Lei e lui non si sopportano più. Non è una questione personale, ma di potere. Per molto tempo sono andati d’amore e d’accordo. Poi, la relazione ha iniziato a scricchiolare. Ora rischia di rompersi. Una divisione che potrebbe portare a una deflagrazione. Solo che di mezzo non c’è una semplice coppia, ma una nazione, l’Ucraina, che in questo momento è una pedina fondamentale del grande gioco a scacchi tra Russia e Stati Uniti.
Lui è il presidente Viktor Iushenko, lei è il primo ministro, la “pasionaria” Iulia Timoshenko. Insieme hanno fatto quella “rivoluzione arancione” che portò Kiev lontano dall’orbita russa e vicina all’Occidente. Insieme hanno creato una coalizione di governo che ha guidato l’Ucraina in questi delicati mesi. Tutto è andato bene fino a quando la Timoshenko non ha voluto attaccare direttamente Iushenko. È successo tra il 2 e il 3 settembre, quando la Rada, il parlamento, con il voto del partito del premier dei partiti filo russi, ha approvato una legge che limita i poteri del presidente ucraino e ha facilitato le procedure di impeachment. Lui ha urlato al “golpe bianco”, lei ha ritirato il suo partito dall’alleanza di governo e ha chiesto di andare alle elezioni presidenziali e politiche entro novembre. Uno scontro, alimentato da ulteriori colpi bassi. Come quello che i servizi segreti ucraini, che fanno capo al presidente, hanno tentato di dare alla Timoshenko: gli 007 hanno messo sotto inchiesta alcuni ministri del suo partito e hanno poi inviato un dossier alla Procura Generale, accusandoli di aver danneggiato gli interessi nazionali. In pratica, un’accusa di Alto Tradimento. L’Ucraina si trova di fronte a un terremoto politico. Guardato con molto interesse da Mosca - che giudica l’Ucraina filo occidentale un pericolo superiore di quello rappresentato dalla Georgia. E osservato con analoga attenzione dalla Casa Bianca. Un terremoto che arriva proprio mentre, Dick Cheney, il vice di George W. Bush, reduce da una visita a Tbilisi, atterrava a Kiev, tappa della sua missione nel Caucaso.
Ma, cosa c’è dietro il braccio di ferro tra Viktor Iushenko e Iulia Timoshenko? E a cosa può portare? “La crisi russo-georgiana ha reso più instabile la situazione a Kiev. La signora Timoshenko è molto, molto ambiziosa” racconta Jeff Mankoff, docente a Yale, responsabile dell’International Security Studies Center della prestigiosa università della costa est “Lei ha passato di forte oppositrice alla politica moscovita a Kiev. Ora fa intendere di voler collaborare con l’ex premier filorusso Viktor Ianukov. Probabilmente si tratta solo di tattica, forse solo per alzare la posta. Ma è certo che nei mesi scorsi, il primo ministro ha lanciato segnali distensivi verso Mosca.” Donna ambiziosa, dunque. Che, secondo il giovane analista di Yale, punterebbe alla poltrona più importante del paese. “Sì, credo che alla fine lei voglia andare alle elezioni per prendere il posto di Iushenko” . Che è sempre stato fortemente vicino all’Occidente. Il suo obiettivo è quello di portare definitivamente l’Ucraina nell’orbita dell’Europa di Bruxelles. Intesa sia come Unione Europea, sia come Nato. È stato proprio l’attuale numero uno ucraino a chiedere l’ingresso nell’Alleanza Atlantica. Mossa che ha irritato molto Mosca - se vogliamo usare un eufemismo se si pensa al conflitto con la Georgia. La prospettiva occidentale di Viktor Iushenko è ideologica, esistenziale” dice Jeff Mankoff “Non è lo stesso per Iulia Timoshenko. Direi che lei si muove in modo un poco più spregiudicato. Più in un’ottica di interesse personale, se posso dire”. Lo studioso statunitense racconta come molte delle iniziative della “Pasionaria di Kiev” vadano in effetti, ad aumentare la possibile cooperazione con Mosca. Come, per esempio, gli accordi nel settore energetico, strategico per Kiev, visto che anche l’Ucraina “vive” del petrolio e del gas importato dalla Russia. “Ma questo non significa che lei cambierà campo, o sfera d’influenza, se dovesse vincere il braccio di ferro con Iushenko. Significa solo che si porrebbe in una posizione più autonoma tra l’Occidente e l’Oriente” dice Mankoff. Per il quale, è ancora possibile che i due trovino un accordo. Se ciò non fosse, però, si andrebbe veramente alle elezioni anticipate. “Tutto sarà più chiaro in un paio di settimane” dice il il politologo di Yale “quando sarà più facile capire come evolverà la crisi georgiana. Ad ogni modo, nei prossimi mesi, la stabilità politica ucraina sarà comunque messa alla prova”. E il destino di quel paese potrebbe essere motivo di forte tensione tra Mosca e Washington.
- Venerdì 5 Settembre 2008
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.