
Preparativi della convention repubblicana a Minneapolis
L’uragano Gustav su New Orleans ha costretto i repubblicani a cambiare il programma della Convention di Minneapolis. La forza evocativa del tragedia causato tre anni fa dal distruttivo passaggio di Katrina; il ricordo delle polemiche sulla gestione e i ritardi di quell’emergenza da parte del Presidente George W. Bush; la volontà di dimostrare di essere consapevoli della gravità dei problemi e la necessità di manifestare la propria capacità di leadership, hanno convinto John McCain ha modificare e snellire il calendario dell’assemblea di investitura del candidato alla Casa Bianca del Grand Old Party. Molti osservatori si sono chiesti se tutti questi elementi possano danneggiare o, al contrario, aiutare il senatore dell’Arizona a guadagnare punti nella campagna presidenziale. “John McCain ha imparato la lezione di tre anni fa” dice Peter W. Wielhouwer, docente di scienze politiche all’Università del Michigan. “E ha compreso che non doveva apparire indifferente di fronte a una possibile catastrofe nazionale. Credo quindi che il passaggio di Gustav su New Orleans possa provocare pochi danni in casa repubblicana. O addirittura, nessuno, visto gli sforzi fatti da McCain per far risaltare l’impegno del suo partito a fianco delle popolazioni colpite. Anche l’attivismo del Presidente Bush può essere utile al suo aspirante successore. Quando è arrivato Gustav, tutti si sono ricordati di Katrina. L’amministrazione in questo caso, però, non si è fatta trovare impreparata. E quindi, potrei dire con un gioco di parole, che passato Gustav, molti potrebbero scordarsi di Katrina.
Secondo il politologo, il candidato repubblicano ha già mandato un messaggio molto chiaro all’elettorato, proponendosi non come un uomo di parte, ma come un possibile statista. “Lui ha giocato molto la carta del patriottismo, del capo-comunità. Ha chiesto ai suoi delegati di finanziare gli aiuti per gli abitanti di New Orleans costretti a lasciare le loro case; ha voluto che il primo giorno della convention non fosse una festa, ma una sorta di veglia, in attesa di conoscere il destino della città della Louisiana. Mike Duncan, il presidente del Comitato Nazionale Repubblican, aprendo i lavori, ha detto che la missione del suo partito è “mettere al primo posto il benessere delle persone”. McCain ha così detto chiaro e tondo al paese di non essere un uomo di parte. Sicuramente una buona mossa”. Ma nel catino del Xcel Energy Center, l’arena che ospita l’assise, è scoppiata (tanto per rimanere in tema) una piccola, grande tempesta che rischia di danneggiare John McCain. Bristol Palin, la figlia 17enne del candidato scelto per la vicepresidenza, Sarah Palin, è incinta. E ha deciso di tenere il bambino. È stata la stessa madre, governatore dell’Alaska a dare la notizia ai media, con una dichiarazione ufficiale rilasciata anche per mettere a tacere le voci ricorrenti su alcuni blog secondo le quali l’ultimo figlio di Sarah Palin, nato con la sindrome di Down, sarebbe stato in realtà il figlio di Bristol. “Siamo tutti con lei” si legge nella dichiarazione di Sarah e del marito Todd. Per John Maccain sarebbe stato un fulmine ciel sereno. Sarah Palin, fervente cattolica, madre modello di una famiglia modello, è stata scelta non solo per convincere gli elettori orfani di Hillary Clinton a dare il voto al ticket repubblicano, comprendente una donna, ma anche (e soprattutto) per attrarre i voti dei fondamentalisti religiosi da sempre poco convinti nell’appoggiare il troppo liberal McCain. “Sicuramente ora il duo repubblicano dovrà fare molti sforzi in più per mantenere i favori degli elettori più sensibile dal punto di vista religioso” dice Peter W. Wielhouwer. “Molti di loro potrebbero dimostrarsi delusi da queste vicissitudini familiari. In realtà, non è detto che, però, alla fine, questa vicenda non possa aiutare il senatore dell’Arizona a conquistare
più simpatie anche tra gli indecisi o gli indipendenti”. È probabilmente un’analisi che ha fatto anche Barack Obama. Tanto che il candidato democratico ha deciso di usare un basso profilo”. “Non sono certo scandalizzato dal fatto che Bristol Palin sia incinta a 17 anni” ha detto Obama. “Mia madre aveva 18 anni quando sono nato”. Tra un uragano vero, e uno politico (o scandalistico) si intrecciano nuovi sondaggi. Secondo una rilevazioni della CbsNews, Obama sarebbe in vantaggio di 8 punti. Secondo altri sondaggi, il divario tra i due sarebbe molto inferiore, addirittura in alcuni casi, i dati indicano che sarebbero
alla pari.. “L’elettorato è diviso, inutile nasconderlo. Lo hanno dimostrato anche le ultime presidenziali. Per adesso sembra essere avanti il candidato democratico. Secondo me, la Casa Bianca è nelle mani di quel 10% di elettori che soltanto nelle prossime settimane
decideranno chi appoggiare ” dice il politologo del Michigan. Un’elezione sul filo di lana. Dove nessuno può permettersi di sbagliare una mossa.
- Martedì 2 Settembre 2008

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