non mi sentirei di dire “ok grazie Bolt, sei fico e sei forte più di noi e siam contenti” oppure se lo dicessi ci metterei sicuramente un finale del tipo… OK stavolta hai vinto te, ma la prossima volta spero di non incontrarti di nuovo (e spero pure che sia per colpa tua)” [...]
Il 21 Agosto 2008 alle 16:59 Le grandi preoccupazioni del signor Jacques Rogge e del CIO « Le ali della farfalla ha scritto:
[...] Aggiornamento delle 16.58: articolo di Panorama on line [...]
Il 21 Agosto 2008 alle 17:38 fercas ha scritto:
Che facce di bronzo che siamo! Anzichè disertarle, tutti, dico tutti, sono andati a queste olimpiadi in un paese dove non esistono diritti civili, ove la pena di morte è all’ordine del giorno, per puro calcolo politico ed economico!!! Ma dove stà Pannella, il digiunatore!!! Come mai non lo si sente protestare? Per lui va solo bene la frase “nessuno tocchi caino” non certo “nessuno tocchi il cinese”!!! Buffone e buffoni tutti, a partire dai politici (D’Alema, Fassino, Diliberto, Giordano, Cossutta, Bertinotti dove siete? Non vi sento parlare come mai???) per finire agli atleti!!! Altro che detassarli, io farei alla cinese: sequestrare il bottino per il bene del popolo, qualunque esso sia!!! Cordialità.
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