- Tags: Georgia, Russia, tbilisi
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Dopo il voto unanime del Senato russo (130-0), anche la Duma, la Camera bassa, chiederà oggi al Cremlino di riconoscere l’indipendenza formale di Abkhazia e Ossezia del Sud, le due repubbliche separatiste filorusse della Georgia. L’esito del voto è scontato: Russia Unita, il partito presidenziale, ha di fatto una maggioranza blindatissima e la linea dura nel Caucaso della coppia Medvedev-Putin è sostenuta dalla stragrande maggioranza della popolazione russa. Un grosso vantaggio politico che Mosca intende far pesare nella complessa battaglia militare-diplomatico che si è aperta con la comunità internazionale sulla questione dell’integrità di Tbilisi.
Il presidente Medvedev non è però obbligato a riconoscere il pronunciamento del parlamento e potrebbe decidere di utilizzare il voto di oggi come semplice strumento di minaccia futura per rallentare e impedire che altri Stati al confine possano accelerare il processo di avvicinamento alla Nato. Uno di questi è l’Ucraina, dove il presidente Viktor Iuscenko ha dichiarato stamane che l’adesione dell’Ucraina alla Nato è l’”unico mezzo per proteggere la vita e il benessere delle nostre famiglie, i nostri figli e i nostri nipoti”. Il presidente georgiano Shakaasvili, a sua volta, ha poi ribadito che l’eventuale “secessione avrà effetti disastrosi” e che Abkhazia e Ossezia del sud appartengono “ora e sempre” alla Georgia: “Non credo che qualcuno nella comunità internazionale sia così irresponsabile da accettare la secessione di queste due repubbliche”.
In questo quadro, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha convocato per il primo settembre, nella sua qualità di presidente di turno dell’Unione europea, un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dei 27, dedicato alla crisi nel Caucaso. Una nave da guerra americana intanto è arrivata davanti al porto georgiano di Batumi, con un carico di aiuti. Ma resta ferma al largo. Un altro fattore di tensione sul terreno, accanto a quello sulle reciproche accuse tra la Georgia e l’Ossezia sull’effettiva portata del ritiro russo, che rischia di riaccendere la miccia della guerra.
- Lunedì 25 Agosto 2008
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Commenti
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Il 25 Agosto 2008 alle 11:57 E l’orso russo si prende la rivincita » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Sì del parlamento all’indipendenza delle due repubbliche ribelli - Lo speciale Georgia. Il FORUM - Guarda la GALLERY - Guarda la MAPPA del Caucaso [...]
Il 25 Agosto 2008 alle 12:57 pierpaolo ha scritto:
Quella di usare un cacciatorpedineire della marina militare per mandare gli aiuti umanitari è stata una trovata del livello adeguato al mangiacravatte http://www.youtube.com/watch?v.....hEZ…) di Tiblisi.
Con le limitatissime capacità di carico che la contraddistingue e, soprattutto, con l’incapacità di scarico è un autentico buco nell’acqua, oltre a tutto sotto i riflettori internazionali.
Come se non fosse stato possibile noleggiare su due piedi un cargo che capacità di trasporto di almeno 10 volte superiore?
La scelta dei una unità militare serve soltanto a mascherare l’irrisoria piccineria dell’aiuto umanitario e/o a tenere nascosta la vera natura della parte più importante del carico.
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