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Saranno operativi a metà ottobre i quattro bombardieri Tornado del 6° Stormo di Ghedi che il governo italiano ha messo a disposizione della forza della Nato in Afghanistan.
La decisione è stata resa nota lunedì al termine del Consiglio dei ministri, dal titolare della Difesa, Ignazio La Russa. “Abbiamo deciso di inviare in Afghanistan quattro Tornado così come ci è stato ripetutamente richiesto dagli organismi internazionali e dai Paesi alleati”. L’invio dei Tornado era stato preannunciato dallo stesso La Russa in giugno ma poi ragioni finanziarie sembravano aver annullato la missione dell’Aeronautica. Il ministro ha confermato inoltre la natura dell’impiego dei jet, che saranno impiegati in compiti di ricognizione video-fotografica e intelligence ma non per condurre attacchi e bombardamenti.
Gli stessi “caveat” posti da Berlino ai sei Tornado dell’aeronautica tedesca schierati sulla base afghana di Mazar-i-Sharif che dovrebbero concludere la loro missione proprio in ottobre. Limitazioni che risultano ancor più paradossali oggi che in tutto l’Afghanistan si assiste a una recrudescenza degli attacchi talebani aumentati del 65 per cento rispetto all’anno scorso.
I jet italiani rimpiazzeranno i velivoli germanici fornendo un supporto di sorveglianza del territorio, intelligence e acquisizione degli obiettivi a favore di tutte le forze alleate: individueranno le postazioni talebane ma lasceranno ad altri il compito di bombardarle.
La base che ospiterà i jet italiani non è stata ancora annunciata ma lo stesso generale Daniele Tei, Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, ha dichiarato che “Herat potrebbe essere una località adatta visto che lì sono presenti già assetti italiani”.
Nel capoluogo dell’Afghanistan occidentale, dove le forze alleate sono poste sotto comando italiano, sono infatti schierati la gran parte delle forze del contingente italiano (1.450 militari mentre altri 850 si trovano a Kabul) e tutta la componente aerea che include 9 elicotteri dell’Esercito (3 CH 47 da trasporto e 6 Mangusta da attacco) e diversi velivoli dell’Aeronautica: 2 cargo C-27J, 3 elicotteri AB 212 e 3 velivoli teleguidati da sorveglianza Predator.
La base di Herat, con una pista di 2.500 metri completamente rifatta in agosto, consente poi ai jet di intervenire in tempi rapidi nelle aree più critiche delle regioni occidentale, meridionale e settentrionale dell’Afghanistan. La missione dovrebbe durare almeno un anno avvicendando i velivoli e costerà prevedibilmente 25 milioni di euro a semestre, cifra che potrebbe essere in parte coperta da fondi Nato. I Tornado rappresentano la prima componente aerea da combattimento dell’Aeronautica italiana ad essere schierata in Afghanistan dove già operano un centinaio di jet americani più una trentina forniti da britannici, francesi, olandesi e altri alleati che però, esclusi i tedeschi, li impiegano anche in compiti di bombardamento delle milizie talebane.
Nel 2001 la Marina impiegò i jet Harrier imbarcati sulla portaerei Garibaldi sull’Afghanistan al fianco dei cacciabombardieri alleati ma anche in quell’occasione i nostri velivoli si limitarono a “illuminare” i bersagli talebani con i puntatori laser lasciando agli americani e ai francesi il compito di sganciare bombe e missili. L’invio di Tornado “disarmati” rischia di privare le forze italiane e alleate di un importante supporto di fuoco, in molti casi indispensabile alle truppe schierate a terra per sfuggire alle imboscate dei jihadisti. Nelle ultime settimane le postazioni e le colonne italiane e spagnole nell’Afghanistan Occidentale hanno subito numerosi attacchi per sventare i quali sono stati necessari raids condotti dai jet americani.
- Giovedì 25 Settembre 2008

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Il 18 Ottobre 2008 alle 9:13 Afghanistan, soldati italiani feriti in un attentato suicida » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.400, tra Kabul ed Herat, nell’ovest, dove è schierato il grosso del contingente. Circa una settimana fa è avvenuto l’avvicendamento al comando della Regione ovest tra il generale Francesco Arena e il generale Paolo Serra: ai fanti della brigata aeromobile ‘Friuli’ sono subentrati gli alpini della ‘Julia’. Lo scorso 5 agosto, a Kabul, l’Italia ha ceduto alla Francia il comando della Regione della capitale nella missione Nato-Isaf: un passaggio di consegne che ha avuto come conseguenza la graduale e progressiva riduzione del contingente. Contestualmente, è stato rafforzato quello di Herat, dove è schierata un’intera brigata, con due ‘battle group’ e altre aliquote operative, che possono contare sugli efficienti mezzi anti-mina ‘Lince’, su diversi elicotteri da trasporto, 6 elicotteri d’attacco Mangusta, 3 velivoli senza pilota ‘Predator’. L’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan anche 4 caccia Tornado da ricognizione, che dovrebbero essere operativi tra alcune settimane. Negli ultimi tempi si è assistito ad una recrudescenza di attacchi contro i militari italiani nell’ovest. [...]
Il 18 Ottobre 2008 alle 9:31 SuccedeOggi » Blog Archive » Afghanistan, soldati italiani feriti in un attentato suicida ha scritto:
[...] I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.400, tra Kabul ed Herat, nell’ovest, dove è schierato il grosso del contingente. Circa una settimana fa è avvenuto l’avvicendamento al comando della Regione ovest tra il generale Francesco Arena e il generale Paolo Serra: ai fanti della brigata aeromobile ‘Friuli’ sono subentrati gli alpini della ‘Julia’. Lo scorso 5 agosto, a Kabul, l’Italia ha ceduto alla Francia il comando della Regione della capitale nella missione Nato-Isaf: un passaggio di consegne che ha avuto come conseguenza la graduale e progressiva riduzione del contingente. Contestualmente, è stato rafforzato quello di Herat, dove è schierata un’intera brigata, con due ‘battle group’ e altre aliquote operative, che possono contare sugli efficienti mezzi anti-mina ‘Lince’, su diversi elicotteri da trasporto, 6 elicotteri d’attacco Mangusta, 3 velivoli senza pilota ‘Predator’. L’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan anche 4 caccia Tornado da ricognizione, che dovrebbero essere operativi tra alcune settimane. Negli ultimi tempi si è assistito ad una recrudescenza di attacchi contro i militari italiani nell’ovest. [...]
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