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Latte killer, è allarme in tutta la regione

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  • Tags: Cina, fonterra, latte-in-polvere
  • 8 commenti

Cina

Secondo un portavoce del ministero della Sanità cinese, sarebbero quasi 53.000 i bambini ricoverati in ospedale per intossicazioni dovute al consumo di latte in polvere contaminato da melamina, una sostanza tossica solitamente usata per la produzione di plastiche e vernici. Di questi, circa 40.000 sono stati dimessi, mentre tra i rimanenti 13.000 ricoverati si contano almeno 104 neonati molto gravi. Fino ad oggi i casi di calcoli e insufficienza renale letali sono stati quattro. Tre nella Cina continentale e uno a Hong Kong, dove da alcuni giorni il governo locale ha disposto il ritiro di tutti i prodotti lattiero-caseari importati dalla Cina dopo il ritrovamento di tracce di melamina non solo nel latte in polvere e in quello liquido, ma anche nei prodotti di due note marche cinesi di gelati e yoghurt.

Le preoccupazioni sono ulteriormente aumentate quando la sostanza tossica è stata scoperta anche nel latte della Nestlè prodotto in Cina dalla Yili e venduto a Hong Kong. Tuttavia, sembra che in questo caso le dosi di melamina possano rivelarsi letali solo nel lungo periodo: un portavoce del Centro per sicurezza alimentare di Hong Kong ha precisato che solo consumando oltre tre litri di latte al giorno per un anno si rischia la calcolosi renale. Da Ginevra, la Nestlè assicura l’integrità dei propri prodotti, ma evita di rispondere alle segnalazioni dettagliate mosse dalle autorità sanitarie di Hong Kong.

Oggi l’allarme melamina si è allargato a tutta la regione: a Taiwan, la sostanza è stata individuata nelle bustine di caffè e “tè al latte” in polvere Mr. Brown, mentre Singapore ne ha trovato residui nelle caramelle gommose White Rabbit, scoperta che ha spinto il governo a sospendere la vendita e l’importazione di tutti quegli alimenti che hanno tra gli ingredienti una qualunque marca di latte cinese. Poche ore dopo, Giappone, Malaysia e Brunei hanno deciso di seguire l’esempio singaporeano. L’Unione europea, invece, ritiene che non ci siano rischi che il latte contaminato alla melamina sia arrivato sui mercati europei dal momento che l’UE non importa prodotti lattiero-caseari dalla Cina. Tuttavia, a scopo preventivo sono stati rafforzati i controlli alle frontiere.

Mentre il premier Wen Jiabao, oltre ad essersi ufficialmente scusato con i cittadini si è impegnato a riformare radicalmente l’intero settore alimentare, gli osservatori più attenti non possono fare a meno di ricordare che già un anno fa in America erano stati denunciati casi di mangimi per animali (cinesi) contaminati da una sostanza chimica e, nello stesso periodo, le autorità sanitarie delle Filippine avevano denunciato la tossicità delle caramelle White Rabbit. In entrambi i casi, si trattava di melamina.

