- Tags: censura, Cina, Internet, ren-rou
- Un commento
L’ultima vittima del motore di ricerca cinese ren-rou, letteralmente “carne umana”, è Wang Fei. Negli ultimi otto mesi, questo impiegato cinese dall’aria dimessa è stato prima processato e condannato in rete per il suicidio della moglie, poi, nella vita reale, ha perso il lavoro e ed stato ripetutamente minacciato di morte. I problemi di Wang Fei sono iniziati quando, verso la fine dello scorso anno, un anonimo internauta cinese ha pubblicato su ren-rou alcuni estratti del diario online compilato da Jiang Yan, la moglie di Wang Fei, nei tre mesi precedenti al suo suicidio. Sembra infatti che la donna, allora trentunenne, avesse sfogato in rete le proprie pene d’amore dovute a una storia clandestina tra il marito e una collega molto più giovane.Spinto forse dal desiderio di vendetta, o magari solo dalla voglia di fare giustizia, un blogger cinese ha inserito una domanda aperta sul portale ren-rou, chiedendo a tutti gli internauti di aiutarlo a raccogliere informazione su Wang Fei. In poco tempo in tantissimi hanno risposto all’appello. A quel punto, sono iniziate le minacce.
Inizialmente creato per facilitare lo scambio di informazioni semplici come i dettagli di un ristorante, gli orari di apertura di un museo o il prezzo di cosmetici, ren-rou si è velocemente trasformato in una piattaforma attraverso la quale i cinesi possono mettersi d’accordo per condannare i comportamenti dei loro concittadini.
Nel febbraio 2006, fu una giovane infermiera cinese colpevole di aver ucciso un piccolo gattino a furia di calpestarlo a catalizzare la rabbia degli internauti orientali. In quell’occasione, qualcuno riuscì a diffondere una serie di immagini del feroce assassinio tramite ren-rou, e, in meno di una settimana, grazie al passa parola fu possibile identificare prima la regione e poi la città della colpevole. Immediatamente, sempre più cinesi hanno iniziato a telefonare nell’ospedale in cui lavorava la ragazza per fare in modo che venisse licenziata, ma dopo pochi giorni di accuse continue è stata l’infermiera a trovarsi costretta a dare le dimissioni e a chiedere pubblicamente scusa tramite ren-rou.
Lo scorso aprile, invece, sono stati i familiari di Wang Qianyuan, una studentessa che frequenta l’americana Duke University, ad essere stati letteralmente assediati da gruppi di cinesi arrabbiati e offesi per le dichiarazioni a favore dell’indipendenza del Tibet rilasciate dalla ragazza durante il passaggio della torcia olimpica a Londra. Anche queste affermazioni hanno fatto immediatamente il giro della Cina, grazie a ren-rou, e, non potendo raggiungere la Carolina del Nord, i blogger orientali hanno sfogato la propria rabbia a Qingdao, la città natale di Wang Qianyuan.
Negli ultimi anni sono stati registrati decine di casi simili, e l’unica novità legata alla vicenda di Wang Fei sta nel fatto che il perseguitato ha deciso di fare causa a ren-rou, anche se fino ad oggi i giudici cinesi hanno sostenuto di aver bisogno di più tempo per esprimere un parere sulla questione. Nel frattempo, ren-rou continua a catalizzare l’attenzione dei 200 milioni di internauti cinesi sempre pronti a raccogliere le accuse diffuse da sconosciuti per iniziare l’ennesima caccia alle streghe. Quasi come se l’epoca dei dazibao (i proclami anonimi affissi in pubblico ai tempi della Rivoluzione Culturale per denunciare i reazionari) fosse tornata di moda.
- Giovedì 11 Settembre 2008

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 19 Maggio 2010 alle 9:19 Liu Zhu sfida la morale cinese mostrando la sua identità omosessuale - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] ai blogger per cercare più informazioni possibili sulla sua identità tramite il motore di ricerca carne umana“. Un atteggiamento invadente, inaccettabile e discriminatorio, hanno sentenziato i nuovi fan [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.