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Egitto, uno scorcio della zona dove è avvenuto il rapimento
Guarda la MAPPA del sequestro
Giovanna Quaglia, 52 anni, Lorella Paganelli, 49 anni, Mirella De Giuli, 70 anni, Michele Parrera, 71 anni e Walter Barotto, 68 anni. Sono i nomi dei cinque italiani, tutti del torinese, rapiti ad Assuan, in Egitto, assieme a cinque turisti tedeschi, un rumeno e - secondo l’agenzia Mena - otto accompagnatori egiziani. Per la loro liberazione sarebbe stato chiesto il pagamento di un riscatto di 15 milioni di dollari. I negoziati per il loro rilascio sono in corso, secondo la tv ‘Al Hurra‘, attraverso un telefono satellitare. In un primo momento, si è parlato anche di almeno due israeliani prelevati, ma il Ministro del Turismo del Cairo ha smentito la notizia. La comitiva viaggiava in tre o quattro diversi fuoristrada quando è stata intercettata da quattro persone mascherate. Uno degli italiani avrebbe chiamato con un satellitare la moglie spiegando che parlavano con “un forte accento africano”.
Luogo del rapimento. Il sequestro è avvenuto nella zona occidentale e montagnosa di Assuan, nel sud del paese, una delle mete più battute dai turisti. Erano molti inizialmente gli osservatori scettici su questa versione perché molto raramente si sono verificati rapimenti in una area come questa molto controllata dalle forze dell’ordine e dai militari egiziani. Più chiara, secondo diverse fonti, anche la natura del rapimento. Si tratterebbe
secondo la polizia egiziana di semplici banditi, e non di terroristi, come inizialmente si era pensato.
La Farnesina segue passo passo il rapimento. Il ministro Frattini segue la vicenda dall’unità di crisi. Per ora, molto riserbo al Ministero degli Esteri, in attesa di giungere a un veloce e felice esito del rapimento. Non è stato ancora individuato il luogo in cui i turisti sequestrati sono tenuti in ostaggio, benché inizialmente si sia parlato del Sudan, considerata roccaforte dei predoni. Intervenendo alla tv di stato il ministro del Turismo, Soheir Garana, ha spiegato che del rapimento si è saputo ”attraverso la moglie del responsabile della società che ha organizzato il viaggio”, anch’egli tra i rapiti.
- Lunedì 22 Settembre 2008

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Il 25 Settembre 2008 alle 17:41 Khartoum: gli ostaggi italiani sono stati portati in Libia » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Non c’è ancora la conferma ufficiale delle autorità libiche, ma secondo Khartoum gli undici turisti e i loro otto accompagnatori egiziani rapiti venerdì scorso nel deserto del Sahara sono stati portati in Libia, “13-15 chilometri all’interno del Paese” ha dichiarato Ali Yussef Ahmed, portavoce del ministero degli Esteri sudanese. L’ottimismo che si respirava ieri, dopo che le autorità sudanesi avevano fatto sapere di aver localizzato il covo e di averlo circondato, si è dunque volatilizzato. E a raffreddare le speranze di una rapida soluzione della vicenda, giunge da alcune fonti del Cairo la conferma che i contatti con i rapitori, tenuti quotidianamente via telefono satellitare tra uno dei rapiti, l’organizzatore della spedizione, il tour operator Ibrahim Albdel Rahim, e sua moglie, Kristen Butterweck, sono cessati. Il riscatto chiesto dai rapitori - un gruppo di ribelli del Darfur secondo le autorità di Khartoum - sarebbe di sei milioni di euro. [...]
Il 29 Settembre 2008 alle 15:24 La liberazione degli ostaggi: è giallo sul blitz » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sono stati tutti liberati grazie ad un’operazione delle forze speciali egiziane nel territorio del Ciad, vicino il confine con il Sudan, gli undici ostaggi e i loro otto accompagnatori egiziani rapiti venerdì 19 settembre vicino ad Assuan in Egitto. All’operazione congiunta - ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini - hanno preso parte gli 007 italiani, le truppe d’elite tedesche ed egiziane. Ma non c’è stato nessun blitz e nessuna azione di forza, secondo il presidente del Consiglio, che avrebbe potuto mettere in pericolo la vita degli ostaggi. E soprattutto non c’è nessun pagamento di un riscatto, ha aggiunto la Farnesina. [...]
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