  • claudia astarita
  • Lunedì 22 Settembre 2008

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Il 24 Settembre 2008 alle 11:18 Paura da latte: controlli a tappeto sui prodotti made in China » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Quanto è vicina la Cina? Tanto, troppo. Basta fare un giro nei supermercati italiani per accorgersene e acquistare i suoi prodotti alimentari. Su quelli a base di latte, carne e vegetali, dopo lo scandalo e l’allarme del latte alla melanina (che ha già provocato la morte di 4 neonati ed oltre 50.000 bambini intossicati), è scattato il giro di vite: oltre 1.000 carabinieri dei Nas impegnati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori; misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti made in China per attestare che non contengono latte o suoi derivati. E proprio durante le operazioni di controllo, dal Nord al Sud del Paese, sono stati molti i sequestri da parte dei Nuclei Antisofisticazione, che hanno anche denunciato 7 persone e chiesto la chiusura delle strutture commerciali. In particolare, si precisa in una nota, “il Nas di Firenze, nel capoluogo e a Prato, ha operato il vincolo sanitario su oltre 2.500 confezioni di prodotti dolciari preparati o farciti con latte in polvere e burro di provenienza orientale, la cui importazione è vietata da una direttiva comunitaria”. I Nas di Ancona hanno invece individuato un esercizio commerciale etnico dove erano esposti biscotti, dolciumi e caramelle contenenti latte: è stato bloccato, rende noto il Comando carabinieri per la salute, “oltre un quintale di merce, destinato prevalentemente a giovani consumatori”. Analoghe attività, proseguono i Nas, sono state condotte a Napoli e Catania, “con il sequestro complessivo di 400 confezioni di latte e yogurt e 600 di prodotti a base di carne avicola e vegetali di importazione cinese”. Gli alimenti sottoposti a sequestro “secondo i primi accertamenti” affermano i Carabinieri dei Nas “non sembrano contenere la sostanza ‘melamina’ o altri contaminanti pericolosi per la salute pubblica”. Anche se i prodotti del latte distribuiti legalmente in Italia sono “assolutamente sicuri”, ha affermato il sottosegretario alla salute Francesca Martini (”Da anni” ha sottolineato “in Italia è vietata l’importazione di latte e derivati dalla Cina. I prodotti del canale legale della distribuzione sono sicuri”), resta il rischio delle importazioni illegali (per questo un rafforzamento dei controlli è previsto alle frontiere) o legate ad altri canali. Una cosa però è certa: “Per il ‘made in China’ alimentare” ha detto il sottosegretario dopo un vertice con il comandante dei Carabinieri della sanità Nas, Saverio Cotticelli, per fare il punto sull’emergenza “in Italia saranno tempi duri”. Da oggi viene infatti introdotta una nuova certificazione, una sorta di ‘bollino’ di qualità, che gli importatori di merce alimentare dalla Cina saranno tenuti a presentare per assicurare l’assenza negli alimenti di latte e derivati del latte di origine cinese. I prodotti, ha spiegato Martini “saranno bloccati alla dogana fino al completamento dei controlli; il tempo massimo di permanenza sarà di 60 giorni, dopo di che la merce verrà distrutta. La stessa cosa accadrà se gli alimenti analizzati risulteranno contenere latte cinese”. La certificazione riguarderà una vasta gamma di merci: integratori alimentari, bevande ai cereali, salse piccanti di soia, biscotti e dolci, alimenti dietetici, caramelle, cioccolato, zuppe e lieviti. L’obiettivo, ha precisato il direttore generale Sicurezza alimenti del ministero del Welfare, Silvio Borrello, è anche quello di prevenire le “possibili triangolazioni di prodotti provenienti dalla Cina e importati da paesi terzi”. [...]

Il 16 Ottobre 2008 alle 12:02 Napoli, maxi sequestro di latte alla melamina » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Ben 10 quintali di latte alla melamina provenienti dalla Cina sono state sequestrate a Napoli”. Lo ha affermato il minisitro delle Politiche Agricole Luca Zaia intervenendo a Rainews24. “Maggiori dettagli in una conferenza stampa” ha aggiunto Zaia “saranno forniti a Napoli alle ore 15.00″. Già alla fine del mese scorso, erano scattate una serie di misure preventive da parte dei carabinieri del gruppo Nas. Sotto osservazione erano i prodotti alimentari a base di latte, carne e vegetali. Lo scandalo e l’allarme del latte killer alla melanina prodotto in Cina aveva messo in allarme le autorità. Oltre 1.000 carabinieri dei Nas erano stati dispiegati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori; misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti made in China per attestare che non contenessero latte o suoi derivati. E proprio durante le operazioni di controllo, dal Nord al Sud del Paese, sono stati molti i sequestri da parte dei Nuclei Antisofisticazione, che in una prima tornata di controlli avevano denunciato 7 persone e chiesto la chiusura delle strutture commerciali. “Apprendiamo con grande sorpresa dalle agenzie di stampa che dieci quintali di latte cinese alla melanina sono stati sequestrati in un capannone di Napoli” ha oggi commentato Valentina Coppola, responsabile Agroalimenatre CODICI “perché le istituzioni ci avevano rassicurato che il latte incriminato non sarebbe arrivato in Italia e invece, come il CODICI aveva sospettato, è evidente il rischio e la facilità con cui tali prodotti possano raggiungere il nostro paese. Ricordiamo, inoltre, che la stessa Unione Europea aveva dichiarato fermamente chiuse le sue frontiere alle importazioni di latte e i prodotti lattieri importati dalla Cina. Pertanto, il CODICI plaude all’operato della Forestale, ma chiede alle Istituzioni di mantenere a massimi livelli l’attenzione sul fenomeno”, ha concluso. [...]

