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Egitto, uno scorcio della zona dove è avvenuto il rapimento
Guarda la MAPPA del sequestro
Sarebbero stati liberati senza il pagamento di alcun riscatto, in territorio sudanese, gli undici turisti (cinque italiani, cinque tedeschi e un rumeno) e i loro otto accompagnatori egiziani sequestrati venerdì scorso nella località di Kark Talj nella provincia meridionale di Wadi al Gadid, in Egitto, da un gruppo di quattro banditi mentre erano a bordo di altrettanti fuoristrada. La notizia riferita dal network del Qatar Al Jazeera, secondo cui la comitiva sarebbe stata rilasciata dopo essere stata trasportata e derubata nel confinante Sudan, non ha ancora trovato conferme ufficiali mentre sembra ormai certa la versione che la polizia egiziana ha fornito a caldo: i turisti sono stati sequestrati non per ragioni politiche, come si temeva, ma per incassare il riscatto richiesto: 8,8 milioni di euro secondo il Ministero del Turismo del Cairo. Sarebbero sudanesi, provenienti dal Darfur secondo la moglie del proprietario dell’agenzia (Aegyptus) che ha organizzato l’escursione, anche lui tra i 18 sequestrati. Il ministro egiziano del Turismo Zoheir Garana ha confermato che i sequestrati si trovano ora in territorio sudanese e la Farnesina, ha detto il fratello di uno dei cinque connazionali rapiti, Giuseppe Paganelli, fratello di Lorella, ha avuto rassicurazioni dal consolato tedesco che gli 11 sarebbero in buone condizioni.
Il sequestro in Egitto è solo l’ultimo episodio di una lunga scia di azioni e attentati cui sono rimasti coinvolti turisti stranieri negli ultimi dieci anni. Il 18 aprile 1996 diciotto turisti greci furono in seguito a una attacco di fronte all’Hotel Europa nei pressi delle piramidi di Giza targato Jammaa Islamiyya, un gruppo islamista inserito nella lista delle organizzazioni terroriste da Usa e Ue. Un anno dopo, il 18 settembre 1997, nove tedeschi persero la vita per una bomba incendiaria lanciata contro il loro autobus al Cairo di fronte al Museo egiziano. Due mesi dopo 62 persone, tra cui 58 stranieri, furono uccisi in un attentato rivendicato sempre dalla Jammaa Islamiyya a Luxor. Il 7 ottobre 2004 34 persone, tra cui due ragazze italiane, vennero uccise dall’esplosione di 3 bombe a Taba sul Mar Rosso. Il 23 luglio 2005 circa 70 persone, tra cui sei turisti italiani, restano uccise nell’esplosione di tre ordigni a Sharm el-Sheikh sul Mar Rosso. Il 24 aprile 2006 almeno 22 persone persero la vita e 150 rimasero ferite (tra cui 3 italiani) in tre esplosioni in un affollato ristorante nella località turistica di Dahab sul Mar Rosso.
- Lunedì 22 Settembre 2008

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Commenti
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Il 22 Settembre 2008 alle 19:09 upnews.it ha scritto:
Al Jazeera: liberati i turisti rapiti in Egitto. Verifica della Farnesina » Panorama.it - Mondo…
Per la tv al Jazeera sarebbero stati liberati i turisti italiani rapiti in Egitto…
Il 23 Settembre 2008 alle 9:46 Ore d’ansia per i diciannove turisti rapiti » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Potrebbero essere ore decisive per la liberazione degli undici turisti e dei loro otto accompagnatori egiziani sequestrati venerdì sera in una zona impervia attorno ad Assuan da un banda di banditi provenienti - secondo il Cairo - dal Darfur. Dopo l’annuncio in serata del rilascio per voce del ministro egiziano Ahmed Abul Gheit, la doccia fredda, a raffreddare l’entusiasmo dei parenti, è arrivata dalla Farnesina che non ha confermato l’avvenuta liberazione. L’unica certezza è che la diplomazia di Berlino, coadiuvata dalle forze egiziane, sta ancora trattando, in un negoziato con i sequestratori che si annuncia complesso anche per la consistenza del riscatto richiesto: 6 milioni di dollari, non 15 come inizialmente sostenuto. Un boccone comunque molto ghiotto per i predoni, ma anche - è quesro il timore - per i fondamentalisti islamici che potrebbero essere tentati di subentrare nella trattativa per riscattare i diciannove sequestrati e poi gestirli “politicamente”. Un’ipotesi che mette i brividi: anche perché quella è una terra di nessuno popolata di jihadisti, banditi e contrabbandieri, dove ci sarebbe la prigione dei turisti e dove è già stata segnalata la presenza di campi di addestramento per terroristi islamici. I diciannove sono stati rapiti venerdì scorso nella zona desertica di Karkur Talh, un altopiano al confine anche con la Libia, dopo aver sconfinato a bordo di quattro fuoristrada in Sudan. Tra loro, oltre ai cinque cittadini italiani, ci sono anche cinque tedeschi, una cittadina romena residente in Germania e otto egiziani (due guide, quattro autisti, il proprietario del tour operator Aegyptus che ha organizzato il viaggio e un ufficiale di polizia che faceva da scorta). I nomi degli italiani sono Lorella Paganelli, 49 anni, Giovanna Quaglia, 52, Walter Barotto, 68, Mirella De Giuli, 70, e Michele Barrera, 72. Erano tutti partiti da Torino sabato 13 settembre con un volo per il Cairo. Da qui si erano diretti verso il sud dell’Egitto. [...]
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