Ascolta il commento AUDIO di Silvia Grilli, vicedirettore di Panorama
Era stato il britannico Times a segnalare per primo, quasi un mese fa, che John McCain aveva in mente di nominare un donna come vice: o il Governatore dell’Alaska Sarah Palin o Carly Fiorina, chief executive della Hewlett-Packard. Non si sbagliava: stamane un aereo privato proveniente da Anchorage è atterrato a Dayton, in Ohio, dove il candidato repubblicano presenterà il suo vicepresidente. Tutto lascia pensare, secondo la stampa americana, che a bordo ci fosse proprio la Palin, risposta alla scelta obamiana di Joe Biden giunta dopo aver scartato l’ipotesi femminile di Hillary. Quella repubblicana potrebbe essere una carta vincente soprattutto perché Palin è da sempre considerata una paladina di alcuni temi cari ai conservatori: è contro l’aborto (ha un figlio down) e i matrimoni gay ma a favore della pena di morte e il diritto a portare armi. Ma soprattutto potrebbe portare dalla sua parte le molte donne deluse dal fallimento della mancata candidatura della Clinton.
Se così fosse, Mitt Romney, l’ex governatore del Massachusetts, e Tim Pawlenty, il governatore del Minnesota non farebbero più parte del team di McCain, che sceglie quindi una donna, giovane e madre, per stuzzicare l’appetito di chi in queste elezioni americane voleva una figura femminile. Lei, Sarah Palin, ha un curriculum di tutto rispetto: dal 2006 è la prima donna governatore dell’Alaska. Madre di cinque figli, 44 anni nata nell’Idaho, membro tesserato della National Rifle Association, maratoneta e appassionata della vita all’aria aperta (mangia hamburger di alce), quella che potrebbe essere il numero due di McCain è la presidente della Alaska Oil and Gas Conservation Commission. Suo marito Todd è un eschimese ed è anche per questo che Palin, dopo aver posato per Vogue nel 2007, è soprannominata “la governatrice più calda dello stato più freddo”.
- Venerdì 29 Agosto 2008

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Commenti
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Il 30 Agosto 2008 alle 12:11 Corrado Buccieri ha scritto:
Si è proprio l’ultima carta,ma non gli servirà molto.
Il 15 Settembre 2008 alle 12:34 Obama a cena con le star di Hollywood » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La cena è stata organizzata per raccogliere fondi dal grande Steven Spielberg, il regista aveva già espresso la sua vicinanza ad Obama, e da Jeffrey Katzenberg and David Geffen of DreamWorks, la casa di produzione dello stesso Spielberg. La cena sarà arricchita da un intrattenimento musicale di eccezione. Sarà Barbra Streisand a cantare per il candidato presidente ed il parterre de roi che lo accoglierà in California. La California, pur governata da un repubblicano come Arnold Scwarzeneger, è terra tradizionalmente democratica e si considera già vinta nel percorso della campagna elettorale. Per questo motivo, come succede a New York, non sarà interessata da eventi pubblici e da conferenze riservate solo agli swinging states, gli stati traballanti che possono decidere le elezion come Ohio e Michigan. Invece, viste anche le tante amicizie e le simpatie che Obama riscuote tra le star di Hollywood, solo per citarne alcuni Spike Lee, George Clooney, Cameron Diaz, il candidato ci tornerà spesso per chiedere finanziamenti alla sua campagna. La nomina di Sarah Palin come candidata alla vicepresidenza al contrario per i repubblicani oltre che tanto entusiasmo ha portato anche un’iniezione di liquidi di venti milioni di dollari nei giorni immediatamente successivi alla convention. [...]
Il 18 Settembre 2008 alle 15:02 La crisi finanziaria mette le ali a Obama » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo un paio di settimane di rimonta, la stella (elettorale) dell’eroe di guerra del Vietnam torna a offuscarsi. Dopo la convention di Minneapolis, dopo il colpo a sorpresa della scelta come vicepresidente di Sarah Palin, dopo le gaffes di Obama, il senatore dell’Arizona era riuscito a risalire la china. Ma, spiega il Nyt, l’effetto Palin è già scemato. Anzi, secondo gli analisti, il governatore dell’Alaska non sarebbe stata in grado di spostare voti femminili dai democratici ai repubblicani, ma solo di compattare attorno al ticket presidenziale, l’elettorato rosa e quello tradizionalista del Grand Old Party. Non solo il sondaggio spiega che il candidato democratico è sempre in testa nelle preferenze degli elettori indipendenti tra i 18 e i 44 anni, mentre McCain ha il favore del pubblico over65. Ci sono un paio di altri dati che sono molto significativi e che potrebbero tracciare il percorso della campagna elettorale fino a novembre, svelando il reale umore degli americani che si recheranno alle urne. Il candidato repubblicano è visto come l’uomo che continuerà la politica di George W. Bush. Lo crede il 46% degli intervistati, mentre addirittura il 22% pensa che la presidenza McCain potrebbe essere avere dei tratti ancora più conservatori dell’attuale. Non risulta quindi una sorpresa che solo il 37% del campione creda che il senatore dell’Arizona possa portare un “reale cambiamento” a Washington. Su questo punto, Barack Obama raggiunge numeri da consenso bulgaro. Il 65% dei più di 1000 cittadini statunitensi che hanno risposto alle domande del sondaggio del New York Times sono sicuri che il candidato democratico incarni la possibilità di una svolta della Storia americana. [...]
Il 18 Settembre 2008 alle 15:09 La crisi finanziaria mette le ali a Obama | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] Dopo un paio di settimane di rimonta, la stella (elettorale) dell’eroe di guerra del Vietnam torna a offuscarsi. Dopo la convention di Minneapolis, dopo il colpo a sorpresa della scelta come vicepresidente di Sarah Palin, dopo le gaffes di Obama, il senatore dell’Arizona era riuscito a risalire la china. Ma, spiega il Nyt, l’effetto Palin è già scemato. Anzi, secondo gli analisti, il governatore dell’Alaska non sarebbe stata in grado di spostare voti femminili dai democratici ai repubblicani, ma solo di compattare attorno al ticket presidenziale, l’elettorato rosa e quello tradizionalista del Grand Old Party. Non solo il sondaggio spiega che il candidato democratico è sempre in testa nelle preferenze degli elettori indipendenti tra i 18 e i 44 anni, mentre McCain ha il favore del pubblico over65. Ci sono un paio di altri dati che sono molto significativi e che potrebbero tracciare il percorso della campagna elettorale fino a novembre, svelando il reale umore degli americani che si recheranno alle urne. Il candidato repubblicano è visto come l’uomo che continuerà la politica di George W. Bush. Lo crede il 46% degli intervistati, mentre addirittura il 22% pensa che la presidenza McCain potrebbe essere avere dei tratti ancora più conservatori dell’attuale. Non risulta quindi una sorpresa che solo il 37% del campione creda che il senatore dell’Arizona possa portare un “reale cambiamento” a Washington. Su questo punto, Barack Obama raggiunge numeri da consenso bulgaro. Il 65% dei più di 1000 cittadini statunitensi che hanno risposto alle domande del sondaggio del New York Times sono sicuri che il candidato democratico incarni la possibilità di una svolta della Storia americana. [...]
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