Il 16 Ottobre 2008 alle 12:22 SuccedeOggi » Blog Archive » Napoli, maxi sequestro di latte alla melamina ha scritto:

[...] “Ben 10 quintali di latte alla melamina provenienti dalla Cina sono stati sequestrati a Napoli”. Lo ha affermato il minisitro delle Politiche Agricole Luca Zaia intervenendo a Rainews24. “Maggiori dettagli in una conferenza stampa” ha aggiunto Zaia “saranno forniti a Napoli alle ore 15.00″. Già alla fine del mese scorso, erano scattate una serie di misure preventive da parte dei carabinieri del gruppo Nas. Sotto osservazione erano i prodotti alimentari a base di latte, carne e vegetali. Lo scandalo e l’allarme del latte killer alla melanina prodotto in Cina aveva messo in allarme le autorità. Oltre 1.000 carabinieri dei Nas erano stati dispiegati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori; misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti made in China per attestare che non contenessero latte o suoi derivati. E proprio durante le operazioni di controllo, dal Nord al Sud del Paese, sono stati molti i sequestri da parte dei Nuclei Antisofisticazione, che in una prima tornata di controlli avevano denunciato 7 persone e chiesto la chiusura delle strutture commerciali. “Apprendiamo con grande sorpresa dalle agenzie di stampa che dieci quintali di latte cinese alla melanina sono stati sequestrati in un capannone di Napoli” ha oggi commentato Valentina Coppola, responsabile Agroalimenatre CODICI “perché le istituzioni ci avevano rassicurato che il latte incriminato non sarebbe arrivato in Italia e invece, come il CODICI aveva sospettato, è evidente il rischio e la facilità con cui tali prodotti possano raggiungere il nostro paese. Ricordiamo, inoltre, che la stessa Unione Europea aveva dichiarato fermamente chiuse le sue frontiere alle importazioni di latte e i prodotti lattieri importati dalla Cina. Pertanto, il CODICI plaude all’operato della Forestale, ma chiede alle Istituzioni di mantenere a massimi livelli l’attenzione sul fenomeno”, ha concluso. [...]

Il 16 Ottobre 2008 alle 15:42 A Napoli maxi sequestro di latte alla melanina:”trovati 10 quintali” | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] La prudenza è d’obbligo, ma “posso annunciare che si tratta di circa 10-15 quintali di latte alla melamina, latte cinese, si parla anche di carni, di pesce e altri prodotti che non si potrebbero commercializzare”.A parlare è il ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Luca Zaia, intervenendo a Radio Anchi’io. E si riferisce il ministro al ritrovamento a Napoli di latte cinese alla melamina, latte killer. Questa mattina, nel corso di una operazione del corpo Forestale a Napoli, ne sono stati sequestrati dieci-quindici quintali provenienti dalla Cina. Si tratta del risultato di “una grossa operazione che fa parte di una stagione tolleranza zero” ha annuciato il responsabile dell’Agricoltura. Che lancia poi un appello e un consiglio ai consumatori. “Chi va a comprare latte legga sulle confezioni da dove viene e faccia altrettanto per tutti gli altri prodotti, perché spesso ci facciamo male da soli”. Il blitz del corpo Forestale dello Stato con la collaborazione delle Asl ha riguardato diverse attività commerciali gestite da cinesi. L’operazione è stata denominata “Lanterne rosse”. Secondo il comandante provinciale del corpo, Vincenzo Stabile, “bisogna attendere le analisi per vedere se si tratta di latte contaminato con la sostanza pericolosa, ma ci sono ragionevoli dubbi sia perché era nascosto sia perché non ha elementi per la tracciabilità”. [...]

