
Lo zio di Tian Yaowen, 15 mesi, una delle vittime del latte in polvere velenoso nella provincia di Henan, mostra un contenitore incriminato
È di due morti e almeno 1.200 malati accertati l’ultimo bilancio dello scandalo del latte in polvere “alla plastica”. Entrambi i neonati sono del Gansu, ma i problemi del latte in polvere sintetico, che crea calcoli renali nei bambini che se ne nutrono, ha colpito fino ad oggi ben nove province cinesi. Lo scandalo è scoppiato il 10 settembre, quando la vicenda dei neonati con calcoli renali è finita sui giornali. Tuttavia, secondo fonti di Asianews, l’agenzia di stampa del Vaticano, le prime lamentele dei genitori dei bambini malati sarebbero pervenute sia ai dirigenti della Sanlu sia alle autorità centrali nel mese di marzo, mentre a luglio una televisione locale dello Hunan che aveva parlato del latte nocivo è stata subito messa a tacere per evitare scandali prima delle Olimpiadi.
Come prima reazione, la Sanlu si era limitata a interrompere la produzione per effettuare accertamenti, ma non appena è stato scoperto che il latte cinese conteneva melamina, una sostanza usata per i prodotti in plastica e fertilizzanti che può causare calcoli renali, almeno ottomila tonnellate di prodotto sono state ritirate dal mercato. Secondo il South China Morning Post, la melamina, la cui molecola è molto simile a quella delle proteine, sarebbe stata utilizzata apposta per abbassare i costi di produzione (il latte Sanlu viene venduto a 18 Yuan a confezione, meno di due Euro) e aumentare le proprietà nutritive del latte cinese.
Oggi nello scandalo è stata coinvolta anche la multinazionale neozelandese Fonterra, proprietaria del 43% della Sanlu, accusata di non aver preso provvedimenti pur essendo stata informata della situazione ad agosto. La premier neozelandese Helen Clark si è esposta in prima persona per difendere la Fonterra, sottolineando che, mentre la Cina è rimasta in attesa, la multinazionale locale avrebbe iniziato già da settimane il ritiro dei prodotti contaminati dal mercato. Il governo cinese, a sua volta, si è difeso sostenendo di non aver potuto diffondere la notizia perché “sarebbe stato irresponsabile farlo senza [sapere] tutti i fatti”.
Nel frattempo, centinaia di genitori stanno piantonando lo stabilimento della Sanlu a Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei, nella speranza di poter ottenere un risarcimento. Ancora, genitori furenti affollano parecchi ospedali nel Paese, le cui strutture non sono in grado di ricoverare tutti i neonati malati. La polizia cinese, invece, ha arrestato due agricoltori dell’Hubei e ne ha fermati altri 19 con l’accusa di aver deliberatamente venduto latte contaminato alla Sanlu. I due arrestati avrebbero poi confessato di essere stati spinti a frodare la ditta cinese dopo che quest’ultima aveva più volte rifiutato il loro latte, portando la piccola azienda agricola sull’orlo della bancarotta. Tuttavia, mentre gli accademici ribadiscono la necessità di introdurre un sistema di sicurezza alimentare efficace, ricordando che già nel 2004 sono morti almeno 13 bambini e altri 200 sono stati ricoverati perché alimentati con latte artificiale poi risultato privo di sostanze nutritive, è necessario che il governo prenda provvedimenti seri per evitare che il numero delle vittime in quello che è in secondo mercato mondiale per il consumo di latte in polvere continui a salire.
- Martedì 16 Settembre 2008

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Commenti
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Il 17 Settembre 2008 alle 10:57 claudia astarita ha scritto:
E’ di oggi la notizia della terza vittima del latte in polvere Sanlu. Non solo, grazie ad un controllo a tappeto il governo cinese ha scoperto che sono ben 22 su 109 i produttori cinesi colpevoli di aver aggiunto melamina ai derivati del latte.
Infine, a Hong Kong residui della stessa sostanza sono stati rintracciati anche in una marca di gelato e in una di yoghurt, sempre cinesi. Per precauzione, il governo di Hong Kong ha disposto il ritiro di tutti i latticini importati dalla Cina dal mercato.
Il 6 Agosto 2009 alle 17:18 Cina: paura e rabbia per la repressione dei blogger » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] I primi a mobilitarsi per la scomparsa di Xu Zhiyong sono stati i contadini i cui figli si sono ammalati per lo scandalo del latte alla melamina, tutti assistiti dal legale di Gongmeng. Anche per lui sono partite centinaia di cartoline, dalla Cina e dall’estero, nella speranza che, come è successo per Amoiist, spingano Pechino a rivedere le sue decisioni. Anche Xu Zhiyong sarà costretto a fare autocritica? E se sì, per quale motivo, l’aver ricevuto una donazione? Se viene colpito un avvocato da sempre pro-Pechino, cosa può succedere, oggi, ai veri dissidenti? Siamo tornati ai tempi della Rivoluzione Culturale? Dobbiamo aver paura anche di copiare un link sui nostri blog? [...]
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