- Tags: Dmitry-Medvedev, Georgia, Kiev, Mosca, Russia, ucraina, Vladimir-Putin
- 3 commenti
La tensione tra Russia e Stati Uniti? E’ destinata a crescere. Le accuse di Vladimir Putin di un coinvolgimento americano nell’attacco georgiano contro l’Ossezia del Sud ? Un messaggio del Cremlino a John Maccain: non ti sognare di seguire la strada del tuo predecessore contro di noi, nel caso in cui fossi eletto alla Casa Bianca. Il prossimo obiettivo (politico, non militare) di Mosca ? L’Ucraina, ovviamente. Robert McMahon, giornalista, è il vicedirettore della rivista web del Council of Foreign Affairs, una delle più importanti istituzioni mondiali nel campo dell’analisi della politica internazionale. Da Washington, ora Mcmahon, dopo anni sul campo nell’Europa Orientale, monitora tutte le mosse di Mosca. E non è sorpreso della piega presa dagli avvenimenti.
“Siamo in una fase veramente calda - dice Robert McMahon. L’intervista alla Cnn, durante la quale Vladimir Putin ha accusato l’amministrazione Bush di aver spinto la Georgia contro l’enclave osseta per facilitare la campagna elettorale del candidato repubblicano è una pietra miliare del nuovo corso dei rapporti con la Russia. Con quelle parole siamo tornati indietro di almeno 15 anni. Se poi, le sommiamo ai movimenti delle navi militari di entrambe le potenze nel Mar Nero, be’… il panorama è veramente fosco. Ma c’è la possibilità di tornare ad usare toni amichevoli, anche se io scommetterei sull’aumento della tensione nelle prossime settimane”.
Una parvenza di dialogo comunque rimane. Una comunicazione aspra, in ogni caso. Che è fatta di messaggi distensivi accanto a chiusure nette. Il giornalista del C.F.A. racconta un paio di esempi. Ieri, nel vertice del Gruppo di Shangai - che include oltre la Russia, anche la Cina e e le repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, dopo aver incassato l’appoggio dei paesi membri alla sua azione militare in Ossezia, la Russia si è dimostrata disponibile con l’Occidente e ha deciso di non impedire il passaggio sul suo territorio del materiale militare destinato alle truppe Nato in Afghanistan. Una mano tesa a Washington. Ritirata poche ore più tardi quando il ministro degli esteri russo Andrei Nesterenko ha minacciato conseguenze irreversibili nelle relazioni con l’Alleanza Atlantica dopo che il Consiglio della Nato ha condannato il riconoscimento moscovita di Abkhazia e Ossezia del sud. Un altro schiaffo dell’Orso Russo.
Che non si accontenterà di annettersi di fatto le due repubbliche ribelli georgiane. “Nell’agenda di Mosca, ora, al primo posto c’è l’Ucraina. Secondo molti osservatori - e io concordo con loro - se la Georgia è importante per Mosca, Kiev è fondamentale dal punto di vista strategico. Lì, nella penisola della Crimea ci sono le basi militari navali russe. L’Ucraina è la porta verso l’Europa occidentale, da lì passano i gasdotti e gli oleodotti diretti verso il Vecchio Continente. Lì, inoltre, abitano una ventina di milioni di persone originarie della Russia, come ha ricordato qualche giorno fa il Presidente Dmitri Medvedev. Anche Kiev ha chiesto di entrare nella Nato. La Georgia è stato un durissimo segnale di avvertimento nei confronti della dirigenza ucraina. Mosca vuole condizionare la politica di Kiev.”