Il 17 Ottobre 2008 alle 2:29 SuccedeOggi » Blog Archive » A Napoli maxi sequestro di latte alla melamina: “Trovati 10 quintali” ha scritto:

[...] La prudenza è d’obbligo, ma “posso annunciare che si tratta di circa 10-15 quintali di latte alla melamina, latte cinese, si parla anche di carni, di pesce e altri prodotti che non si potrebbero commercializzare”. A parlare è il ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Luca Zaia, intervenendo a Radio Anchi’io. E si riferisce il ministro al ritrovamento a Napoli di latte cinese alla melamina, latte killer. Questa mattina, nel corso di una operazione del corpo Forestale a Napoli, ne sono stati sequestrati dieci-quindici quintali provenienti dalla Cina. Si tratta del risultato di “una grossa operazione che fa parte di una stagione tolleranza zero” ha annuciato il responsabile dell’Agricoltura. Che lancia poi un appello e un consiglio ai consumatori. “Chi va a comprare latte legga sulle confezioni da dove viene e faccia altrettanto per tutti gli altri prodotti, perché spesso ci facciamo male da soli”. Il blitz del corpo Forestale dello Stato con la collaborazione delle Asl ha riguardato diverse attività commerciali gestite da cinesi. L’operazione è stata denominata “Lanterne rosse”. Secondo il comandante provinciale del corpo, Vincenzo Stabile, “bisogna attendere le analisi per vedere se si tratta di latte contaminato con la sostanza pericolosa, ma ci sono ragionevoli dubbi sia perché era nascosto sia perché non ha elementi per la tracciabilità”. [...]

Il 22 Gennaio 2009 alle 16:31 Latte killer, due condanne a morte in Cina » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Due dirigenti della Sanlu sono stati condannati a morte in Cina per aver prodotto e diffuso il famigerato latte alla melamina, una sostanza altamente adoperata nella fabbricazione di materiali plastici, che ha causato nei mesi scorsi la morte di sei bambini provocando calcoli renali e altri problemi urinari ad altri 300 mila neonati. A comminare la sentenza è stato il Tribunale del popolo di Shijiazhuang, località dove si trova la fabbrica, una dele più grandi di tutto il Paese, ritenuta colpevole di aver “attentato alla salute pubblica”: un reato che, in Cina, viene punito con la pena capitale. Zhang Yujun, tra l’ottobre 2007 e l’agosto 2008, era incaricato di produrre la melamina - secondo il Tribunale - da cui sono state ricavate 700 tonnelate di latte adulterato. Geng Jinping, a sua volta, è stato condannato alla pena di morte per aver venduto 600 tonnelate del latte, ricavandone 770 mila euro, alla Sanlu. Un altro degli imputati ha avuto una condanna a morte “sospesa”, cioé che verrà riconsiderata e probabilmente trasformata in ergastolo. Meglio è andata alla presidente della Sanlu, Tian Wanhua, condannata all’ergastolo (e a pagare tre milioni di dollari) per non aver preso le necessarie contromisure dopo aver saputo che dalla sua azienda veniva prodotto il latte avvelenato. Altri cinque dirigenti di quest’azienda hanno ricevuto condanne dai 5 ai 15 anni. [...]

Il 28 Maggio 2009 alle 15:33 Vestiti cancerogeni: la nuova minaccia per i neonati cinesi » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Negli ultimi mesi la credibilità della qualità delle produzioni cinesi è stata messa in discussione da diversi scandali. Tra tutti, hanno avuto più risalto a livello internazionale quelli dei giocattoli tossici, del latte alla melamina e dell’acqua al cloro. [...]

Il 28 Maggio 2009 alle 18:53 Vestiti cancerogeni: la nuova minaccia per i neonati cinesi « Ilcorsarorosso ha scritto:

[...] Negli ultimi mesi la credibilità della qualità delle produzioni cinesi è stata messa in discussione da diversi scandali. Tra tutti, hanno avuto più risalto a livello internazionale quelli dei giocattoli tossici, del latte alla melamina e dell’acqua al cloro. [...]

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