Ancora una volta, la Spagna si è svegliata con la notizia di una morte violenta. Firmata Eta. I terroristi baschi hanno colpito a Santoña, in Cantabria, con un’autobomba all’una del mattino. La vittima è un militare, Luis Conde de la Cruz, di 46 anni, che si trovava nella caserma contro la quale era diretta l’esplosione. Ferito, ma fuori pericolo, un suo commilitone. Entrambi erano lì in vacanza e oggi sarebbero tornati a casa. Con la modalità tipica dell’ Eta, l’attentato era stato annunciato da una telefonata a un’ associazione di volontari di San Sebastiàn, una delle aree a maggior radicamento etarra. Quando è scoppiata la bomba, i militari stavano ancora evacuando l’edificio. Altre cinque persone sono state ricoverate per le conseguenze dell’esplosione, con ferite lievi o crisi di panico. E’ il terzo attacco dell’Eta in apena 24 ore: sabato notte un ordigno era esploso davanti a una banca a Vitoria, nei Paesi Baschi, poche ore dopo un’altra auto imbottita con 100 chili di esplosivo scoppiava davanti a un commissariato a Ondarroa, sempre nella regione. In questi due casi però il preavviso aveva evitato vittime. Il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero ha dichiarato: “I terroristi non riusciranno mai nel loro intento di piegarci”.
La cronologia degli attentati, ovviamente, non è casuale: il Tribunal Supremo ha infatti messo fuori legge pochi giorni fa due partiti politici accusati di aver raccolto l’identità dell’ormai defunta “Herri Batasuna”, ovvero di essere la sponda politica dei terroristi: Anv (Alianza nacionalista vasca) e Ehak-Pctv (partito comunista de las tierras vascas). Sempre nell’ultimo mese sono usciti dal carcere nel giro di pochi giorni l’ex leader e portavoce di Batasuna Arnaldo Otegi (atteso dall’eurodeputato leghista Mario Borghezio “a braccia aperte”) e il terrorista (condannato a 27 ergastoli ma ai domiciliari per buona condotta dopo 21 anni di carcere) Inaki De Juana Chaos. In entrambi i casi alle scarcerazioni sono seguite violenti polemiche da parte delle associazioni delle vittime e del Partido Popular.
Luis Conde è la terza vittima targata Eta nel corso del 2008: prima di lui era toccato a un Guardia civil lo scorso 14 maggio e al consigliere socialista Isaias Carrasco, due giorni prima delle elezioni del 9 marzo scorso, vinte da Zapatero. Proprio per la sua apertura al dialogo anche coi terroristi il premier era stato duramente attaccato nel corso della passata legislatura: la “tregua” durante la quale c’erano stati contatti tra esponenti del governo e di Eta era durata sino al 30 dicembre 2006, quando fu rotta dall’attentato al terminal 4 dell’aeroporto di Barajas in cui morirono due persone. Da allora la banda terrorista è stata duramente colpita da una serie di arresti ai suoi livelli più alti, grazie anche alla collaborazione tra il governo spagnolo e quello francese: il 21 maggio scorso era stato arrestato a Bordeaux Francisco Lopez Pena, “Thierry”, considerato il numero 1 della cupola.
- Lunedì 22 Settembre 2008

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.