
È di 16 morti il bilancio di un devastante attacco terroristico contro l’ambasciata americana a Sanaa, in Yemen. Da un’auto che si è fermata a un centinaio di metri dall’ingresso sono scesi alcuni uomini armati che hanno aperto il fuoco contro gli agenti di guardia con armi automatiche e lanciarazzi. Poco dopo è esplosa un’autobomba. Sul terreno sono rimasti sei soldati, sei terroristi (uno di loro indossava una cintura esplosiva) e quattro civili, tra cui una donna indiana.
Alte fiamme si sono levate dal complesso super-fortificato dell’ambasciata. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista Jihad islamica nello Yemen che ha anche minacciato nuove azioni contro le rappresentanze diplomatiche britannica, saudita e degli Emirati arabi nella capitale yemenita. Fonti della polizia yemenita non danno peso a questa rivendicazione da parte di un’organizzazione praticamente sconosciuta e ritengono che dietro un attacco così ben organizzato vi sia Al Qaeda.
Lo Yemen, il Paese di origine di Osama bin Laden, è stato già teatro di numerosi attentati contro le ambasciate straniere. A marzo un gruppo affiliato ad Al Qaeda aveva rivendicato lo sparo di alcuni colpi di mortaio verso l’ambasciata americana che avevano causato la morte di una bambina in una vicina scuola e il ferimento di altre 19 persone. Ad aprile il Dipartimento di Stato ha ordinato l’evacuazione del personale non essenziale dell’ambasciata e ha chiesto a chi resta di non uscire dalla capitale e di evitare hotel, ristoranti e aree turistiche. Nel complesso diplomatico c’è anche la residenza dell’ambasciatore Usa a Sanaa, Stephen Seche.
A fine aprile ci fu anche un’esplosione vicino all’ambasciata italiana a Sanaa, ma l’obiettivo era probabilmente il vicino ministero delle Finanze o un distaccamento della dogana.
- Mercoledì 17 Settembre 2008
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Il 17 Settembre 2008 alle 14:59 Yemen, la nuova frontiera di Al Qaeda » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il terrorismo islamico è tornato per bussare alle porte della campagna elettorale americana. Un attentato come quello che colpito l’ambasciata americana in Yemen non veniva realizzato da tempo e dimostra come gli Stati Uniti siano ancora nel mirino del network del terrore. Rivendicato da un gruppo integralista che si definisce Jihad islamica nello Yemen, l’attacco - una battaglia, secondo le prime ricostruzioni, attuato con un’autobomba e con razzi - ha provocato una ventina di morti, tra cui sei assalitori, sei soldati yemeniti che difendevano la sede diplomatica, e quattro civili. [...]
Il 17 Settembre 2008 alle 15:50 Elezioni Italiane» Esteri » Yemen, la nuova frontiera di Al Qaeda ha scritto:
[...] Il terrorismo islamico è tornato per bussare alle porte della campagna elettorale americana. Un attentato come quello che colpito l’ambasciata americana in Yemen non veniva realizzato da tempo e dimostra come gli Stati Uniti siano ancora nel mirino del network del terrore. Rivendicato da un gruppo integralista che si definisce Jihad islamica nello Yemen, l’attacco - una battaglia, secondo le prime ricostruzioni, attuato con un’autobomba e con razzi - ha provocato una ventina di morti, tra cui sei assalitori, sei soldati yemeniti che difendevano la sede diplomatica, e quattro civili. [...]
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