Dopo questa escalation, la Casa Bianca vorrebbe isolare il più possibile Mosca. Ma, i partner europei sono restii a usare metodi duri con un paese - la Russia - ha il coltello dalla parte del manico, se si pensa alla questione energetica. Oggi, Parigi ha fatto sapere che nel vertice straordinario dei capi di stato e di governo della Ue che si tiene lunedì a Bruxelles non verranno adottate provvedimenti contro Mosca. ‘L’ora delle sanzioni non è arrivata”, hanno affermato le fonti dell’Eliseo. E ‘questa la dimostrazione di una divisione tra Usa e Europa sulla politica da adottare con la Russia ? “Al di là della retorica sull’unità, io penso che gli interessi europei nei rapporti con Mosca siano troppo importanti e delicati per accettare le richieste di Washington - afferma Robert McMahon. “Casa Bianca dice : cacciamo fuori i russi dal G8, ma la Germania risponde: aspetta un attimo, quello che è successo in Georgia è stato molto grave, ma noi non vogliamo arrivare ad una rottura con loro.” Vediamo come si comporterà Nicolas Sarkozy. La Francia è presidente di turno dell’Unione Europea. “Ma George W. Bush, nonostante tutte le dichiarazioni di simpatia da parte sua, non deve aspettarsi molto dalla Ue, per ora. E probabilmente anche in futuro” - chiosa il vice direttore di Council of Foreign Affairs.
- Sabato 30 Agosto 2008
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Commenti
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Il 30 Agosto 2008 alle 12:52 linux747 ha scritto:
Evvvjva SANTA GRANDE MADRE RUSSSjA !!!Baluardo Infrangibile alla GUERRA LAMPO dell’Unjone delle Repubbbljke Socjaliste Sovjetike dell’EUROPA OCCCjDENTALE.
Il 31 Agosto 2008 alle 12:05 gufis ha scritto:
L’Ucraina porta dell’occidente: assolutamente un concetto superato. Anche della Moldova si dice porta dell’occidente e la Polonia, di fatto, lo è sta per moltissimi anni, ed è ancora un paese strategicamente importante. Robert McMahon vede il mondo dal suo punto di osservazione, cioè da al di là dell’Atlantico; non è infatti possibile pensare che il Caucaso sia una situzione replicabile, basta una semplice rilettura della storia, anche recente; il Caucaso è un mondo a sè dove si sta giocando una importante partita per il controllo degli oleodotti che portano il greggio verso occidente. E’ vero il problema si potrebbe proporre in Crimea, che storicamente è sempre stata in influenza russa o sulla Transnistria, sulla quale la Moldova non riesce a ristabilire il suo controllo. Esiste una soluzione, il contropotere e questo è un gioco geopolitico, che non mi sento di affrontare nello spazio di un commento. Prof. Alessandro Figus, Link Campus University of Malta.
Il 31 Agosto 2008 alle 13:00 guglielmorinaldini ha scritto:
Condivisibile il riferimento all’Ucraina che, pur avendo milioni di individui di etnia russa, ha scelto la NATO. La Mosca di Putin è autarchica e cerca una impossibile reviviscenza dell’ex URSS, e come ogni gigante autarchico ha bisogno di spazio sul quale esercitare il dominio e servi in giro per il mondo.
Quando da solo attaccai il kgb Romano Prodi per aver legato le sorti energetiche italiane al carro ex sovietico paragonando l’Italia all’Ucraina che allora era sotto ricatto energetico nessuno si uni al mio grido di dolore.
Col senno di poi si vede che il gioco criminale delle devianze istituzionali italiane è servito a tenere in piedi questo mostro fuori dal tempo.
Poi, caro professor Figo, la Trasnistria, regime totalitario comunista, non andrà mai sotto il controllo della Moldova, regime totalitario comunista, in quanto essa è stata creata esclusivamente per gestire gli armamenti anche nucleari della ex URSS.
Bella parola il contropotere…diciamo piuttosto che esiste nel Terzo Millennio ancora un medioevo al potere e che ha fior di sostenitori anche apparentemente sofisticati, quelli che Lenin amava definire “utili idioti”.
Guglielmo Rinaldini
Dipartimento Studi Strategici Antiterrorimo
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